Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
In Italia sta per nascere il primo impianto europeo per recuperare le terre rare da hard disk e motori elettrici buttati via, per riutilizzarle invece di estrarne di nuove. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nei giorni scorsi ha dato il via libera al progetto, che si chiama Life Inspiree e sorgerà a Ceccano, in provincia di Frosinone, nello stabilimento dell’azienda Itelyum, capofila del progetto insieme ad altri partner.
Dall’antica architettura bioclimatica persiana alle applicazioni moderne, il Badgir combina ventilazione naturale passiva e raffrescamento evaporativo per un comfort termico sostenibile ed efficiente.
Prima dell’avvento dell’aria condizionata, nelle aree aride del deserto iraniano si viveva al fresco grazie ad un’idea di architettura bioclimatica straordinariamente efficace: le Torri del Vento, conosciute in persiano come badgir. Queste alte strutture non sono semplici ornamenti storici, ma sistemi ingegneristici di ventilazione naturale passiva e raffrescamento evaporativo passivo capaci di abbassare la temperatura interna di decine di gradi rispetto all’esterno pur non utilizzando elettricità.
Il badgir è essenzialmente una “ciminiera” verticale suddivisa in setti, aperta sui quattro lati per intercettare il vento e sfruttare differenze di pressione e di temperatura tra interno ed esterno. La sua struttura cattura l’aria fresca in quota, dove è più veloce e pulita, e la convoglia verso il basso grazie alla pressione positiva. Mentre sul lato opposto la creazione di una depressione, un effetto Venturi naturale, estrae l’aria calda stagnante dall’interno e la spinge verso l’esterno.
Quando alla base della torre è presente una vasca d’acqua, l’aria secca che vi passa si umidifica ed evapora, subendo un ulteriore calo di temperatura. Si possono infatti raggiungere diminuzioni di circa 10–12 °C rispetto alle condizioni esterne, senza alcuna energia elettrica.
Queste idee di controllo climatico naturale non sono rimaste confinate all’antichità. Architetti come Hassan Fathy, noto per il suo impegno nel recupero di tecniche vernacolari e nel progettare con l’energia naturale come risorsa primaria, hanno studiato e valorizzato sistemi di ventilazione e raffrescamento passivo come parte integrante di un pensiero progettuale sostenibile per i climi caldi e aridi.
Dalla cucina agli impianti, ogni errore nella raccolta dell’organico può diventare un costo. Le nuove tecnologie aiutano a intercettarlo, ma la qualità del riciclo comincia ancora dal bidoncino di casa.
Indice
Il riciclo dell’organico parte dal bidoncino
Quando l’errore arriva in impianto
Itaca la tecnologia che vede l’errore prima che diventi un guasto
Perché l’edge computing conta nel riciclo
La macchina aiuta, ma il gesto resta umano
Su un nastro trasportatore, dentro un impianto di compostaggio, l’errore ha spesso una forma banalissima: un pezzo di plastica, una lattina schiacciata, un sacchetto sbagliato. Oggetti piccoli, quasi invisibili quando finiscono tra bucce, fondi di caffè e tovaglioli sporchi, ma molto più ingombranti quando entrano in una filiera industriale fatta di nastri, trituratori, vagli, sensori e controlli di qualità.