Violare le regole antitrust dell'UE sulle emissioni delle autovetture diesel

La Commissione Europea in data 8 luglio 2021 ha determinato che Daimler, BMW e gruppo Volkswagen (Volkswagen, Audi, Porsche) hanno violato le regole antitrust UE creando un cartello sull'uso e lo sviluppo di tecnologie non inquinanti per ridurre le emissioni delle auto diesel.

La Commissione Europea ha irrogato una sanzione di oltre 875 milioni di euro.

La Commissione Europea ha sanzionato comportamenti dal 2009 al 2014 in quanto le case automobilistiche incriminate si sono accordate sugli sviluppi tecnici relativi alla riduzione catalitica selettiva (il "sistema SCR") tecnologia necessaria per eliminare le emissioni nocive di ossido di azoto (NOx) delle autovetture spinte dai motori diesel attraverso l'iniezione di un composto chimico (noto come AdBlue) nel flusso di gas di scarico.

Le tre aziende si erano accordate sulle dimensioni del serbatoio AdBlue, sull'autonomia del composto e sul suo consumo medio. L'accordo del cartello prevedeva anche lo scambio di informazioni sensibili al fine di eliminare la possibilità di adottare sistemi di maggiore efficienza sulla pulizia delle emissioni rispetto al minimo di legge.

Il cartello ha impedito di fatto di adottare migliore tecnologia già disponibile limitando la concorrenza in violazione della disciplina antitrust UE.

E' la prima volta che la Commissione Europea ha concluso che la collusione sullo sviluppo tecnico di un prodotto costituisce un cartello, quindi non riconducibile alla determinazione di prezzi e ripartizione di mercati.

Le sanzioni sono applicate in maniera ridotta avendo tutte le aziende interessate riconosciuto la loro adesione al cartello e la loro responsabilità in ordine alla violazione della legge. La Daimler non è stata multata in quanto ha rivelato l'esistenza del cartello aderendo al programma di clemenza (cosiddetto leniency program).

Morale del caso è che la cooperazione tecnica tra imprese può diventare una pratica anticoncorrenziale. La corretta applicazione del diritto contribuirà sempre di più al Green Deal al fine di mantenere i mercati equi, innovativi ed efficienti.