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Rifiuti

Nuovo studio conferma enormi e crescenti costi dell’inquinamento da Pfas

30 Gennaio 2026

Se gli attuali livelli di inquinamento da Pfas in Europa dovessero continuare fino al 2050 senza azioni normative, il loro costo raggiungerà circa 440 miliardi di euro. Affrontare queste emissioni di Pfas alla fonte entro il 2040 farebbe risparmiare 110 miliardi di euro, mentre il trattamento dell'acqua inquinata da solo costerebbe più di 1.000 miliardi. È quanto emerge da uno studio commissionato e diffuso dall’Unione europea

Nuovo studio conferma enormi e crescenti costi dell’inquinamento da PfasSe gli attuali livelli di inquinamento da Pfas in Europa dovessero continuare fino al 2050 senza azioni normative, il loro costo raggiungerà circa 440 miliardi di euro. Affrontare queste emissioni di Pfas alla fonte entro il 2040 farebbe risparmiare 110 miliardi di euro, mentre il trattamento dell’acqua inquinata da solo costerebbe più di 1.000 miliardi.

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Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, “Accendi il valore, spegni lo spreco”

19 Novembre 2025

La Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr) è un’iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti nel corso di una sola settimana nel mese di novembre. La Serr consiste in una elaborata campagna di comunicazione ambientale che intende promuovere, tra i cittadini, una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente. L’accento è quindi sulla prevenzione dei rifiuti e ogni azione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti mostra come ogni attore della società – compresi i singoli cittadini – possa, in modo creativo, contribuire a ridurre i rifiuti in prima persona e a comunicare questo messaggio d’azione agli altri.

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Verso la Giornata Nazionale del Riciclo della Carta: l’Italia fa rete

11 Settembre 2025

L’Italia è tra i leader in Europa per la raccolta e il riciclo di carta e cartone, ma il suo legame con questi materiali affonda le radici in una storia secolare, dalle prime cartiere medievali fino alle più moderne filiere dell’economia circolare. Oggi questo patrimonio rinasce nella Rete delle Città di Carta, un progetto promosso da Comieco in collaborazione con Fondazione Symbola e sostenuta da Federazione Carta e Grafica e Unirima che mette insieme Comuni, imprese e comunità per valorizzare la carta come risorsa strategica – non solo da un punto di vista ambientale, ma anche culturale, economico e sociale.
La sfida è chiara: promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile che integri innovazione, riciclo di qualità, educazione civica e valorizzazione del patrimonio storico. 

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Torino, cresce la raccolta stradale degli oli vegetali esausti con 465 bidoni attivi

18 Luglio 2025

Il servizio di raccolta dell’olio da cucina usato si sta consolidando grazie all’installazione capillare dei contenitori stradali blu, superando per la prima volta i volumi registrati dai centri Amiat. La Commissione Ambiente del Comune ha esaminato i dati e discusso criticità e potenzialità del sistema, mentre Amiat invita a rispettare le regole e a non inserire materiali impropri nei contenitori.

Torino raccolta stradale oli vegetali esausti

A Torino la raccolta differenziata degli oli vegetali esausti sta facendo segnare un incremento grazie alla diffusione dei bidoni stradali dedicati. Secondo quanto riferito da Amiat alla Commissione Ambiente di Palazzo Civico, nel primo semestre 2025 la raccolta stradale ha superato per quantità quella effettuata nei centri di raccolta. La presenza sul territorio di 465 contenitori blu destinati esclusivamente alla raccolta dell’olio usato da cucina ha incentivato i conferimenti, che devono avvenire utilizzando bottiglie di plastica ben chiuse.

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Riciclo delle plastiche, filiera a rischio per le imprese

20 Giugno 2025
di Antonio Pergolizzi
riciclo delle plastiche

Presentato il nuovo report di Assorimap in rappresentanza delle aziende di riciclo delle plastiche. A fronte di volumi trattati in crescita, si riducono i margini economici per le imprese, dove già si registrano le prime chiusure. Servono incentivi per il riciclo, come per le rinnovabili

Più rifiuti plastici da gestire e meno margini economici, è in sostanza questo l’alert lanciato dalle imprese del settore. Che la transizione ecologica non sia un ballo per principianti è noto da sempre, che la crisi interesse invece uno dei settori chiave, quello del riciclo delle plastiche, un inedito assai poco rassicurante. Che vuol dire che le imprese oggi lottano contro una concorrenza internazionale spietata per rimanere sul mercato.

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Via libera al nuovo Regolamento europeo imballaggi

27 Febbraio 2025
di Antonio Pergolizzi

Target più stringenti sulla riduzione degli imballaggi, soprattutto in plastica, e rafforzamento delle politiche di riuso e riciclo. Ennesima stretta all’immissione nel mercato di imballaggi monouso.

È stato pubblica sulla Gazzetta europea (22 gennaio 2025) il Regolamento (Ue) 2025/40 del Parlamento Europeo e del Consiglio sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che modifica il regolamento (UE) 2019/1020 e la direttiva (UE) 2019/904 e che abroga la direttiva 94/62/CE. Il provvedimento introduce l’obbligo per gli Stati membri di ridurre la produzione degli imballaggi, con una particolare attenzione ai rifiuti di imballaggio in plastica, quelli più temuti per lo loro dispersione in ambiente, puntando con forza sul riutilizzo e il riciclo.

Viene scritto nella roccia del diritto ambientale UE che tutti gli imballaggi immessi nel mercato dovranno essere conformi al Regolamento ed essere progettati, d’ora in avanti, per loro capacità di riciclo (esclusi legno leggero, sughero, tessuti, gomma, ceramica, porcellana e cera), “in modo da consentire che le materie prime secondarie risultanti siano di qualità sufficiente rispetto al materiale originale per poter essere utilizzate in sostituzione delle materie prime primarie”. Quando non si potranno attivare i canali del riuso, il riciclo, quindi il recupero di materia, dovrà essere una via obbligata.

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Scoperto batterio “mangia” Pfas: sarà la svolta nella lotta agli inquinanti eterni?

20 Febbraio 2025

Una nuova importante scoperta arriva dal Portogallo, dove un team di ricercatori ha identificato un batterio, Labrys portucalensis F11, capace di degradare alcuni pericolosi PFAS

Sempre più spesso si sente parlare di PFAS, acronimo di sostanze per- e polifluoroalchiliche, un gruppo di composti chimici utilizzati in numerosi prodotti di uso quotidiano, come tessuti impermeabili, rivestimenti antiaderenti e imballaggi alimentari.

Indubbiamente molto efficaci, i PFAS sono però anche noti per la loro persistenza nell’ambiente e nell’organismo umano, dove causano potenziali danni, tra cui problemi ormonali, malattie cardiovascolari e, in alcuni casi, tumori. Inoltre, la loro capacità di inquinare suolo e acque li rende una delle principali preoccupazioni a livello ambientale in tutto il mondo.

Dal Portogallo arriva però una notizia che potrebbe segnare una svolta nella lotta contro gli inquinanti eterni: è stato scoperto un batterio capace di degradare i PFAS, il che potrebbe offrire una possibile soluzione biologica al problema della contaminazione dell’ambiente da parte di queste sostanze.

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Imballaggi, aggiornati i corrispettivi riconosciuti ai Comuni

07 Febbraio 2025

In attesa che venga firmato il nuovo Accordo Quadro Anci-Conai, che intanto è stato prorogato fino a giugno 2025, sono stati aggiornati i corrispettivi riconosciuti ai Comuni per il servizio di raccolta rifiuti di imballaggio e conferimento ai Consorzi di filiera. I nuovi corrispettivi sono validi dal 1° gennaio 2025

In attesa che venga firmato il nuovo Accordo Quadro Anci-Conai, che intanto è stato prorogato fino a giugno 2025, sono stati aggiornati i corrispettivi riconosciuti ai Comuni per il servizio di raccolta rifiuti di imballaggio e conferimento ai Consorzi di filiera.

I nuovi corrispettivi sono validi dal 1° gennaio 2025 e sono scaricabili al seguente link: Revisione_corrispettivi_Anci_Conai_2025
L’incremento dei corrispettivi tiene conto dell’indice NIC 2024/2023, la cui variazione media annua è stata pari al +1,0%.

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Sentenza Terra dei Fuochi, Wwf: “Non ci sono più scuse perché l’Italia non agisca”

31 Gennaio 2025

"La sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo sulla Terra dei Fuochi richiama con forza il nostro governo alle proprie responsabilità. Il diritto a vivere in un ambiente sano e a non ammalarsi deve diventare la priorità delle istituzioni, di quelle stesse istituzioni che per troppo tempo hanno colpevolmente sottovalutato una bomba ambientale innescata da illegalità e criminalità organizzata". Così il Wwf Italia sulla sentenza della Cedu.

“La sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo sulla Terra dei Fuochi richiama con forza il nostro governo alle proprie responsabilità. Il diritto a vivere in un ambiente sano e a non ammalarsi deve diventare la priorità delle istituzioni, di quelle stesse istituzioni che per troppo tempo hanno colpevolmente sottovalutato una bomba ambientale innescata da illegalità e criminalità organizzata. Non ci sono più scuse per non agire nei confronti di un’emergenza ambientale di proporzioni mastodontiche: chiediamo alle istituzioni di rispettare quanto disposto dalla Corte e di avviare immediatamente un piano straordinario di bonifica e contrasto ai crimini ambientali”.

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Terra dei fuochi, Italia condannata dalla Corte per i diritti umani

31 Gennaio 2025

La vita degli abitanti della "Terra dei fuochi" è a rischio e lo Stato Italiano non fa nulla per proteggere i cittadini dai gravissimi danni derivanti da decenni di rifiuti tossici interrati illegalmente tra le province di Napoli e Caserta. Lo ha sancito la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, che giovedì 30 gennaio ha condannato l’Italia, stabilendo che il paese deve introdurre, senza indugio, misure generali in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno. La sentenza è definitiva.

La vita degli abitanti della “Terra dei fuochi” è a rischio e lo Stato Italiano non fa nulla per proteggere i cittadini dai gravissimi danni derivanti da decenni di rifiuti tossici interrati illegalmente tra le province di Napoli e Caserta. Lo ha sancito la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, che giovedì 30 gennaio ha condannato l’Italia, stabilendo che il paese deve introdurre, senza indugio, misure generali in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno. La sentenza è definitiva.

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