Littering: una ferita quotidiana alle nostre città e una responsabilità condivisa
La nostra campagna di sensibilizzazione si pone l’obiettivo principale di rendere consapevoli i cittadini della necessità di impegnarci tutti a contrastare questo cattivo fenomeno: una buona azione di molti può diffondere nuova sensibilità verso comportamenti finalmente più responsabili.
Sempre più produttori europei di salmone stanno introducendo proteine derivate dal pollo nei mangimi, anche per far fronte al caro-pesce e alla scarsità di materie prime. Una scelta che riapre il dibattito sulla sostenibilità degli allevamenti e sulla trasparenza per chi acquista
Indice
Perché il salmone viene alimentato con il pollo
El Niño e la crisi delle materie prime per i mangimi
Quali aziende hanno scelto i mangimi a base di pollo
Il consumatore può sapere come è stato nutrito il salmone?
Il salmone è uno dei pesci più presenti sulle nostre tavole, ma forse non tutti sanno che cosa mangia prima di arrivare sugli scaffali di supermercati e pescherie. Negli allevamenti, la sua alimentazione si basa su mangimi formulati con diversi ingredienti, tra cui farine e oli ricavati da pesci selvatici. Un sistema che oggi deve però fare i conti con una disponibilità più limitata di queste materie prime e con prezzi in forte aumento.
È in questo contesto che entra in gioco il pollo. Alcuni grandi produttori europei di salmone hanno infatti iniziato a utilizzare, o stanno valutando di introdurre, nei mangimi proteine ottenute dalla lavorazione di sottoprodotti dell’industria avicola. Una scelta dettata soprattutto dalla necessità di contenere i costi e trovare alternative al pesce selvatico, la cui disponibilità risente anche delle difficoltà della pesca nel Pacifico e delle condizioni climatiche associate a El Niño.
A ricostruire questa tendenza è un’inchiesta del Financial Times, che racconta come stiano cambiando le strategie di alcune importanti aziende del settore.