La Daneco che si è aggiudicata l'appalto pronta a fare dietrofront. Le banche non anticipano i soldi per il contenzioso amministrativo tra Provincia e Comune
SALERNO — Se prima era solo una querelle tra Provincia e Comune, adesso diventa anche una questione di banche. E quindi di soldi. La realizzazione del termovalorizzatore di Salerno si complica sempre di più. La Daneco, la società che in Ati con la Rcm dei fratelli Rainone, si è aggiudicata l'appalto prima che scoppiasse il rebus del certificato antimafia non risolto dalla Prefettura di Milano, sembra voler fare un passo indietro. La causa del dietrofront sarebbe legata al diniego delle banche di anticipare i soldi. Anche gli istituti di credito, a loro volta, avrebbero un motivo per rifiutare l'apertura del mutuo.
E la ragione starebbe tutta nel contenzioso amministrativo attivato dallo scontro sulle competenze tra il Comune di Salerno e la Provincia, subentrata al primo in virtù di una legge regionale firmata dall'ex governatore Antonio Bassolino. Quando le competenze sono state trasferite dai Comuni alle Province, l'amministrazione De Luca ha approvato una variante nell'area di Cupa Siglia dove dovrebbe sorgere l'inceneritore, trasformando la zona da insediamento industriale ad area commerciale. Ovviamente la giunta provinciale, guidata all'epoca da Edmondo Cirielli, ha impugnato la variante, mettendo in moto la macchina giudiziaria amministrativa che non ha ancora concluso il suo iter.
Cioè non si è ancora arrivati ad una decisione definitiva e, di conseguenza, in attesa di una sentenza senza la quale la situazione resta nell'alea più assoluta, le banche non hanno nessuna intenzione di elargire denaro. Tuttavia l'idea di realizzare il secondo termovalorizzatore campano resta in piedi e lo conferma anche Cirielli. Il parlamentare del Pdl, tempo fa, ha inviato una nota all'Unione Europea in cui attaccava duramente il Governo Prodi perché "silente" sulla questione inceneritore di Salerno. I risvolti parlano di un commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik, furibondo e di una convocazione del ministro Corrado Clini per avere spiegazioni sui ritardi nella realizzazione dell'opera. «La Regione fa ciò che può - ha commentato l'ex presidente della Provincia di Salerno -. Il Comune di Salerno può anche non avere molte colpe, del resto il sindaco De Luca risponderà delle sue responsabilità nelle sedi opportune. Ma ciò che è più grave è l'atteggiamento silente del Governo che, nonostante i miei solleciti, continua a far finta di niente. La rabbia maggiore è che mentre ad Acerra l'inceneritore è stato realizzato con i soldi pubblici e poteri straordinaru, qui si lavora in project financing e con poteri ordinari». E a Salerno la scelta delle banche dipende dalla decisione della giustizia.
Angela Cappetta
Fonte: Corriere del Mezzogiorno








