Invitiamo tutti a leggere lo stesso libro, selezionato tra quelli segnalati dai nostri soci, dandoci il tempo necessario a leggerlo e meditarlo.
Successivamente, sotto la guida di un moderatore, esprimiamo le nostre opinioni sui contenuti proposti, che possono essere condivisi o meno, motivando i nostri pareri, esternando i sentimenti che il libro ha suscitato.
Ci diamo tempo fino al 31 dicembre per organizzare l’incontro Gruppo di Lettura ISEA ODV.
In Svizzera la ferrovia solare supera il primo anno: energia prodotta, manutenzione regolare e interesse crescente anche dall’Italia e dall’Asia
Indice
I pannelli restano al loro posto e i treni spazzano via la polvere
Un miliardo di kilowattora nascosto nella rete svizzera
Francia e Italia guardano la ferrovia solare
Il limite dei 500 metri e l’elettricità da portare lontano
A Buttes, piccolo centro del Canton Neuchâtel, ogni giorno i treni passano sopra una centrale elettrica. Guardando la linea da lontano quasi sfugge: i pannelli fotovoltaici occupano lo spazio vuoto tra le rotaie, restano bassi sulle traversine e sopportano il movimento dei convogli che arrivano a 90 chilometri orari. Da aprile 2025 ne sono transitati più di 11 mila. Nessun modulo si è spostato, nessuna interferenza è stata segnalata sulla circolazione e il lavoro ordinario dei tecnici ha continuato a seguire i propri ritmi.
Una nuova tecnologia osserva gli stomi vivi del mais mentre misura CO2 e acqua, avvicinando laboratorio e agricoltura di precisione
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Vedere gli stomi mentre la foglia scambia gas
Il machine learning segue decine di minuscole aperture
Perché può essere utile contro la siccità
Una piccola finestra sul rapporto tra piante e clima
Una foglia di mais sotto il microscopio, decine di minuscole aperture che si allargano e si restringono e, nello stesso istante, strumenti che misurano quanta anidride carbonica entra e quanta acqua se ne va. Per la prima volta i ricercatori dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign sono riusciti a seguire in tempo reale il comportamento degli stomi collegandolo direttamente agli scambi gassosi della foglia.
Il sistema si chiama Stomata In-Sight ed è descritto in uno studio pubblicato su Plant Physiology. In pratica permette di vedere quelle minuscole “bocche” vegetali mentre fanno ciò che le piante fanno continuamente: cercare un equilibrio tra la CO2 necessaria alla fotosintesi e l’acqua che rischiano di perdere ogni volta che aprono la porta.
Gli stomi sono pori microscopici presenti sulla superficie delle foglie. Quando si aprono, l’anidride carbonica può entrare nei tessuti vegetali; contemporaneamente, però, esce vapore acqueo. La pianta deve quindi regolare di continuo quelle aperture in base alla luce, alla temperatura, all’umidità e alla concentrazione di CO2. Una trattativa microscopica che dura praticamente tutta la giornata.