Il 10 dicembre, il giorno che tutto il mondo dedica da molti anni ai diritti umani, diventa anche la Giornata del Caffè sospeso, la pratica di bere un caffè e pagarne due, per offrirlo in qualsiasi momento a sconosciuti. A promuovere l’iniziativa è una rete di «festival e associazioni culturali in mutuo soccorso». Decine di bar, spazi sociali e locali di tutte le regioni hanno aderito. Sabbia, anzi polvere di caffè, negli ingranaggi della cultura del profitto.
«Riprendiamo l’antica pratica napoletana del “caffè sospeso”». La proposta della Rete dei Comuni solidali e di alcuni festival del cinema offre un volto davvero originale e piacevole alle idee di convivialità e solidarietà, uno schiaffo alla dittatura del profitto. Il caffè sospeso è una pratica diffusa nei bar di Napoli, quando una persona era particolarmente felice perché aveva qualcosa da festeggiare oppure perché aveva iniziato bene la giornata, beveva un caffè e ne pagava due, per chi sarebbe venuto dopo e non poteva pagarselo. Era un caffè offerto … all’umanità. Di tanto in tanto qualcuno si affacciava alla porta e chiedeva se c’era «un caffè sospeso».
«Siamo un gruppo di 7 festival di cinema e cultura italiani che vuole offrire spazi culturali liberi, articolati, come si può offrire un caffè ad uno sconosciuto – spiegano i promotori -, lavorando in rete, distribuendo informazioni e testimonianze nei punti più remoti, con uno spirito di solidarietà che ricorda quello del “caffè sospeso”….. questa sarà la nostra rete!».
Caffè sospeso è dunque anche una rete, ivolta in particolare a quegli eventi culturali che ritengono in questo momento centrali temi come, «l’incontro con l’altro, l’accoglienza, l’immigrazione, le buone pratiche, i temi ambientali, i temi sociali, il recupero della memoria storica». Tra i principi che la rete vuole affermare, si legge on line, ci sono «il documentario, come strumento di dialogo, di confronto, insostituibile per accrescere la coscienza civica»; la promozione di spazi autogestit, «per animare quartieri e comuni, incoraggiando l’autorganizzazione delle associazioni e la presa in carico di aree urbane da parte di gruppi e associazioni in grado di rappresentare i problemi della propria zona, valorizzando la rappresentanza spontanea e la nascita di grumi di produzione e fruizione culturale»; «i Festival, rassegne, si impegneranno a promuovere, durante le rispettive manifestazioni, un turismo ecosostenibile e “diffuso” capace di sostenere e valorizzare le specificità culturali e storiche dei territori».
Dallo scorso anno l’associazione «Rete del Caffè Sospeso – Festival, rassegne e associazioni culturali in mutuo soccorso» ha deciso di istituire, in concomitanza con la Giornata internazionale dei Diritti umani, il 10 dicembre, la Giornata del Caffè Sospeso. Le nuove realtà che desiderano aderire alla Rete possono scrivere a caffesospeso [at] hotmail [dot] it.
Segnaliamo inoltre la pubblicazione del libro La rete del Caffè Sospeso – cultura liquida per svegliarci tutti (iemme edizioni) dedicato a tutte le persone che con grande affanno presidiano luoghi di cultura. Novantacinque pagine per raccontare la Rete, le nove Associazioni culturali che l’hanno fondata, le diciassette associazioni di promozione sociale e culturale che hanno in seguito aderito, i quaranta bar in tutta Italia che si sono impegni a diffondere la pratica solidale e per descrivere le ricette più antiche per la preparazione di un buon caffè.
(Informazioni: http://www.retedelcaffesospeso.com/)
A proposito di caffetterie come spazio di socializzazione, leggi Charla de cafe in lingue diverse.
Fonte: comune-info.net









