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Ambiente ed Ecologia

Qualità dell’aria, confronto interlaboratorio Snpa sulla misura delle polveri sottili

01 Febbraio 2023

Iniziato a Castel Romano, presso i laboratori dell’Ispra alle porte di Roma, il confronto per la misurazione del PM10 e PM2,5 nell’atmosfera. Dal 25 gennaio al 7 marzo il Laboratorio nazionale di riferimento di Ispra e le Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e provinciali raffronteranno le strumentazioni per la misura del particolato atmosferico conformi al metodo di riferimento fissato dal D.Lgs. n.155/2010 e s.m.i. di recepimento della Direttiva 2008/50/CE.

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Acquisti verdi, i criteri ambientali minimi per gli eventi

30 Dicembre 2022

Il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha reso disponibili, dal 2 dicembre scorso, i nuovi criteri minimi ambientali (CAM) per il servizio di organizzazione e realizzazione di eventi nelle pubbliche amministrazioni. Un documento che tiene conto anche degli aspetti ambientali, etici e sociali, perseguendo quanto stabilito dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (Pan Gpp).

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Rumore ferroviario: in Alto Adige prima postazione fissa di misura

02 Dicembre 2022
stazione ferroviaria con affissa sul palo della luce la postazione fissa del rumore ferroviario

Quest’estate, grazie alla collaborazione e alla disponibilità del Comune di Salorno e di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), Appa Bolzano ha installato la prima postazione fissa per la misura del rumore lungo la linea ferroviaria del Brennero. Si tratta del primo impianto anche a livello italiano. Il rumore dei treni in transito nella stazione di Salorno viene ora misurato 24 ore su 24 senza necessità della presenza di personale tecnico in loco.
“Il rumore da traffico ferroviario lungo l’asse del Brennero rappresenta anche in Alto Adige uno dei principali problemi ambientali, soprattutto nelle zone densamente abitate”, sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato. “Poter disporre per la prima volta di una postazione fissa per la misura del rumore ferroviario rappresenta una grande opportunità dal punto di vista del rapporto costi/prestazioni. In questo modo possiamo monitorare costantemente il rumore dei treni senza l’ausilio di personale in loco e possiamo produrre velocemente statistiche sul rumore e sulla tipologia di treni. Inoltre, riusciamo ad avere a disposizione tante altre informazioni di cui sarebbe più difficile disporre in tempi brevi. Queste informazioni saranno utili in futuro per monitorare in diretta i miglioramenti derivanti dai lavori di risanamento acustico dei treni merci.”

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Nuove prospettive nella valutazione e gestione della qualità dell’aria: la proposta di direttiva europea

02 Dicembre 2022
Commissione europea

Giorgio Cattani – Ispra
Guido Lanzani – Arpa Lombardia
Vanes Poluzzi – Arpae Emilia-Romagna

Lo scorso 26 ottobre è stata pubblicata dalla Commissione Europea una proposta di nuova direttiva sulla qualità dell’aria dal titolo: “Proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on ambient air quality and cleaner air for Europe” [1].

Con questa proposta prende avvio il processo che porterà, verosimilmente nell’arco di un paio di anni, alla pubblicazione della nuova direttiva sulla qualità dell’aria, che sostituirà e unificherà quelle attualmente in vigore (la direttiva 2008/50/EC e la 2004/107/EC), determinando, in una prospettiva di medio-lungo termine, i nuovi criteri comuni per la valutazione e la gestione della qualità dell’aria in Europa.

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DECARBONIZZARE CON I MATERIALI: IL LEGNO

19 Novembre 2022

Un bosco ha un valore inestimabile sia dal punto di vista del benessere sia da quello della sostenibilità ambientale, grazie alla sua capacità di assorbire CO2 (ogni metro cubo di legno lega una tonnellata di Co2) e di ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici in atto.

Considerando la necessità di ridurre le emissioni di carbonio generate nell’intero ciclo di vita degli edifici, il legno può essere un contributore prezioso per il raggiungimento degli obiettivi di emissioni zero in edilizia previste per il 2050.

Il legno, infatti, oltre a “pulire l’atmosfera”, può essere riutilizzato e riciclato, ha minori costi di produzione in termini di energia e di smaltimento e rappresenta un tassello fondamentale per la trasformazione circolare di settori chiave dell’economia, riducendo sia l’estrazione di materiali non rinnovabili, sia l’utilizzo di energia e la quantità di rifiuti.

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CONSUMO DI SUOLO - IN 15 ANNI L’ITALIA HA PERSO OLTRE 1.000 KMQ DI SUOLO NATURALE

19 Novembre 2022

Nel 2021 in Italia il consumo di suolo torna a crescere e segna il valore più alto degli ultimi 10 anni. Il cemento ricopre 21.500 km2 di suolo nazionale e il 25% (un territorio grande quanto la Liguria) riguarda i soli edifici, che continuano ad aumentare costantemente, distribuendosi tra aree urbane (32%), suburbane (40%) e rurali (28%). Prosegue anche il consumo dovuto alla costruzione di nuovi poli logistici, prevalentemente nel Nord-Est e nel Nord-Ovest, alcuni dei quali anche in aree a rischio idrogeologico elevato.

Si è superata la soglia di consumo dei 2 metri quadrati al secondo, quasi 70 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali in un anno, un ritmo non sostenibile legato probabilmente anche a un quadro normativo poco efficace e disomogeneo a livello nazionale.

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Morti per tumori e inquinamento: ecco cosa rivela lo studio Unibo

25 Settembre 2022

Il risultato di uno studio su scala nazionale, basato su sofisticati metodi di intelligenza artificiale, indaga l'incidenza della qualità dell’ambiente sulla mortalità da cancro, anche rispetto ad altri fattori socioeconomici e allo stile di vita

I tumori sono oggi la seconda causa di morte al mondo dopo le malattie cardiovascolari. Negli ultimi decenni di ricerca sul cancro, lo stile di vita (in particolare abitudini come obesità, sedentarietà, scorretta alimentazione, alcolismo e fumo) e fattori casuali o genetici sono stati indicate come cause principali nello sviluppo dei tumori. Aumenta, però, sempre più la consapevolezza che tra i principali elementi in grado di indurre la proliferazione tumorale ci sia l'inquinamento ambientale.

Per approfondire questo tema, un gruppo di studiosi dell'Università di Bologna, dell'Università di Bari e del CNR ha analizzato con innovativi e sofisticati metodi di intelligenza artificiale i legami tra mortalità per cancro, fattori socioeconomici e fonti di inquinamento ambientale in Italia, a scala regionale e provinciale. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sulla rivista Science of the Total Environment, per la parte analitica, mentre sulla rivista Nature Scientific Data sarà pubblicato l'intero dataset decennale con i tassi di mortalità tumorale per tutti i comuni italiani, accessibile gratuitamente in modalità user friendly.

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Tutela dell'ambiente

10 Settembre 2022

di Richard B. Stewart

Fonte: treccani.it

Introduzione: la nascita della tutela ambientale

La tutela dell'ambiente ha lo scopo di prevenire la contaminazione dell'aria, dell'acqua e del terreno dovuta a inquinamento, radiazioni o altri residui industriali e agricoli; di preservare l'integrità dei processi naturali minacciata dagli effetti dell'industrializzazione, dell'agricoltura, dello sviluppo commerciale e di altre attività dell'uomo; di proteggere le specie vegetali e animali e le località di interesse paesaggistico; di conservare altre risorse naturali. Le questioni di maggiore attualità riguardano: varie forme di inquinamento dell'aria e dell'acqua; l'emissione di sostanze chimiche tossiche a seguito di incidenti industriali e di inadeguate procedure di trattamento ed eliminazione dei rifiuti; le minacce delle radiazioni nucleari; la desertificazione e la distruzione delle foreste; l'estinzione sempre più rapida di specie vegetali e animali; la conservazione di aree di interesse paesaggistico; la disponibilità di risorse energetiche adeguate per il prossimo secolo; i potenziali rischi connessi a nuove tecnologie quali le biotecnologie (v. Brown, 1987).

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L’albero monumentale del deserto

01 Settembre 2022

Prosopis juliflora, albero solitario nel deserto del Bahrein – foto da Wikipedia

Anche nel deserto c’è l’acqua, ma si trova a grandi profondità e arriva da lontano, per vie in parte naturali e in parte create dall’uomo, come le oasi. Ma nel deserto del Barhein, solo andando lontano anche nel tempo si può capire come possa vivere da oltre cinquecento anni quello che è chiamato “Albero della vita” per la tenacia che dimostra nel resistere al terribile calore, alla mancanza di pioggia e alla solitudine. Nessuno sa come sia arrivata sull’isola del Golfo Persico quella pianta originaria delle zone semi desertiche del Messico e del Perù: la Prosopis juliflora. Appartiene alla famiglia delle fabacee che comprende le acacie, stoici e spinosi alberi della savana con la chioma a ombrello, dalle radici a fittone profondissime, capaci di trovare l’acqua dove nessun altro arriva. Le prosopis sanno fare anche di più, perché possono spostarsi di qualche metro se è necessario, adagiando un ramo al suolo per fargli mettere radici in un punto più propizio, per poi svilupparsi lì, lasciando morire la parte più vecchia. Forse erano stati i portoghesi, arrivati nel Nuovo mondo dopo gli spagnoli e poi per qualche tempo signori nel Barhein, a mettere a dimora quell’albero nella vicinanza del un pozzo di un antico villaggio, poi sepolto dalla sabbia. Ed è forse nel buio di quell’antico pozzo che l’albero trova l’acqua. La meraviglia che suscita la sua presenza attira i visitatori e alimenta la fantasia, come il florido commercio delle perle prese al mare che circonda l’arcipelago. Ed è ancora dalla profondità che arriva la ricchezza maggiore di queste isole: il petrolio.

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Ti spieghiamo perché l’erba finta è quanto di peggio tu possa mettere in giardino (soprattutto adesso)

19 Luglio 2022

erba sintetica

Creare un giardino con il prato sintetico può sembrare una scelta comoda, ma è estremamente dannosa per l'ambiente e la nostra salute

Sabrina Del Fico - 18.07.2022

Fonte: Greenme.it

Molte persone scelgono di acquistate prati e fogliame artificiali per dare un tocco “green” a giardini, piscinette e terrazzi, sedotti dai costi contenuti di questi oggetti di design e dalla manutenzione praticamente inesistente, se paragonata a quella necessaria a tenere in vita un prato vero.

Malgrado l’aspetto accattivante di questi giardini artificiali, adornati spesso con fiori finti, si tratta dell’oggetto meno naturale che possa esistere al mondo: steli d’erba, foglie e fiori sono realizzati in plastica pura, e sappiamo che la plastica è un derivato del petrolio altamente inquinante e inospitale per qualsiasi essere vivente.

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