


Nobile longobardo, di origini probabilmente friulane e forse imparentato con la dinastia ducale di Benevento, Arechi sposò Adelperga, figlia di re Desiderio e fu nominato dal suocero quindicesimo duca di Benevento nel 758, al posto del ribelle Liutprando. Nel 762 fondò la chiesa di Santa Sofia, vero gioiello dell'arte medievale europea.
Dopo la vittoria di Carlo Magno nel 774 e la fine della Langobardia Maior, Arechi assunse il titolo di princeps, proponendosi come l'erede delle tradizioni, della cultura e dell'identità nazionale del popolo longobardo. Trasferì la corte a Salerno, dove tra il 770 e il 774 aveva costruito, nelle vicinanze delle mura meridionali e affacciata sul mare, una splendida reggia, dotata di una cappella palatina dedicata ai Santi Pietro e Paolo. È l'unica reggia longobarda ancora esistente e l'ultimo re longobardo, Adelchi, vi soggiornò nel giugno del 774.
La raffinatezza di ispirazione greca della corte beneventana testimonia una floridezza economica del principato, mentre il codice legislativo emanato da Arechi II attesta la sua preparazione giuridica. Morì il 26 agosto del 787, pochi giorni prima dello sbarco in Lucania di ambasciatori bizantini incaricati dall'impero di stipulare con il principe longobardo una formale alleanza (stipulata poi dalla moglie Adelperga).
Fu sepolto a Salerno nella Cattedrale di Santa Maria, poi caduta in disuso nell'XI secolo a causa della costruzione da parte dei Normanni della Cattedrale di San Matteo Evangelista. Con la sparizione della cattedrale si sono perse le tracce della sua tomba.
Adelperga e Arechi furono importanti mecenati. Adelperga commissionò al maggiore scrittore lombardo Paolo Diacono la sua Historia Romana, un libro di testo di storia romana ampiamente utilizzato durante il resto del Medioevo. Alcuni storici sostengono che gli abbia commissionato la più famosa Historia gentis Langobardorum di Paolo, sebbene ciò sia incerto. Arechi fece in modo che le reliquie dei santi venissero trasferite nella nuova chiesa di Santa Sofia a Benevento, una delle più importanti testimonianze dell'architettura longobarda nella Langobardia Minor, che venne decorata da rari affreschi dell'VIII secolo.








