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Rifiuti

Dal riciclo chimico nuova vita per la plastica, in grado di ridurre l’impatto sul clima

14 Ottobre 2022

Castaldi: «Può trasformare la plastica difficile da riciclare in una moltitudine di materie prime ad alto valore, riducendo la necessità di risorse fossili e limitando l'impatto ambientale della gestione dei rifiuti» 

Man mano che molteplici tecnologie di riciclo chimico vanno affacciandosi (anche) nel nostro Paese, si moltiplicano anche gli studi in merito alla loro sostenibilità ambientale.

Si tratta di tecnologie come depolimerizzazione chimica, pirolisi, gassificazione, cracking, etc, in grado di valorizzare rifiuti difficilmente riciclabili a livello meccanico – come gli imballaggi plastici misti, tipo plasmix –, finora destinati ad essere bruciati o smaltiti in discarica.

Il riciclo chimico permette invece di spezzare la struttura chimica di questi rifiuti nei loro elementi costituenti – come carbonio, idrogeno e ossigeno – per re-impiegarli nella realizzazione di nuovi prodotti o carburanti sostenibili (in quest’ultimo caso si parla di recupero chimico).

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Incendio tmb di Roma, Montanari: “Ora sono impianti necessari ma se ne potrebbe fare a meno”

17 Giugno 2022

Abbiamo raggiunto l'ex assessora all'Ambiente di Roma durante l'amministrazione Raggi, Pinunccia Montanari, che quegli impianti li conosce bene: "Ho visitato il tmb di Malagrotta più volte quando c’era sub commissario Moscariello ed era tenuto molto bene. Allora funzionava come un gioiello, pulitissimo e molto controllato. Una migliore raccolta differenziata può rendere inutili i tmb, ma attualmente per Roma sono necessari"

Da  Bruno Casula
Fonte: ecodallecittà
 

Mentre a Roma si lavora ancora per mettere in sicurezza l’area di Malagrotta dopo l’incendio che ha colpito gli impianti di trattamento meccanico biologico, si chiariscono meglio i dettagli sulle parti interessate. Il rogo ha interessato dapprima un capannone che conteneva rifiuti lavorati, poi il vecchio gassificatore in disuso e infine il più grande dei due tmb (TMB2). Si tratta di due dei tre impianti di trattamento meccanico biologico della città, in cui vengono lavorati una larga parte dei rifiuti indifferenziati di Roma, prima di spedirli fuori Comune e fuori Regione.

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In Italia mancano le materie prime critiche. Ma non sfruttiamo abbastanza la miniera dei Raee

17 Giugno 2022

Studio Ambrosetti – Erion: a rischio 564 miliardi di produzione. Riciclo dei Raee leva strategica per ridurre i rischi di approvvigionamento

Dal nuovo studio di The European House – Ambrosetti, commissionato da Erion – il più importante Sistema multi-consortile italiano di responsabilità estesa del produttore per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici – emerge che «L’Italia è a rischio approvvigionamento di materie prime critiche (CRM – Critical Raw Materials) essenziali per lo sviluppo di settori ritenuti strategici per l’economia del Paese. La produzione industriale italiana dipende, infatti, per 564 miliardi di euro (pari a circa un terzo del PIL al 2021) dall’importazione di materie prime critiche extra-UE. Uno scenario aggravato anche dall’attuale contesto di conflitto russo-ucraino in quanto l’Italia risulta esposta verso la Russia per materie prime critiche che entrano nella produzione di quasi 107 miliardi di euro, legati alla fornitura di Palladio (35%), Rodio (33%), Platino (28%) e Alluminio primario (11%)».

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A che punto è il Programma nazionale per la gestione rifiuti, tra criticità e note positive

16 Aprile 2022

Testa: «Non prevede localizzazioni e impianti, obbliga però le Regioni a stimare correttamente i flussi dei rifiuti, compresi gli scarti delle raccolte differenziate, e compie un significativo passo in avanti al fine di superare la disomogeneità di pianificazioni e realtà gestionali»

 

In un Paese come l’Italia, che formalmente raggiunge la percentuale più elevata nell’Ue (67,5%) per l’avvio a riciclo dei rifiuti raccolti ma vede al contempo un re-impiego di materiali riciclati nel ciclo produttivo fermo al 21,6%, il ministero della Transizione ecologica ha proposto un Programma nazionale per la gestione rifiuti (Pngr) – attualmente sottoposto a Valutazione ambientale strategica (Vas) e consultazione pubblica – che punta a rendere più coerente il puzzle dell’economia circolare italiana.

Una proposta che oggi è stata oggetto d’analisi nel corso dell’evento digitale Pngr, l’Italia dei rifiuti tra luci e ombre, promosso da Assoambiente, l’Associazione imprese di servizi ambientali ed economia circolare che ha avviato proprio ieri un nuovo corso.

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Plastica monouso: dal 14 gennaio in vigore anche in Italia la direttiva europea Sup

14 Gennaio 2022

Legambiente e Greenpeace: importante passo avanti, ma l’impegno per ridurre la plastica monouso deve continuare con più forza e invece l'Italia rischia sanzioni per le deroghe introdotte

 

Dal 14 gennaio entrerà ufficialmente in vigore anche in Italia la direttiva europea SUP che ha l’obiettivo di ridurre l’uso della plastica monouso, non biodegradabile e non compostabile. Le novità principali riguarderanno il divieto di vendere posate, piatti, cannucce ed altri prodotti in plastica anche “oxo-degradabile”, cioè le materie plastiche contenenti additivi che attraverso l’ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica in microframmenti, i cotton fioc, gli agitatori per bevande, le aste da attaccare a sostegno dei palloncini, alcuni contenitori per alimenti in polistirene espanso, contenitori, tazze, tappi e coperchi per bevande in polistirene espanso. Le scorte dei prodotti potranno essere smaltite dai venditori purché possano comprovarne l’effettiva immissione sul mercato in data antecedente al 14 gennaio 2022. Per chi immetterà sul mercato o venderà prodotti non conformi sono previste multe che andranno da 2.500 a 25.000 euro.

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Economia circolare, anche la Germania punta sul riciclo chimico per chiudere il cerchio

14 Gennaio 2022

«Puntiamo a ridurre il consumo primario di materie prime e a chiudere i cicli dei materiali. A tal fine, stiamo adattando il quadro giuridico esistente, definendo obiettivi chiari e rivedendo la legislazione sui rifiuti»

Mentre la seconda potenza manifatturiera d’Europa – ovvero l’Italia – frena sull’economia circolare, la prima accelera tracciando una rotta che potrebbe fornire più di un’indicazione utile allo sviluppo sostenibile nel nostro Paese.

«Per misurare la necessità di ricalibrare il nostro impegno in materia – dichiarano dal Circular economy network (Cen) italiano – è utile dunque esaminare alcuni passaggi dell’accordo firmato dai tre partiti al governo in Germania (socialdemocratici, verdi, liberali) che entrano nel merito dell’economia circolare».

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Etichettatura ambientale degli imballaggi, l’obbligo slitta al 1° luglio 2022

09 Gennaio 2022

Una cattiva notizia per i consumatori e la raccolta differenziata ma buona per le aziende che anno ancora più tempo per adeguarsi. Con il rinvio diventa ancora più fondamentale la piattaforma online di Conai di supporto alle aziende per l’etichetta

Come già successo lo scorso anno, anche questa volta il DL “Milleproroghe” allontana l’obbligo dell’etichettatura ambientale sugli imballaggi. Doveva entrare in vigore il 1° gennaio del 2022 ma bisognerà aspettare il 1° luglio 2022.

Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 228 del 30 dicembre 2021, prevede all’art. 11, la sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi fino al 30 giugno 2022, nonché la possibilità per gli operatori del settore di commercializzare i prodotti privi dei nuovi requisiti di etichettatura ambientale già immessi in commercio o già provvisti di etichetta al 1° luglio 2022, fino a esaurimento scorte.

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Dal Governo mini-incentivi per il riciclo, stanziati 10 milioni di euro

25 Dicembre 2021

Le imprese che impiegano materiali e prodotti riciclati possono chiedere un bonus fino a un importo massimo di 10 mila euro per ciascun beneficiario

[21 Dicembre 2021]

Da anni l’Italia incentiva giustamente l’avanzata delle fonti rinnovabili – che oggi affrontano soprattutto ostacoli di tipo burocratico e sociale –, con circa 12 miliardi di euro stanziati dal Gse nel corso del solo 2020, mentre per la “materia rinnovabile” ovvero quella derivante da riciclo non c’è praticamente niente. Fino a domani.

A partire dalle 12 e fino al 21 febbraio 2022, tramite la piattaforma informatica Invitalia PA Digitale, le imprese che impiegano materiali e prodotti che derivano (per almeno il 75% della loro composizione) dal riciclo di rifiuti o di rottami, possono infatti presentare istanza per le spese sostenute nel 2020.

Si tratta di una disposizione contenuta nel decreto del 6 ottobre 2021, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 297 del 15 dicembre 2021, i ministri della Transizione ecologica, dello Sviluppo economico e dell’Economia hanno definito i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare le tipologie di materie e prodotti riciclati che hanno accesso all’agevolazione, nonché i criteri e le modalità per la fruizione del credito d’imposta.

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In Italia un terzo dei rifiuti delle attività economiche deriva dal trattamento di altri rifiuti

17 Dicembre 2021

Ref ricerche: gli altri maggiori Paesi europei fanno meglio

In Italia un terzo dei rifiuti delle attività economiche deriva dal trattamento di altri rifiuti

Ampio ricorso a forme di trattamento intermedie nel ciclo di gestione, senza avere sul territorio gli impianti per chiuderlo

 

 

I rifiuti urbani, quelli che generiamo ogni giorno nelle nostre case e che siamo chiamati a raccogliere in  modo differenziato, assorbono la quasi totalità della pubblica attenzione ma sono solo una piccola frazione di tutti i rifiuti che produciamo.

Un nuovo studio appena pubblicato dal laboratorio Ref ricerche torna ad accendere la luce sul resto: nel 2018 la produzione nazionale di rifiuti complessiva ha raggiunto i 172 milioni di tonnellate, ma quelle di origine domestica sono solo 30. Il resto è composto da «rifiuti minerali» (60 mln ton) e rifiuti delle «attività economiche», pari ad altre 82 mln ton.

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Was Report 2021: come cambia il settore dei rifiuti in Italia. Le utility innovano e fanno industria

03 Dicembre 2021

Il brutto anatroccolo del waste management si sta trasformando in uno dei più bei cigni dell’economia circolare

Secondo il Was Report 2021, presentato oggi a Roma nel corso del convegno “Waste management e convergenze industriali. Il PNRR tra rifiuti urbani e speciali”, «In Italia il settore della gestione dei rifiuti urbani ha resistito bene alla pandemia: il 2020 ha visto investimenti in crescita, 538 milioni, +8,2% sul 2019, e numerose acquisizioni e alleanze, che hanno coinvolto nuovi player da altri mercati. Cresce l’interesse verso i rifiuti speciali, che aumentano per quantità (+3,1%) e sono sempre più spesso gestiti anche da aziende attive negli urbani (una su quattro). E le classiche utility dei servizi di “nettezza urbana” cambiano perimetro: con l’acquisto di imprese industriali si allargano alle attività imprenditoriali del riciclo e dei materiali».

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