
L’ANTIMICROBICO-RESISTENZA STA RIDUCENDO L’EFFICACIA DI FARMACI ESSENZIALI E RENDE PIÙ DIFFICILI DA TRATTARE INFEZIONI CHE PER DECENNI SONO STATE CONTROLLATE CON GLI ANTIBIOTICI. RINO RAPPUOLI, DIRETTORE SCIENTIFICO DELLA FONDAZIONE BIOTECNOPOLO DI SIENA, L’HA DEFINITA UNA “PANDEMIA SILENZIOSA”: PER CONTRASTARLA NON BASTA SCOPRIRE NUOVI FARMACI, MA SERVONO PREVENZIONE, VACCINI, DIAGNOSI RAPIDE, SORVEGLIANZA E UN APPROCCIO ONE HEALTH CHE CONSIDERI INSIEME SALUTE UMANA, ANIMALE E AMBIENTE.
Antimicrobico-resistenza, Rappuoli: una “pandemia silenziosa” che richiede più prevenzione
Per decenni abbiamo considerato gli antibiotici quasi come una certezza. Un’infezione batterica poteva essere diagnosticata e, nella maggior parte dei casi, controllata grazie a medicinali che hanno cambiato radicalmente la storia della medicina.
Oggi quella certezza non può più essere data per scontata. I batteri evolvono e possono acquisire caratteristiche che permettono loro di sopravvivere ai farmaci utilizzati per combatterli. Quando queste resistenze si diffondono, terapie fino a quel momento efficaci possono diventare meno affidabili o, nei casi più difficili, non funzionare più.
È questo il significato dell’allarme lanciato a Seul da Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, intervenuto al 2nd Antimicrobial Resistance Symposium della Seoul National University.
«L’antimicrobico-resistenza è una pandemia silenziosa che avanza progressivamente e rischia di compromettere una delle più grandi conquiste della medicina moderna», ha affermato Rappuoli.