La Terra genera un campo elettromagnetico. Ed è immersa in un fondo elettromagnetico naturale prodotto dal sole e dalle stelle e da fenomeni metereologici come le scariche elettrostatiche.
A seguito dello sviluppo tecnologico ai campi elettromagnetici naturali si sono aggiunti quelli artificiali. Tra questi quelli generati dai radar, dagli elettrodotti e anche da quelli generati da oggetti di uso quotidiano quali apparecchi televisivi, forni a microonde, telefoni cellulari.
All’insieme di questi campi magnetici, che contribuiscono ad innalzare il fondo elettromagnetico naturale, si attribuisce il nome di inquinamento elettromagnetico ovvero elettrosmog.
Nell’opinione comune questo tipo di inquinamento è diventato tema di grande preoccupazione e sono aumentati gli interrogativi relativamente ai possibili effetti sulla salute anche per la indiscriminata proliferazione di antenne televisive e ripetitori per telefonia mobile.
Ciò che rende ancor più preoccupante questo tipo di inquinamento è la sua intangibilità e invisibilità. Infatti non ci accorgiamo di essere “trapassati” da queste onde di energia. Siamo di fronte ad un potenziale nemico invisibile la cui azione potrebbe mettere in pericolo la nostra salute.
Si rende sempre di più necessario applicare al tema dell’inquinamento elettromagnetico il principio precauzionale che si concretizza nel portare avanti gli studi sui possibili danni da radiazioni elettromagnetiche e di definire con l’intervento delle istituzioni e delle agenzie ambientali valide norme di sicurezza e limiti di esposizione che consentano di tutelare efficacemente la salute dell’uomo e dell’ambiente.
L’interesse primario della salute deve essere privilegiato in qualsiasi normativa, qualsiasi comportamento e atto amministrativo
nel rispetto dei limiti più cautelativi per le Popolazioni e l’Ambiente.











