Dal settembre 2026 le aziende, soprattutto della fast fashion, dovranno dimostrare con prove verificabili ogni claim ambientale utilizzato in pubblicità ed etichette
Il greenwashing in Italia ha i giorni contati: dal prossimo 27 settembre 2026 le aziende che useranno slogan “green” vaghi, etichette ambientali poco trasparenti o promesse climatiche non dimostrabili rischieranno multe milionarie.
Hanako Montgomery della CNN ha seguito le tracce degli sprechi della fast fashion americana fino in India, dove vengono riciclati e rivenduti
E dietro tutto questo, un costo umano agghiacciante
A Panipat, nel nord dell’India, le montagne di vestiti sembrano non finire mai. Arrivano ogni giorno da Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e da molti altri Paesi: abiti usati, spesso ancora in buone condizioni, scaricati da camion stracolmi e accumulati nei capannoni della cosiddetta “capitale tessile” indiana.
È qui che la fast fashion conclude il suo viaggio. E quello che sulla carta dovrebbe rappresentare un esempio virtuoso di economia circolare e riciclo nasconde invece una realtà fatta di polvere tossica, sfruttamento e malattie. Lo racconta in un toccante reportage della corrispondente Hanako Montgomery per la CNN.