Gli alberi e Pontecagnano: storia di odio e legalità violata

Le foto d'epoca - quindi con buona approssimazione dal 1860 in avanti, ci presentano una Pontecagnano Faiano ricchissima di alberi - in special modo platani.

Questi nostri grandi fratellli, dagli anni sessanta in avanti, sono stati tutti sacrificati sull'altare della cementificazione.

Gi alberi - e l'attuale amministrazione ne è la principale fautrice - recano un fastidio enorme: hanno le radici.

E i palazzinari odiano le radici.

Negli ultimi due anni sono scomparsi anche alcuni degli ultimi grandi esemplari .... ufficialmente erano malati e andavano abbattuti, con tanto di relazione tecnica sottoscritta dal momentaneo "esperto" a pagamento di turno.

 

La particolarità che salta agli occhi è la vegetazione che accompagna il fiume Picentino.

Dalle foto d'epoca scopriamo che il corso del fiume, fino agli anni sessanta, è stato sempre tenuto pulito, lbero da intralci,  funzionale allo scorrere dell'acqua.

Successivamente il grande abbandono e la nascita di microdiscariche, la proliferazione della vegeratazione selvaggia ... la nascita dei tantissimi scarichi abusivi industriali e civili nel fiume.

Insomma: sul fiume ancora non hanno immaginato di costruire e quindi gli alberi, lì, non sono malati e non è necessario pagare qualche esperto per avere perizie ovvero investire soldi pubblici - i nostri soldi - nel ripristino della pulizia, dell'ordine.

E la vegetazione selvaggia nasconde magnificamente ciò che non si vuol fare vedere.

E' sempre il solito discorso della legalità violata. Un vero must, a Pontecagnano Faiano