
Si costruisce non per rispondere alla domanda di abitazioni o al recupero dell’esistente, ma per incentivare la speculazione immobiliare e finanziaria rendendo la città più inquinata e meno sostenibile.
Uno scriteriato consumo di suolo. Continuare a costruire senza criteri o regole provoca dissesto idrogeologico, congestione e inquinamento della città, eccessiva emissione di CO2 e perdita di valore del paesaggio, incidendo sulla qualità del territorio e producendo dispersione e disgregazione sociale.
Bisogna contrastare e limitare la crescita urbana anche con la realizzazione di edilizia pubblica per chi ne ha veramente bisogno e interventi di riqualificazione e densificazione urbana, fermando così la speculazione edilizia.
Il contrario dell' ultimo decreto Milleproroghe che continua a consentire ai Comuni, per i prossimi due anni, di adoperare il 75% degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti e incentiva quindi a rilasciare permessi a edificare anche laddove non sarebbero necessarie nuove costruzioni, per pagare gli stipendi dei dipendenti.
E mantenere vive le lobbies.









