Il Ladakh, o "Piccolo Tibet", è un luogo dalle risorse limitate e dal clima estremo, eppure, per più di mille anni, è stato la culla di una cultura fiorente. La semplicità e le tradizioni popolari, unite a un'intima conoscenza dell'ambiente, hanno consentito ai Ladaki non solo di sopravvivere, ma anche di prosperare.
È venuta poi la "modernizzazione" che, presentatasi come veicolo di "progresso" e di prosperità, ha prodotto inquinamento, prevaricazione e avidità.
L'equilibro ecologico e l'armonia sociale,
che hanno regnato per secoli,
sono minacciati dalla pressione del consumismo.
È possibile imparare dagli errori del passato
e pensare a un futuro migliore?
Helena Norberg-Hodge
Ispirarci al Passato
per Progettare il Futuro
Dal Ladakh una lezione universale
per la Localizzazione e la Decrescita
Le piccole strutture comunitarie favoriscono
un intimo legame con la terra, valori condivisi,
famiglie solide e maggior equilibrio fra uomo e donna
L'autrice, che ha vissuto direttamente questa esperienza vivendo in Ladakh, ci parla dei disastrosi cambiamenti avvenuti, paragonandoli a quelli della società occidentale: veri e propri limiti di una civiltà basata sull'interazione fra scienza, tecnologia e un dominante paradigma economico, che sta portando a una sempre maggiore centralizzazione e specializzazione.
A partire dalla rivoluzione industriale, la prospettiva esistenziale della persona si è ridotta drammaticamente a favore di unità economiche e politiche sempre più tecnocratiche e autoreferenziali.
L'alternativa nasce dalla comparazione del futuro col passato.
Solo allargando il concetto di conoscenza e decentralizzando le strutture politiche ed economiche si potrà aspirare a una società più equilibrata, sobria, responsabile e quindi sostenibile.
In Ladakh le strutture comunitarie avevano favorito un intimo legame con la terra e una democrazia partecipativa, garantendo valori condivisi, famiglie solide e un maggior equilibrio fra uomo e donna. Tali strutture, a loro volta, hanno permesso la sicurezza necessaria per il benessere individuale e, paradossalmente, per sentirsi più liberi nell'appartenenza e nel radicamento culturale.
Se vogliamo sperare di
progettare un futuro migliore
è fondamentale capire questa lezione di saggezza
del "Piccolo Tibet"
L'autrice
Helena Norberg-Hodge è considerata tra i 10 ambientalisti più influenti al mondo. Linguista, antropologa, pioniera del movimento di localizzazione, attivista, ha fondato l' International Society for Ecology and Culture con lo scopo di studiare le cause della crisi sociale e ambientale a livello globale, e per promuovere soluzioni più sostenibili ed eque. Le sue attività includono il progetto Ladakh, un programma a favore del cibo locale e quello per il passaggio da globale a locale. Per il suo operato, ha ricevuto nel 1986 il Right to Livelihood Award, conosciuto anche come l'alternativa al premio Nobel. Scrive per The Ecologist, Resurgence, and YES! Magazine, ed è membro della International Commission on the Future of Food and Agricolture. Nel luglio 2012 ha ricevuto il prestigioso premio giapponese Global Peace Award. Ispirarci al Passato per Progettare il Futuro, è stato tradotto in almeno 42 lingue. Helena, insieme a Steven Gorelick e John Page è anche regista del film-documentario L'Economia della Felicità.
INDICE
Prefazione
Introduzione
Prologo - Imparare dal Ladakh
Parte I - Tradizione
- Piccolo Tibet
- Vivere con la terra
- Dottori e sciamani
- Dobbiamo vivere insieme
- Un balletto senza coreografia
- Buddismo come modo di vivere
- Joie de vivre
Parte II - Cambiamento
- L'arrivo dell'Occidente
- Marziani
- I soldi fanno girare il mondo
- Dal lama all'ingegnere
- Impara all'occidentale
- Attrazione verso il centro
- Un popolo diviso
Parte III - Imparare dal Ladakh
- Né tutto bianco, né tutto nero
- La beffa dello sviluppo
- Controsviluppo
- Progetto Ladakh
- "Futuro Arcaico"








