Prosopis juliflora, albero solitario nel deserto del Bahrein – foto da Wikipedia
Anche nel deserto c’è l’acqua, ma si trova a grandi profondità e arriva da lontano, per vie in parte naturali e in parte create dall’uomo, come le oasi. Ma nel deserto del Barhein, solo andando lontano anche nel tempo si può capire come possa vivere da oltre cinquecento anni quello che è chiamato “Albero della vita” per la tenacia che dimostra nel resistere al terribile calore, alla mancanza di pioggia e alla solitudine. Nessuno sa come sia arrivata sull’isola del Golfo Persico quella pianta originaria delle zone semi desertiche del Messico e del Perù: la Prosopis juliflora. Appartiene alla famiglia delle fabacee che comprende le acacie, stoici e spinosi alberi della savana con la chioma a ombrello, dalle radici a fittone profondissime, capaci di trovare l’acqua dove nessun altro arriva. Le prosopis sanno fare anche di più, perché possono spostarsi di qualche metro se è necessario, adagiando un ramo al suolo per fargli mettere radici in un punto più propizio, per poi svilupparsi lì, lasciando morire la parte più vecchia. Forse erano stati i portoghesi, arrivati nel Nuovo mondo dopo gli spagnoli e poi per qualche tempo signori nel Barhein, a mettere a dimora quell’albero nella vicinanza del un pozzo di un antico villaggio, poi sepolto dalla sabbia. Ed è forse nel buio di quell’antico pozzo che l’albero trova l’acqua. La meraviglia che suscita la sua presenza attira i visitatori e alimenta la fantasia, come il florido commercio delle perle prese al mare che circonda l’arcipelago. Ed è ancora dalla profondità che arriva la ricchezza maggiore di queste isole: il petrolio.

Creare un giardino con il prato sintetico può sembrare una scelta comoda, ma è estremamente dannosa per l'ambiente e la nostra salute
Sabrina Del Fico - 18.07.2022
Fonte: Greenme.it
Molte persone scelgono di acquistate prati e fogliame artificiali per dare un tocco “green” a giardini, piscinette e terrazzi, sedotti dai costi contenuti di questi oggetti di design e dalla manutenzione praticamente inesistente, se paragonata a quella necessaria a tenere in vita un prato vero.
Malgrado l’aspetto accattivante di questi giardini artificiali, adornati spesso con fiori finti, si tratta dell’oggetto meno naturale che possa esistere al mondo: steli d’erba, foglie e fiori sono realizzati in plastica pura, e sappiamo che la plastica è un derivato del petrolio altamente inquinante e inospitale per qualsiasi essere vivente.
La nostra Penisola è sempre più a secco: la crisi climatica sta stravolgendo il paesaggio alpino e mettendo a rischio le riserve idriche.
Fiumi, laghi e ghiacciai sono ormai agonizzanti.

È la risorsa più preziosa della Terra, da cui dipende la nostra stessa vita ma inizia a scarseggiare anche in Italia: stiamo parlando dell’acqua. La situazione nel nostro Paese è sempre più drammatica a cause dell’assenza di piogge, dalle ondate di caldo record e dalla conseguente siccità. Diversi fiumi, in particolare il Po, sono in agonia, mentre nel Lazio si riaccende l’incubo del razionamento dell’acqua potabile. Ai minimi anche il livello di importanti bacini come il Lago Maggiore, mentre i ghiacciai alpini sono ormai praticamente senza neve, diventando sempre più verdi. Sembra assurdo doverlo ammettere, ma anche in Italia sembra che stia iniziando la guerra dell’acqua, con conseguenze nefaste sulla popolazione e sull’agricoltura.
La giornata mondiale dell'ambiente promossa dalle nazioni unite fin dal 1972
quest'anno si svolge in Svezia all'insegna del tema
"Abbiamo solo una Terra"
Legambiente: «L’argomento amianto non sembra essere una priorità per il Governo, che nel Pnrr dedica solo un accenno, bruciando ogni chance di destinare preziose risorse»
[28 Aprile 2022] - di Luca Aterini
Fonte: greenreport
A trent’anni esatti dall’approvazione della legge 257/1992, che in Italia ha messo al bando l’estrazione, l’importazione, la produzione e commercializzazione di amianto e di prodotti che lo contengono, di fatto nel nostro Paese «si continua a morire di amianto», dichiara con amarezza Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente.
Gli ambientalisti del Cigno verde riportano i dati aggiornati del Rapporto del registro nazionale dei mesoteliomi (Renam), denunciando che, degli oltre 31 mila i casi di mesotelioma pleurico registrati dal 1993 al 2018, l’80% è dovuto proprio all’esposizione alle fibre d’amianto; i dati riportati invece dall’Osservatorio nazionale amianto (Ona), che tengono conto anche delle altre patologie legate all’esposizione di fibre d’amianto, parlano di circa 7mila morti all’anno nel nostro Paese.
I cittadini Ue potrebbero risparmiare abbastanza petrolio per riempire 120 super petroliere e abbastanza gas naturale per riscaldare 20 milioni di case
Presentando il rapporto/guida, il direttore esecutivo dell’Iea, Fatih Birol, ha evidenziato che «Di fronte alle scene orrende di sofferenza umana che abbiamo visto dopo l’invasione russa dell’Ucraina, le persone in Europa vogliono agire. Utilizzare meno energia è un modo concreto per aiutare il popolo ucraino e per aiutare noi stessi. Questa guida ha passaggi facili da seguire che. con poco o nessun disagio da parte nostra, possono ridurre il flusso di denaro verso l’esercito russo e aiutarci a metterci sulla strada per un pianeta più pulito e sostenibile».
L’Italia può contare su un patrimonio idrico di grande valore. Non a caso in Europa è uno dei paesi più ricchi in termini di risorse idriche. Agli Italiani, quindi, sembrerebbe non mancare l’ormai famoso “oro blu”, un condizionale non utilizzato a caso se ci focalizziamo sulla triste realtà che grava sul futuro delle riserve di acqua potabile in tutto il mondo e anche in Italia.
Oggi, infatti, il problema dell’acqua sta iniziando a interessare anche il Bel Paese, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici che rendono le ultime estati sempre più torride. Ma non solo, in Italia da sempre si registrano divari importanti tra Nord, Centro, Sud e Isole sia in termini di risorse idriche che di sprechi e/o perdite di acqua. Vediamo quindi insieme come si presenta oggi il problema dell’acqua in Italia e quali sono le cause della crisi idrica che la riguarda!

Si riducono le emissioni di gas serra, calate del 19% negli ultimi 30 anni, come anche le principali fonti di inquinamento atmosferico, ma preoccupano l’ozono, la situazione dei grandi centri urbani e la Pianura Padana. Non dà tregua l’aumento delle temperature dal 1985 e si aggravano le isole di calore nelle città. Le note positive sono il miglioramento dell'economia circolare e la rinaturalizzazione di montagne, foreste e aree protette. Tutti i dati del rapporto “TEA-Transizione ecologica aperta. Dove va l’ambiente italiano?” presentato mercoledì 14 dicembre alla Camera.
Si riducono le emissioni di gas serra, calate del 19% negli ultimi 30 anni, come anche le principali fonti di inquinamento atmosferico. Preoccupano però l’ozono, la situazione dei grandi centri urbani e la Pianura Padana. Non dà tregua l’aumento delle temperature dal 1985 e si aggravano le isole di calore nelle città. Passi avanti invece per l’economica circolare e la rinaturalizzazione di montagne, foreste e aree protette.
Se scrivete #autumncolors o #autumnvibes su instagram trovate circa 300 milioni di risultati. Tutti andiamo pazzi per i colori dell’autunno, ma quanti di noi sanno perché in questo periodo dell’anno le foglie diventano gialle, rosse e arancioni? Una domanda da bambini, nel senso che è solo apparentemente banale.
Perché le foglie cambiano colore in autunno?
Perché in inverno la vita diventa più difficile.
Per proteggerci dal freddo, noi umani tiriamo fuori i maglioni dall’armadio, accendiamo il riscaldamento e mettiamo le scarpe pesanti. Gli alberi non possono farlo, ma si mettono al riparo in altri modi.
Iniziano, piano piano, a ritirare la preziosa clorofilla dalle loro foglie. La clorofilla è il pigmento verde che, attraverso la fotosintesi, permette alle foglie di trasformare la luce del sole e l’acqua in zuccheri. Insomma, è ciò che permette agli alberi di mangiare.

scritto da: Lara Zambonelli
Balsamo di tigre: cosa contiene, per quali problemi si utilizza, quali sono le controindicazioni e come si può preparare in casa

Il balsamo di tigre è un noto unguento a base di oli essenziali utilizzato da oltre un secolo per lenire dolori muscolari e articolari, sintomi influenzali, mal di testa.
Vediamo tutto quello che c’è da sapere sul balsamo di tigre e come preparare a casa una versione completamente naturale di questo medicamento.











