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Fonti Energetiche

La green economy in Italia è già realtà

07 Novembre 2015

(Maria Antonietta Giffoni)

Lo dicono i numeri di GreenItaly 2015, il rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere che misura e pesa la forza della green economy nazionale.

"Un’impresa su quattro dall’inizio della crisi - si legge nel comunicato stampa - ha scommesso .... sulla green economy. Sono infatti 372.000 le aziende italiane (ossia il 24,5% del totale) dell’industria e dei servizi che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.
L’orientamento green si conferma un fattore strategico per il made in Italy: alla nostra green economy si devono 102,497 miliardi di valore aggiunto - pari al 10,3% dell’economia nazionale - e 2milioni 942mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze 'verdi'. Una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale ed è destinata a salire ancora entro dicembre. Dalla green economy infatti arriveranno quest’anno 294.200 assunzioni legate a competenze green: ben il 59% della domanda di lavoro".

"La vocazione italiana alla qualità - ha affermato il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci - si esprime in una tensione al futuro che ha avuto proprio nella green economy uno strumento formidabile per migliorare i processi produttivi, realizzare prodotti migliori, più belli, apprezzati e responsabili. Puntando sul green non solo il made in Italy ha coniugato qualità, tradizioni, innovazione e competitività, ma ha aperto la via dell’economia circolare. Un nuovo modello di sviluppo che somiglia molto a quell’economia a misura d’uomo, che rifiuta lo scarto, attenta alla custodia della casa comune di cui parla Papa Francesco. Un’economia in cui un’Italia che fa l’Italia è già in campo, che è strategica anche per il Pianeta e può rappresentare il nostro contributo alla Cop21 di Parigi".

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Stoccaggio delle energie rinnovabili, in Svizzera basta un container

29 Ottobre 2015

Collegata a uno dei parchi fotovoltaici più grandi della Svizzera una super batteria industriale che si mantiene funzionante al 100% per ben 15mila cicli di carica-scarica

Stoccaggio delle energie rinnovabili, in Svizzera basta un container

 

 

 

 

 

 

 

L’energy storage è l’ultima frontiera della ricerca energetica verde. Riuscire a realizzare un sistema di stoccaggio delle energie rinnovabili efficiente ed economico, è fondamentale per rendere le fonti come solare ed eolico, affidabili e continuate. L’ultima novità arriva ora dalla Svizzera, e più precisamente dal Cantone di Vaud. Qui, infatti, il politecnico elvetico EPFL ha inaugurato un’innovativa batteria di taglia industriale per la gestione e la conservazione di energia pulita. Direttamente collegato a un vicino parco fotovoltaico (uno dei più grandi mai realizzati in Svizzera), il sistema di stoccaggio delle energie rinnovabili verrà utilizzato per condurre test reali sull’integrazione dell’elettricità generata dai moduli solari, nella rete elettrica nazionale. 

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La mobilità elettrica di piccola taglia è pronta per il boom

24 Settembre 2015

Sotto la spinta dei motorini e dei tricicli elettrici, l’e-mobility di piccola taglia è pronta a fare il grande salto

La mobilità elettrica di piccola taglia è pronta per il boom

E’ il momento d’oro della mobilità elettrica di piccola taglia. Secondo un nuovo rapporto della società d’analisi IDTechEx, la vendita di veicoli elettrici di piccole dimensioni come le e-bike, gli scooter plug-in o le city car a batteria, entro il 2026 supererà i 33 miliardi di dollari. Secondo gli analisti, i mezzi elettrici per così dire “mini” sono in una posizione privilegiata per trarre i maggiori vantaggi dagli attuali megatrend dell’atomotive. Questo settore del mercato è pronto a passare da comparto di nicchia a vero e proprio cavalla di battaglia nel prossimo decennio. Il merito è delle caratteristiche intrinseche di questa opzione di mobilità: dimensioni ridotte, leggerezza, prezzi in calo e una tecnologia che si permette più incursioni nel mondo delle fonti rinnovabili di  quanto non facciano i mezzi tradizionali.

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Dagli scarti dei fagioli l’eco-packaging italiano

21 Settembre 2015

Nasce da un’idea di Pedon la prima carta per packaging alimentare derivata dagli scarti della lavorazione dei fagioli 

Dagli scarti dei fagioli l’eco-packaging italiano

Non saranno i fagioli magici della popolare fiaba inglese, ma i legumi impiegati da Save the Waste hanno portato a risultati pur sempre interessanti. Il progetto in questione, nato dalla azienda di distribuzione all’ingrosso di prodotti alimentari Pedon, si occupa di riutilizzare gli scarti vegetali della lavorazione dei fagioli per dar vita una carta da eco-packaging, sostenibile, riciclabile e certificata. “Il processo – spiega la società – inizia con la selezione delle sementi garantite NO OGM coltivate da migliaia di famiglie di agricoltori all’interno di programmi per lo sviluppo economico e agricolo, come l’accordo di coltivazione siglato nel 2013 da ACOS Ethiopia PLC, società del Gruppo Pedon, con due Unions, le cooperative agricole che lavorano nello stato di Oromia della Repubblica Federale di Etiopia”.

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Freescoo: il condizionatore fotovoltaico off-grid dell'ENEA che taglia la bolletta e le emissioni

13 Maggio 2015

Scritto da Francesca Mancuso

Casa sempre fresca, d'estate, utilizzando sì il condizionatore ma sfruttando l'energia solare. È questa la nuova soluzione proposta dall'Enea. Un condizionatore fotovoltaico, in grado di rinfrescare senza produrre emissioni inquinanti e risparmiando in bolletta.

Si chiama FREESCOO (FREE Solar COOling) il condizionatore d'aria compatto presentato durante il workshop sull'utilizzo del calore solare e ambientale per la climatizzazione che si è svolto 4 maggio scorso all'Enea, a Roma.

Lo speciale condizionatore in un solo dispositivo racchiude trattamento dell'aria, climatizzazione, deumidificazione e raffreddamento.

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Solarexpo 2015: l’accumulo domestico di elettricità solare accelera la rivoluzione dei “prosumers”

31 Marzo 2015

Fotovoltaico, sistemi di accumulo e veicoli elettrici sono stati definiti disruptive technologies, cioè tecnologie che con la loro diffusione, conseguente alla drastica riduzione dei loro costi, potranno ulteriormente stravolgere il sistema elettrico, portando le stesse utility a cambiare modelli di business oppure a soccombere.

Diversi studi dimostrano che l’elettricità prodotta con il fotovoltaico sul tetto e accumulata nelle batterie, in tempi molto brevi, forse già entro il prossimo anno, costerà in molti casi meno di quella prelevata dalla rete.

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Eolico, così produce di più

15 Marzo 2015

eoilico

Il vento non è solo un elemento meteorologico di disturbo, qualche volta molto dannoso, come è accaduto nei giorni scorsi. È anche una risorsa energetica importante. Ma per sfruttarlo serve un attento calcolo delle sue potenzialità per definire precisamente localizzazione e struttura degli impianti eolici. Un importante contributo in tal senso arriva adesso da Giovanni Gualtieri dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr) di Firenze, con lo studio ‘Surface turbulence intensity as a predictor of extrapolated wind resource to the turbine hub height’ pubblicato su Renewable Energy. 

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Erba medica e resina di pino per le batteria al Litio del futuro

29 Ottobre 2014

Recuperare diviene la parola chiave di un nuovo approccio metodologico per realizzare batterie efficienti ed ecofriendly

Erba medica e resina di pino per le batteria al Litio del futuro

Il settore della ricerca sullo stoccaggio energetico ha compiuto un nuovo passo verso la realizzazione di batterie eco-friendly che non pesino sull’ambiente dal punto di vista della domanda di materie prime né da quello dello smaltimento. Il progresso appartiene al chimico Daniel Brandell dell’Università di Uppsala che insieme ai suoi colleghi ha realizzato un dispositivo di accumulo energetico a base di semi di erba medica e resina di pino. Come spiegano i ricercatori nel sito dell’ateneo, l’idea originale era quella di mettere a punto un concept di batteria al litio completamente nuovo, affidandosi al riciclo delle risorse e al materiale “biologico rinnovabile” come elementi chiave della nuova tecnologia. 

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Firmiamo per salvare le rinnovabili

29 Giugno 2014

L’associazione Azione Energia Solare promuove una raccolta di firme per chiedere al governo Renzi di ritirare il provvedimento che penalizza il fotovoltaico e stronca un settore che invece risultarebbe in espansione e con possibilità di lavoro e occupazione.

Redazione 

“Il Governo Renzi, prendendo a giustificazione l'obiettivo di abbassare il costo dell’energia per le PMI, ha varato una nuova azione dannosa e retroattiva ai danni del fotovoltaico – spiegano i portavoce dell’associazione Azione Energia Solare - Parliamo del cosiddetto “spalma incentivi” che porterà al fallimento numerose aziende e provocherà il licenziamento di migliaia di lavoratori, prevalentemente giovani e prevalentemente nelle regioni meridionali.
Le rinnovabili hanno prodotto un'importante diminuzione dei costi dell'energia sul mercato libero ed il governo Renzi, avrebbe potuto ottenere il risultato che dice di voler perseguire facendo trasferire parte di questa diminuzione agli utenti.
Invece ha preferito lasciar lucrare gli speculatori del mercato energetico, (che guarda caso sono gli stessi che finanziano generosamente le fondazioni e gli eventi dei partiti) penalizzando chi invece l'energia pulita la produce veramente.
Oltre a questo ha infranto contratti firmati e registrati facendo perdere ogni credibilità all'Italia agli occhi di quegli investitori esteri che continuamente asserisce di voler incentivare. Occorre che questa vergogna venga ritirata o non convertita per salvare un settore industriale già pesantemente penalizzato e cercare di restituire un minimo di credibilità nazionale ed internazionale al nostro disastrato paese”.
Mandiamo un tweet a @matteorenzi con hashtag #FotovoltaicoLibero
Se vuoi sottoscrivere anche tu la petizione clicca qui

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Il ritorno dell’Eletta Campana, una varietà storica di canapa italiana

26 Giugno 2014

Eletta Campana

L’immagine del seme, che piano piano si schiude e affonda le sue deboli radici per crescere, è perfetta per raccontare il mercato della canapa industriale in Italia. Dopo uno stop durato più di 60 anni, la canapa è tornata a popolare le nostre campagne per produrre in modo sostenibile, aiutando l’ambiente e contribuendo a creare una nuova idea di economia e, perché no, di futuro. E un altro passo avanti, avendo come riferimento la canapicoltura tradizionale italiana che ci aveva reso famosi nel mondo, è stato fatto da Ikaros Power, società di Pietro Paolo Crocetta specializzata in promozione, sviluppo e progettazione di impianti ad energia rinnovabile, che ha finanziato il CRA (Centro di Ricerca per l’Agricoltura) affinché fosse recuperata una varietà storica di canapa, l’Eletta Campana, che fino agli anni ’30 del Novecento rappresentava circa il 20% di tutta la nostra produzione nazionale con oltre 20mila ettari coltivati. In un secondo momento dall’unione di Ikaros Power e Ges (Green Energy solution) di Michele Giacalone, che opera nello stesso settore, è nata Società Agricola Eletta, con l’obiettivo di favorire la disponibilità, per gli agricoltori pugliesi e di tutto il meridione, di sementa che sia idonea alle caratteristiche pedoclimatiche del sud Italia a partire dal 2015.
Abbiamo contattato Pietro Paolo Crocetta per saperne di più

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