Quest’estate, grazie alla collaborazione e alla disponibilità del Comune di Salorno e di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), Appa Bolzano ha installato la prima postazione fissa per la misura del rumore lungo la linea ferroviaria del Brennero. Si tratta del primo impianto anche a livello italiano. Il rumore dei treni in transito nella stazione di Salorno viene ora misurato 24 ore su 24 senza necessità della presenza di personale tecnico in loco.
“Il rumore da traffico ferroviario lungo l’asse del Brennero rappresenta anche in Alto Adige uno dei principali problemi ambientali, soprattutto nelle zone densamente abitate”, sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato. “Poter disporre per la prima volta di una postazione fissa per la misura del rumore ferroviario rappresenta una grande opportunità dal punto di vista del rapporto costi/prestazioni. In questo modo possiamo monitorare costantemente il rumore dei treni senza l’ausilio di personale in loco e possiamo produrre velocemente statistiche sul rumore e sulla tipologia di treni. Inoltre, riusciamo ad avere a disposizione tante altre informazioni di cui sarebbe più difficile disporre in tempi brevi. Queste informazioni saranno utili in futuro per monitorare in diretta i miglioramenti derivanti dai lavori di risanamento acustico dei treni merci.”
Prosopis juliflora, albero solitario nel deserto del Bahrein – foto da Wikipedia
Anche nel deserto c’è l’acqua, ma si trova a grandi profondità e arriva da lontano, per vie in parte naturali e in parte create dall’uomo, come le oasi. Ma nel deserto del Barhein, solo andando lontano anche nel tempo si può capire come possa vivere da oltre cinquecento anni quello che è chiamato “Albero della vita” per la tenacia che dimostra nel resistere al terribile calore, alla mancanza di pioggia e alla solitudine. Nessuno sa come sia arrivata sull’isola del Golfo Persico quella pianta originaria delle zone semi desertiche del Messico e del Perù: la Prosopis juliflora. Appartiene alla famiglia delle fabacee che comprende le acacie, stoici e spinosi alberi della savana con la chioma a ombrello, dalle radici a fittone profondissime, capaci di trovare l’acqua dove nessun altro arriva. Le prosopis sanno fare anche di più, perché possono spostarsi di qualche metro se è necessario, adagiando un ramo al suolo per fargli mettere radici in un punto più propizio, per poi svilupparsi lì, lasciando morire la parte più vecchia. Forse erano stati i portoghesi, arrivati nel Nuovo mondo dopo gli spagnoli e poi per qualche tempo signori nel Barhein, a mettere a dimora quell’albero nella vicinanza del un pozzo di un antico villaggio, poi sepolto dalla sabbia. Ed è forse nel buio di quell’antico pozzo che l’albero trova l’acqua. La meraviglia che suscita la sua presenza attira i visitatori e alimenta la fantasia, come il florido commercio delle perle prese al mare che circonda l’arcipelago. Ed è ancora dalla profondità che arriva la ricchezza maggiore di queste isole: il petrolio.















