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Rifiuti

Raccolta differenziata dei rifiuti, questa sconosciuta: troppi italiani non credono sia utile

13 Luglio 2018

Per l’Istat ne è convinto l’89,6% delle famiglie insoddisfatte del servizio, mentre circa un terzo è scettico sul reale riciclo dei rifiuti. Come migliorare? In primis con «maggiori informazioni»

I dati disponibili più aggiornati (2016) raccolti dall’Istat mostrano che la quantità raccolta di rifiuti urbani in Italia è di 496,7 kg/anno per abitante (+2,2% rispetto al 2015) mentre la percentuale di raccolta differenziata è al 52,5% (+5%). Una performance che è migliorata molto nel corso degli anni –  sebbene resti distante dagli obiettivi di legge – eppure stando all’auto-percezione dell’impegno che gli italiani mettono nel fare la raccolta differenziata dei propri rifiuti sarebbe lecito aspettarsi di più: come mostra l’Istat nel suo nuovo rapporto Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti e soddisfazione dei cittadini e politiche nelle città l’85% delle famiglie dichiara di effettuare “sempre” la differenziazione della plastica (era il 39,7% nel 1998), il 74,6% dell’alluminio (27,8%), l’84,8% della carta (46,9%) e l’84,1% del vetro (52,6%).

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Rifiuti alimentari e solidarietà sociale: dal minAmb un bando di cofinanziamento

21 Giugno 2018

La direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha pubblicato un bando di cofinanziamento dedicato a progetti finalizzati alla riduzione dei rifiuti alimentari attraverso la gestione delle eccedenze con azioni di solidarietà sociale.

Il bando cofinanzia progetti integrati per la gestione (approvvigionamento, trasporto, stoccaggio, conservazione, preparazione e distribuzione) delle eccedenze alimentari che prevedono l’acquisto di attrezzature strumentali specifiche, al fine di contribuire alla riduzione della produzione dei rifiuti alimentari attraverso azioni di solidarietà sociale.

Sono ammessi a partecipare alla procedura concorsuale indetta con il bando “soggetti donatari” che abbiano stipulato appositi accordi, con almeno un operatore del settore alimentare ed un destinatario finale quale uno o più soggetti riceventi le eccedenze alimentari raccolte.

Le risorse finanziarie disponibili sono pari a € 300.000,00.

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Bonifica da materiali contenenti amianto, dall’Inail 60 milioni di euro a fondo perduto

17 Maggio 2018

Il terzo asse di finanziamento previsto dal bando Isi 2017 riguarda i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. I fondi disponibili sono pari a 60 milioni di euro e rappresentano la quota più consistente dei 246 milioni stanziati complessivamente, dopo quella riservata ai progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. L’introduzione nel bando Isi di un asse di finanziamento specifico per il sostegno degli interventi di bonifica dall’amianto risale all’edizione del 2015 e testimonia l’impegno dell’Inail per la prevenzione e il contrasto delle malattie professionali asbesto-correlate, attraverso politiche mirate.

Per accedere al finanziamento, gli interventi di bonifica devono comprendere sia la rimozione del materiale contenente amianto, sia il successivo trasporto e smaltimento in discarica autorizzata, gestiti da ditte qualificate iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali. Tra le tipologie ammesse, elencate nell’allegato 4 del bando, sono comprese la rimozione dei materiali contenenti amianto sia dai mezzi di trasporto che da impianti e attrezzature (come cordami, coibentazioni, isolamenti di condotte di vapore, condotte di fumi), e la rimozione di coperture, cassoni, canne fumarie, comignoli, pareti e altre strutture in cemento amianto. A ogni tipologia d’intervento è attribuito un punteggio e, se il progetto comprende più tipologie d’intervento, è necessario selezionarle tutte nella domanda.

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Rifiuti. Green Book 2018: dove il servizio è peggiore la spesa per le famiglie è più elevata

04 Maggio 2018

"Il paradosso è nella disomogeneità del servizio nelle diverse aree del Paese (dalla raccolta differenziata alla presenza di impianti fino all’intera filiera dei ciclo): i costi che sono più alti proprio dove la qualità è peggiore". On line il comunicato stampa con i numeri del Green Book 2018

Un paese diviso in due, nella raccolta differenziata: il nord con una media del 64% e quasi tutte le province sopra il 50%, mentre il sud con situazioni fortemente arretrate non raggiunge la media del 38%. Per i rifiuti rimane un forte squilibrio sugli impianti soprattutto in relazione ai target europei: un settore che avrebbe bisogno di investimenti per almeno 4 miliardi di euro. Da una mappatura degli operatori emerge una larga prevalenza di aziende a partecipazione pubblica al centro-nord e una presenza residuale al sud (al 33%). Nel Mezzogiorno si ricorre in modo preponderante al trattamento in discarica (62%) mentre al Nord il 69% dei rifiuti è avviato a trattamento negli impianti di recupero energetico. Ed è proprio dove il servizio è peggiore che la spesa media annuale per famiglia è più elevata.

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Firmata convenzione tra Assobioplastiche e Innova per certificare la rinnovabilità dei sacchetti compostabili

06 Aprile 2018

Immagine: Firmata convenzione tra Assobioplastiche e Innova per certificare la rinnovabilità dei sacchetti compostabili

Firmata convenzione tra Assobioplastiche e Innova per certificare la rinnovabilità dei sacchetti compostabili

La società consortile campana certificherà in maniera scientifica se il contenuto di carbonio rinnovabile, cioè da fonte non fossile, presente nei sacchetti in bioplastica biodegradabile e compostabile reperiti sul mercato corrisponde veramente al 40% previsto dalla legge

06 aprile, 2018

La recente normativa (legge 123/2017) dispone che le borse per alimenti sfusi utilizzate come imballaggio primario, oltre a dover essere di spessore inferiore i 15 micron, biodegradabili e compostabili conformemente allo standard UNI EN 13432 e quindi riutilizzabili per la raccolta dell’umido, devono avere un contenuto minimo di materia prima rinnovabile – certificato EN 16640:2017 – di almeno il 40%. Si tratta di una percentuale che fa riferimento all’origine delle materie prime con cui è realizzato il sacchetto, ovvero al contenuto di carbonio di origine biologica in rapporto al carbonio totale presente nel sacchetto stesso.

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Sacchetti dell'ortofrutta portati da casa, Federdistribuzione: 'Supermercati già al lavoro per i controlli'

06 Aprile 2018

Immagine: Sacchetti dell'ortofrutta portati da casa, Federdistribuzione: 'Supermercati già al lavoro per i controlli'

Sacchetti dell'ortofrutta portati da casa, Federdistribuzione: 'Supermercati già al lavoro per i controlli'

"Dovremo mettere a punto delle postazioni all'ingresso, magari un desk nel quale il cliente arriva e si fa controllare l'idoneità dei sacchetti portati da casa da personale opportunamente formato. Le aziende sono già al lavoro"

05 aprile, 2018

Di: Bruno Casula

In seguito al parere del Consiglio di Stato sui sacchetti per l'ortofrutta abbiamo raggiunto Federdistribuzione per capire se ci saranno novità per gli esercenti ma anche per chi fa la spesa al supermercato.

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Sacchetti per l'ortofrutta, il Consiglio di Stato: 'Si possono portare anche da casa'

06 Aprile 2018

Immagine: Sacchetti per l'ortofrutta, il Consiglio di Stato: 'Si possono portare anche da casa'

Sacchetti per l'ortofrutta, il Consiglio di Stato: 'Si possono portare anche da casa'

Il parere del Cds dice che la legge stabilisce che le buste hanno un valore e “non possono essere sottratte alla logica del mercato”. Quindi perché vietare ai consumatori di comprare i sacchetti da un'altra parte e portarli al supermercato? Ma c'è di più

04 aprile, 2018

I sacchetti biodegradabili si possono portare da casa e utilizzare all'interno del supermercato o dell'alimentari dove si acquistano la frutta e la verdura. Nessun obbligo di usare esclusivamente i sacchetti del negozio (e quindi di comprarli insieme al cibo stesso). Questo è ciò che ha scritto il Consiglio di Stato nel parere richiesto dal Ministero della Salute, spiegando che la legge stabilisce che le buste hanno un valore e “non possono essere sottratte alla logica del mercato”. In sostanza vanno per forza vendute; un'imposizione da cui nacque la grande polemica nazional popolare degli scorsi mesi. Ma proprio sulla base di ciò, il CDS dice perché vietare ai consumatori di comprare i sacchetti da un'altra parte e portarli al supermercato? Non solo, il CdS ammette anche la possibilità che il consumatore si procuri autonomamente e usi, al posto delle borse ultraleggere in bioplastica, contenitori alternativi che siano idonei a contenere la frutta e la verdura acquistati.

Ecco il testo del Consiglio di Stato:

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Traffico illecito di rifiuti e attività organizzate: nuovo reato nel Codice Penale

29 Marzo 2018

Entrerà in vigore il prossimo 6 aprile il Decreto legislativo 1 marzo 2018, n. 21, di attuazione del principio di delega della riserva di codice nella materia penale, che contiene, all'art. 3 (Modifiche in materia di tutela dell'ambiente) una previsione di reato in materia di traffico illecito di rifiuti all'art. 452-quaterdecies "Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti".

Tale reato si aggiunge agli altri contro la salute pubblica di cui all'art. 453) e agli altri reati ambientali introdotti Legge sugli ecoreati 22 maggio 2015, n. 68 "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente”. Infine, all'articolo 7 del D.Lgs. n.21/2018 viene disposta la abrogazione dell'articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti). 

Il Principio della riserva del Codice è stato previsto da una delle deleghe di cui alla l. n. 103/2017 ed è sancito dal nuovo art. 3-bis c.p. secondo il quale «Nuove disposizioni che prevedono reati possono essere introdotte nell'ordinamento solo se modificano il codice penale ovvero sono inserite in leggi che disciplinano in modo organico la materia».

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Dal Ministero, le linee guida per la gestione degli stoccaggi negli impianti di rifiuti

22 Marzo 2018

Pubblicata dal Ministero dell’Ambiente la Circolare Ministeriale “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”.
Il territorio nazionale è stato recentemente interessato da diffusi e frequenti episodi di incendi in impianti di trattamento di rifiuti, di maggiore o minore gravità.

 

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End of Waste, spetta allo Stato e non alle regioni stabilire i criteri

09 Marzo 2018

Immagine: End of Waste, spetta allo Stato e non alle regioni stabilire i criteri


Per alcuni il rischio è che si rallenti fino alla paralisi il rilascio delle autorizzazioni per il riciclo di tutte le categorie di rifiuto che non siano già contemplate da criteri “end of waste” nazionali o comunitari, oppure contenute nel decreto del Ministero dell’Ambiente del 5 febbraio 1998

Un sentenza che potrebbe creare non pochi problemi al comparto del riciclo quella con cui la IV sezione del Consiglio di Stato, nel riformare la sentenza del Tar Veneto n. 1422/2016, ha affermato in via di principio che spetta allo Stato e non alle Regioni il potere di individuare le ulteriori tipologie di materiale da non considerare più come rifiuti, ma come “materia prima secondaria” a valle delle operazioni di riciclo.

Secondo alcuni il rischio è che si rallenti fino alla paralisi il rilascio delle autorizzazioni per il riciclo di tutte le categorie di rifiuto che non siano già contemplate da criteri “end of waste” nazionali o comunitari, oppure contenute nel decreto del Ministero dell’Ambiente del 5 febbraio 1998, che stabilisce i parametri guida di circa 200 procedure di recupero per altrettante tipologie di rifiuti. Procedure nate, come spiega Luigi Palumbo di riciclanews.it, “per permettere alle imprese, in particolari condizioni, di riutilizzare i propri scarti di produzione”, ma il cui l’elenco viene utilizzato da venti anni da province e regioni come testo di riferimento anche per valutare le richieste di autorizzazione per gli impianti di riciclo.

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