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Rifiuti

Obiettivo? Zero rifiuti

30 Gennaio 2020

Intervista a Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe, sulla strategia rifiuti zero per raggiungere il 100% di raccolte differenziate

Come ridurne la produzione dei rifiuti e raggiungere il 100 per cento di raccolta differenziata riutilizzando tutti i materiali nell’ottica dell’economia circolare? Come ci spiega il presidente dell’associazione Zero Waste Europe Rossano Ercolini nel suo ultimo libro, Rifiuti Zero. Dieci passi per la rivoluzione ecologica dal Premio Nobel per l'ambiente (Edizioni Baldini Castoldi, 2018), per aumentare le percentuali di raccolta differenziata occorre puntare sempre di più sulla raccolta porta a porta, che consente anche di ottenere una produzione di rifiuti meglio selezionata, e su una tariffazione puntuale, in cui si premiano i comportamenti dei cittadini che si impegnano a riciclare sempre di più riducendo i quantitativi di rifiuti destinati ai cassonetti della raccolta indifferenziata.

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Rifiuti, con lo steam cracking il riciclo della plastica non ha più limiti

11 Novembre 2019
riciclo della plastica
Foto di Jasmin Sessler da Pixabay
di
 Ottavia Bettucci
 -
10 Novembre 2019

Resistenza all’usura e basso costo di produzione sono i fattori che negli ultimi sessant’anni hanno reso le materie plastiche vincenti su tutti i “vecchi” materiali: canapa, carta, legno, vetro, ferro… Colorate, leggere versatili hanno conquistato le nostre vite, diventando emblema della modernità. Ma ora che ne siamo sommersi anche in forma di “rifiuti” proprio queste due caratteristiche fanno risultare la plastica più problematica e insidiosa. La resistenza di questi polimeri ne facilita l’accumulo negli ecosistemi e il basto costo di produzione rende più economico produrre nuove materie plastiche da petrolio e gas fossili piuttosto che dal riciclo della plastica usata. Anche perché, quella così ottenuta è di volta in volta di qualità più scadente. Finora. Un gruppo di ricerca svedese, infatti, ha trovato un modo per riciclare la plastica all’infinito: lo steam cracking. Un processo di recupero chimico che, spiegano i ricercatori sulle pagine di Sustainable Materials and Technologies, permette di trasformare qualsiasi rifiuto di plastica in plastica nuova di alta qualità.

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Molle di carbonio per smaltire le microplastiche

19 Agosto 2019
le mciroplastiche
(Foto via Pixabay)

Le microplastiche minacciano gli ecosistemi e la salute umana e la loro presenza, praticamente dappertutto, non fa che peggiorare la situazione. Si stima che mangiando e bevendo arrivamo ad assumere fino a 5 grammi di plastica a settimana. Le dimensioni delle microplastiche – termine generalmente utilizzato per frammenti di diametro inferiore a 5 mm – complica non poco i tentativi di rimozione e bonifica. Oggi, sulla pagine di Matter, un team di ricercatori presenta un possibile contributo al problema. L’idea dell’équipe di Shaobin Wang della University of Adelaide è quella di utilizzare delle molle magnetiche a base di carbonio per bonificare le acque dalle microplastiche, senza danneggiare i microrganismi, anzi producendo sostanze che possono essere utilizzate come nutrienti dalla alghe. Come?

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Rifiuti, ecco che fine fanno gli imballaggi in plastica immessi al consumo in Italia

17 Maggio 2019

I dati Corepla presentati nel Rapporto di sostenibilità

Nonostante le iniziative “plastic free” nel 2018 ne abbiamo consumate 2.292.000 tonnellate, più dell’anno precedente: il 44,5% a stato avviato a riciclo, il 43% a recupero energetico e il 12,5% in discarica

Luca Aterini

Fonte: Greenreport

Lo sdegno verso la plastica si presenta oggi come uno dei principali trending topic nella coscienza ambientalista nazional-popolare, ma i numeri ci informano che in realtà ne consumiamo più di prima (almeno sotto forma di imballaggi). L’assemblea ordinaria di Corepla – il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli Imballaggi in plastica – ha approvato il bilancio dell’esercizio 2018 e la nuova edizione del Rapporto di sostenibilità, che fotografa i principali trend del settore: il primo, che condiziona tutti gli altri, è che nell’ultimo anno in Italia sono state immesse al consumo 2.292.000 tonnellate di imballaggi in plastica, in crescita rispetto alle 2.271.000 del 2017 e di quelle di almeno sei anni a questa parte.

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Punta sempre più in altro!

10 Maggio 2019

Quanti imballaggi in carta e cartone raccogli in un anno tra scatole, confezioni per le uova, cartoni del latte...? 
E se poi queste scatole le impilassi.... che altezza raggiungeresti? 

Clicca qui per fare il test con il nostro contascatole

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Gli Impianti di Rifiuti a Pontecagnano, tutti i motivi di un NO!

Gli Impianti di Rifiuti a Pontecagnano, tutti i motivi di un NO!

08 Aprile 2019

ASSEMBLEA PUBBLICA

Domenica 14 aprile dalle ore 11:00 alle ore 13:00

Piazza Sabbato

Pontecagnano Faiano (SA)

Un momento aperto per parlare del sito di stoccaggio di rifiuti che dovrebbe nascere a Via Irno a Pontecagnano Faiano e dell’ECO Distretto che vedrà ospitare sul nostro territorio un impianto di compostaggio.

Questo incontro ha l'obiettivo di informare i Cittadini sulle caratteristiche di questi impianti e quale tipo di impatto potrebbe avere sul territorio.

E' giusto parlarne, soprattutto per i residenti. L'incontro e' una occasione di confronto tra i cittadini gli amministratori della città, che le scorse settimane si sono limitati a parlarne a mezzo stampa e che, in questa occasione, potranno chiarire la loro posizione di persona. La cosa che emerge parlando con i nostri concittadini è la voglia di avere un confronto chiaro, immediato e risolutivo con l'amministrazione.

Con la consapevolezza che non è più possibile attendere oltre, un invito aperto a tutti i cittadini che vorranno far sentire la propria voce a riguardo e che vorranno porre le proprie legittime istanze.

Affinché "Pontecagnano Faiano" non sia una semplice espressione geografica ma una Comunità che affronta gli attacchi insieme ed insieme ragiona rispetto alle soluzioni. Sarete tutti i benvenuti, indipendentemente dalle appartenenze politiche e o simpatie.

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Inceneritori: sì o no?

06 Dicembre 2018

di Alberto Bellini, - 04/12/2018

Inceneritori: sì o no?

Fonte: Comuni virtuosi

La domanda “inceneritori sì o no” ha occupato per qualche giorno il dibattito politico, e le conclusioni sono amare. I cittadini si dividono tra chi pensa che gli inceneritori siano uno strumento necessario e che serva “un inceneritore per ogni provincia” per dirla con le parole del Ministro dell’Interno; e chi pensa che vadano eliminati. Manca un vero dibattito sulla pianificazione del sistema rifiuti, con una prospettiva di medio termine. Manca un obiettivo concreto e razionale.

La trasmissione televisiva Petrolio con la puntata “Smoking gun”, interamente dedicata al tema, ha cercato, a mio parere senza successo, di fornire un quadro oggettivo e razionale, non per demeriti propri, anzi, la trasmissione è stata di altissima qualità, ma per l’impossibilità – che definirei culturale – di fare un dibattito non emotivo, razionale e non limitato a un caso individuale.

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Filiera del riuso: al via l’iter della Proposta di Legge per normalizzare il settore

28 Settembre 2018

 Immagine: Filiera del riuso: al via l’iter della Proposta di Legge per normalizzare il settore

Disciplinare e promuovere il settore del riuso attraverso la riduzione dell’IVA al 10%, l’istituzione di un Tavolo di lavoro permanente sul Riutilizzo e la definizione della figura dell’operatore dell’usato. Sono alcune delle istanze portate avanti da Rete Onu – la Rete Nazionale degli Operatori dell’Usato – accolte in parte significativa dal Movimento 5 Stelle con la Proposta di Legge n.1065, il cui iter è stato avviato questa mattina alla Camera dei Deputati. 

La Proposta, che mira a regolamentare e rilanciare il settore italiano del riutilizzo, è rivolta agli operatori dell’usato ovvero a tutti quei soggetti che raccolgono e distribuiscono beni di seconda mano. Si tratta di operatori ambulanti (attivi nei mercati delle pulci, nei mercati rionali e su strada, o nelle fiere e nei mercati storici); ci sono poi i negozi dell’usato in conto terzi e quelli dell’usato tradizionali (come le botteghe di rigatteria); le cooperative del riuso; gli operatori della raccolta, del recupero e della distribuzione all’ ingrosso di abiti usati ed elettrodomestici; i centri di riuso e gli impianti di preparazione per il riutilizzo. 

“Il quadro normativo vigente – sottolinea Alessandro Stillo, Presidente di Rete Onu - è inadatto a sviluppare e valorizzare le potenzialità della filiera del riuso. L’avvio dell’iter della Proposta di Legge rappresenta per gli operatori del settore un’importante possibilità di riconoscimento che produrrà diritti e norme utili a regolamentare l’intero comparto. Per noi oggi è un giorno importante”.

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Frutta e verdura non bella, ogni anno nell'Ue sprecati 50 milioni di tonnellate di cibo

02 Settembre 2018

Immagine: Frutta e verdura non bella, ogni anno nell'Ue sprecati 50 milioni di tonnellate di cibo

Frutta e verdura non bella, ogni anno nell'Ue sprecati 50 milioni di tonnellate di cibo

Uno studio dell’Università di Edimburgo ha stimato che nell'Unione Europea ogni anno si sprecano circa 50 milioni di tonnellate di cibo per ragioni estetiche imposte dai regolamenti europei per favorire la grande distribuzione

Classificare la frutta e la verdura secondo standard estetici comporta nell'Unione Europea uno spreco alimentare stimato intorno a 50 milioni di tonnellate all’anno. È il risultato di una ricerca dell’Università di Edimburgo pubblicata alcuni giorni fa, che mette in evidenza come le scelte dei consumatori contribuiscano all’aumento dello spreco di cibo e conseguentemente anche all'aumento delle emissioni di gas serra.
Chi decide se un’arancia è più o meno “brutta” per essere venduta o se il difetto di colorazione di un pomodoro ne compromette la commercializzazione? Sono i regolamenti europei che, assecondando la grande distribuzione e dunque ciò che questa considera essere l'esigenza del consumatore, fissano criteri ben precisi per selezionare la frutta e la verdura, con l’indicazione di misure standard per tipologia di alimento, difetti e tolleranze che classificano i prodotti agricoli in categorie prima ancora che raggiungano gli scaffali dei supermercati.

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Rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici: si estende il campo di azione della disciplina

20 Luglio 2018

Vita meno difficile per i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) che dal prossimo 15 agosto, con l'entrata in vigore del cosiddetto “open scope” vedranno ampliato il campo di applicazione della disciplina sulla gestione dei Raee (rifiuti derivanti da tali apparecchiature). Il ministero dell'Ambiente, infatti, ha fornito le “chiavi di lettura” di tale ampliamento con le indicazioni operative dettate lo scorso 8 maggio dal Comitato di vigilanza e controllo sulla gestione dei Raee e delle pile e accumulatori.

Dal 15 agosto 2018, dunque, l'ambito di applicazione del Dlgs 49/2014, relativo alla gestione dei Raee, includerà tutte le apparecchiature per le quali non è prevista una specifica esclusione e rispondenti alla definizione di apparecchiatura elettrica ed elettronica (Aee): «Apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, trasferimento e misurazione di queste correnti e campi e progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua».

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