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Rifiuti

4 motivi per cui il fast fashion non sarà mai sostenibile

01 Aprile 2026

Il fast fashion è sinonimo di abiti a basso costo, prodotti a ritmo vertiginoso. Ma dietro questa apparente convenienza si nasconde un modello industriale profondamente insostenibile, che genera enormi danni ambientali e sociali.

Nonostante le promesse “green” e le etichette che parlano di capi riciclati o eco-friendly, la verità è che nessun marchio di fast fashion può dirsi sostenibile. La logica dell’usa e getta, su cui si basa l’intero settore, è semplicemente incompatibile con qualsiasi forma di rispetto per il pianeta e per le persone.

In questo articolo ti spieghiamo perché il fast fashion non potrà mai essere sostenibile — e cosa possiamo fare, insieme, per cambiare rotta.

Una donna in cima a una pila enorme di vestiti usati in una discarica analizza dei rifiuti tessili

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Non li vedi più, ma ci sono ancora: studio rivela cosa succede davvero ai mozziconi di sigaretta nel suolo

28 Marzo 2026

I mozziconi di sigaretta non scompaiono davvero: si trasformano in microplastiche invisibili che restano nel suolo per anni 

 Ci sono rifiuti che restano lì, evidenti, quasi fastidiosi nella loro presenza. E poi ce ne sono altri che fanno il percorso opposto: spariscono piano, si mimetizzano, si dissolvono quel tanto che basta per farci credere che il problema sia finito. I mozziconi di sigaretta appartengono esattamente a questa seconda categoria.

Li vediamo per strada, sui marciapiedi, vicino ai tombini. Poi arriva la pioggia, passano le auto, cambia la stagione, e a un certo punto non ci sono più. O meglio: non li vediamo più. Perché nel frattempo hanno semplicemente cambiato forma.

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Micorisanamento: come i funghi mangiano petrolio e metalli pesanti ripulendo il suolo

27 Febbraio 2026

Quando pensiamo ai funghi ci vengono in mente prelibatezze culinarie o rischi di avvelenamento. Li vediamo principalmente come cibo o nutrienti. Eppure, la scienza sta scoprendo che possiedono un apparato digerente esterno capace di risolvere uno dei problemi più gravi della nostra epoca: l’inquinamento industriale. Possono riuscirci tramite il cosiddetto micorisanamento.

Micorisanamento: funghi che fuoriescono dal suolo

La bonifica naturale dei terreni attraverso l’azione fungina rappresenta una frontiera che potremmo anche definire rivoluzionaria. Non di rado, i terreni ex industriali, o quelli urbani, sono saturi di oli esausti, pesticidi e metalli pesanti. La bonifica tradizionale è un processo brutale, oltre che considerevolmente costoso. Occorre dapprima scavare la terra; poi caricarla su camion e, infine, scaricarla in discariche speciali. Naturalmente, quando è inevitabile lo si intraprende.

Il micorisanamento, di contro, agisce direttamente in situ, trasformando il suolo contaminato in ecosistema vivo, grazie alla potenza del micelio. È così che avviene il processo (noto anche come mycoremediation, in lingua inglese).

Indice del contenuto

  • Ecco come il micelio aggredisce i veleni: non è magia ma chimica
    • Gli enzimi chiave
  • Attenzione a non mangiare le specie spazzine
    • Il fungo dell'ostrica, il Pleurotus Ostreatus
    • Che cosa fare dopo il micorisanamento
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Nasce l’Alleanza dei comuni marini contro la plastica monouso

27 Febbraio 2026

Il progetto mira a coinvolgere in particolare i Comuni costieri italiani contro l’indiscriminata diffusione della plastica usa e getta, "con una chiamata alla responsabilità individuale e collettiva. Insieme cittadini, istituzioni, enti del terzo settore a difesa della salute del mare e dell’uomo". I primi ad aderire Rimini e Vasto

Nasce l'Alleanza dei comuni marini contro la plastica monousoNasce l’Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare contro la plastica monouso. Il progetto mira a coinvolgere in particolare i Comuni costieri contro l’indiscriminata diffusione della plastica usa e getta, “con una chiamata alla responsabilità individuale e collettiva. Insieme cittadini, istituzioni, enti del terzo settore a difesa della salute del mare e dell’uomo”, recita una nota dei promotori.

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Capsule di caffè, non potrai più buttarle nell’indifferenziato: ecco da quando e cosa cambia con le nuove regole Ue

03 Febbraio 2026

Dal 12 agosto le capsule monodose di caffè non potranno più finire nell’indifferenziato: con il nuovo regolamento UE sugli imballaggi diventano a tutti gli effetti rifiuti da riciclare.

Per anni sono state uno dei simboli della comodità e della velocità di un momento che in realtà dovrebbe essere lento. Ora le capsule monodose di caffè finiscono ufficialmente sotto la lente dell’Unione europea.

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Nuovo studio conferma enormi e crescenti costi dell’inquinamento da Pfas

30 Gennaio 2026

Se gli attuali livelli di inquinamento da Pfas in Europa dovessero continuare fino al 2050 senza azioni normative, il loro costo raggiungerà circa 440 miliardi di euro. Affrontare queste emissioni di Pfas alla fonte entro il 2040 farebbe risparmiare 110 miliardi di euro, mentre il trattamento dell'acqua inquinata da solo costerebbe più di 1.000 miliardi. È quanto emerge da uno studio commissionato e diffuso dall’Unione europea

Nuovo studio conferma enormi e crescenti costi dell’inquinamento da PfasSe gli attuali livelli di inquinamento da Pfas in Europa dovessero continuare fino al 2050 senza azioni normative, il loro costo raggiungerà circa 440 miliardi di euro. Affrontare queste emissioni di Pfas alla fonte entro il 2040 farebbe risparmiare 110 miliardi di euro, mentre il trattamento dell’acqua inquinata da solo costerebbe più di 1.000 miliardi.

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Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, “Accendi il valore, spegni lo spreco”

19 Novembre 2025

La Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr) è un’iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti nel corso di una sola settimana nel mese di novembre. La Serr consiste in una elaborata campagna di comunicazione ambientale che intende promuovere, tra i cittadini, una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente. L’accento è quindi sulla prevenzione dei rifiuti e ogni azione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti mostra come ogni attore della società – compresi i singoli cittadini – possa, in modo creativo, contribuire a ridurre i rifiuti in prima persona e a comunicare questo messaggio d’azione agli altri.

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Verso la Giornata Nazionale del Riciclo della Carta: l’Italia fa rete

11 Settembre 2025

L’Italia è tra i leader in Europa per la raccolta e il riciclo di carta e cartone, ma il suo legame con questi materiali affonda le radici in una storia secolare, dalle prime cartiere medievali fino alle più moderne filiere dell’economia circolare. Oggi questo patrimonio rinasce nella Rete delle Città di Carta, un progetto promosso da Comieco in collaborazione con Fondazione Symbola e sostenuta da Federazione Carta e Grafica e Unirima che mette insieme Comuni, imprese e comunità per valorizzare la carta come risorsa strategica – non solo da un punto di vista ambientale, ma anche culturale, economico e sociale.
La sfida è chiara: promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile che integri innovazione, riciclo di qualità, educazione civica e valorizzazione del patrimonio storico. 

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Torino, cresce la raccolta stradale degli oli vegetali esausti con 465 bidoni attivi

18 Luglio 2025

Il servizio di raccolta dell’olio da cucina usato si sta consolidando grazie all’installazione capillare dei contenitori stradali blu, superando per la prima volta i volumi registrati dai centri Amiat. La Commissione Ambiente del Comune ha esaminato i dati e discusso criticità e potenzialità del sistema, mentre Amiat invita a rispettare le regole e a non inserire materiali impropri nei contenitori.

Torino raccolta stradale oli vegetali esausti

A Torino la raccolta differenziata degli oli vegetali esausti sta facendo segnare un incremento grazie alla diffusione dei bidoni stradali dedicati. Secondo quanto riferito da Amiat alla Commissione Ambiente di Palazzo Civico, nel primo semestre 2025 la raccolta stradale ha superato per quantità quella effettuata nei centri di raccolta. La presenza sul territorio di 465 contenitori blu destinati esclusivamente alla raccolta dell’olio usato da cucina ha incentivato i conferimenti, che devono avvenire utilizzando bottiglie di plastica ben chiuse.

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Riciclo delle plastiche, filiera a rischio per le imprese

20 Giugno 2025
di Antonio Pergolizzi
riciclo delle plastiche

Presentato il nuovo report di Assorimap in rappresentanza delle aziende di riciclo delle plastiche. A fronte di volumi trattati in crescita, si riducono i margini economici per le imprese, dove già si registrano le prime chiusure. Servono incentivi per il riciclo, come per le rinnovabili

Più rifiuti plastici da gestire e meno margini economici, è in sostanza questo l’alert lanciato dalle imprese del settore. Che la transizione ecologica non sia un ballo per principianti è noto da sempre, che la crisi interesse invece uno dei settori chiave, quello del riciclo delle plastiche, un inedito assai poco rassicurante. Che vuol dire che le imprese oggi lottano contro una concorrenza internazionale spietata per rimanere sul mercato.

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