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Nucleare

Le 7 ragioni per cui l’energia nucleare non è la risposta per risolvere il cambiamento climatico

05 Gennaio 2022

È più costosa delle rinnovabili, è pericolosa, ci vuole troppo tempo per costruire una centrale, emette indirettamente CO2, produce scorie radioattive

C’è un piccolo gruppo di scienziati che ha proposto di sostituire il 100% delle centrali elettriche a combustibili fossili del mondo con reattori nucleari come un modo per risolvere il cambiamento climatico. Molti altri propongono la crescita nucleare per soddisfare fino al 20% di tutto il nostro fabbisogno energetico (non solo elettrico). Sostengono che il nucleare sia una fonte di energia “pulita” e priva di carbonio, ma non considerano l’impatto umano di questi scenari. facciamo i conti…

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Rifiuti radioattivi, il Deposito unico italiano si avvicina: terminato il seminario nazionale

26 Novembre 2021

Gava: «Le esperienze all’estero testimoniano che infrastrutture analoghe rappresentano un’occasione unica per lo sviluppo sociale ed economico del territorio che deciderà di ospitarla»

24 Novembre 2021 - Fonte: greenreport

Mentre nel pubblico dibattito è tornato a impazzare il nucleare come opzione per produrre energia – una scelta disancorata da ogni criterio di sostenibilità sia ambientale sia economica, almeno nel nostro Paese –, Sogin torna prosaicamente a ricordarci che ancora dobbiamo trovare una collocazione ai rifiuti radioattivi sparsi per l’Italia e oltre confine.

La società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi informa infatti che si è tenuta oggi, in diretta streaming, la sessione plenaria di chiusura del Seminario nazionale propedeutico alla realizzazione del Deposito unico per i rifiuti radioattivi.

«L’ampia partecipazione dei cittadini e dei principali stakeholder ci ha consentito di rispondere ai diversi interrogativi che ruotano attorno alla realizzazione del Deposito e di sottolineare, una volta di più, la necessità di tale infrastruttura per il Paese al fine di chiudere il ciclo del nucleare italiano e gestire in maniera più sostenibile e sicura i rifiuti radioattivi, inclusi quelli prodotti dalla medicina nucleare, dall’industria e dalla ricerca scientifica», commenta l’ad Sogin Emanuele Fontani.

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Il fantasma del nucleare si aggira alla Cop26 di Glasgow

05 Novembre 2021

Unfakenews spiega e smonta alcune bufale sul nucleare: dal risparmio in bolletta elettrica alla sicurezza degli impianti

Legambiente: non perdiamo tempo con il nucleare, la strada è quella delle rinnovabili, dell'efficienza e dell'innovazione tecnologica

Alla COP26 Unfccc in corso a Glasgow i Paesi nucleari (e l’International atomic energy agency)  cercano di far rientrare fra le energie “pulite” anche il nucleare e anche in Italia qualcuno cercadi resuscitare il nucleare  parlando di tecnologia “di IV generazione”, ma il  presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, taglia corto: «Non perdiamo tempo inutilmente a discutere di nucleare nel nostro Paese. La vera e unica strada che il nostro Paese deve percorrere è quella dello sviluppo delle rinnovabili, dell’efficienza e dell’innovazione tecnologica, sia per accelerare la transizione ecologica ed energetica, sia per rispettare gli obiettivi per il clima fissati al 2030 ed azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050. Al governo Draghi chiediamo azioni e politiche concrete che vadano in questa direzione, a partire dallo stop ai sussidi alle fonti fossili in legge di bilancio e dall’aggiornamento del PNIEC all’obiettivo del meno 65% di gas serra entro il 2030 come in Germania, semplificando gli iter per la realizzazione del fotovoltaico integrato sulle coperture degli edifici, anche nei centri storici, e degli impianti eolici, a terra e a mare, spendendo bene i soldi del Next Generation Eu che andranno investiti entro il 2026, e facendo sì che l’Italia diventi un esempio anche per gli altri Paesi, aggiornando le linee guida sull’installazione delle rinnovabili, che risalgono a più di dieci anni fa, per adeguarle in modo chiaro ai nuovi obiettivi europei. Sono questi i punti e prossimi step su cui la Penisola deve far leva».

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Fusione nucleare, il reattore “stellarator” in Germania raggiunge un record

13 Settembre 2021
stellarator
Crediti: IPP, Volker Steger. Lo stellarator Wendelstein 7-X all’ IPP Greifswald – Istituto Max Planck per la Fisica del plasma

Arriva un nuovo successo per la fisica nucleare e un passo avanti verso reattori nucleari a fusione funzionanti. Oggi un particolare reattore, lo stellarator Wendelstein 7-X (W7-X) in Germania, ha raggiunto temperature doppie rispetto a quelle del nucleo del Sole.

Utilizzati a partire dagli anni Cinquanta, gli stellarator puntano a riprodurre la fusione nucleare, ovvero gli stessi processi che avvengono all’interno delle stelle (da qui il nome, che viene dalla crasi della locuzione “stellar generator”). Il prototipo Wendelstein 7-X, messo a punto recentemente dall’istituto Max Planck di fisica del plasma (Ipp), è il più avanzato al mondo e oggi i fisici del Princeton Plasma Physics Laboratory (Pppl), che ci lavorano, confermano la sua potenza. I risultati sono pubblicati su Nature.

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Un tunnel sottomarino per scaricare in mare l’acqua contaminata di Fukushima Daiichi

03 Settembre 2021

La Cina: comportamento irresponsabile verso i Paesi vicini.

E l’esercito Usa scarica acqua inquinata da PFOS a Okinawa

  

Il 25 agosto la Tokyo Electric Power Company Holdings (TEPCO) si è nuovamente scusata «Per il grande onere e l’inconveniente che l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi ha causato alla gente di Fukushima e alla società nel suo insieme». Ma poi ha subito causato nuove polemiche presentando il suo progetto sulla gestione dell’acqua trattata dall’Advanced Liquid Processing System  (ALPS) di Fukushima Daiichi che, assicura la TEPCO, tiene in considerazione «La “Politica di base sulla gestione dell’acqua trattata dall’ALPS presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi di Tokyo Electric Power Company Holdings” decisa dal governo ad aprile. Inoltre, è in corso la revisione dei dettagli della progettazione e del funzionamento delle strutture per garantire la sicurezza al fine di intraprendere azioni approfondite per ridurre al minimo gli impatti negativi sulla reputazione».

Come ha spiegato l’Asahi Shimbun, Tepco ha in realtà annunciato di aver abbandonato il progetto di posa di una conduttura sul fondo del mare per scaricare l’acqua contaminata trattata a 1 chilometro al largo del cadavere nucleare di Fukushima1 e ha deciso di costruire al suo posto un tunnel sottomarino.

Secondo i dirigenti della TEPCO, il tunnel misurerebbe circa 2,5 metri di diametro per ridurre al minimo l’impatto delle maree durante il rilascio delle migliaia di tonnellate di acqua contaminate attualmente stoccate nell’area della centrale nucleare distrutta, che sta rapidamente esaurendo la capacità di contenere di più.

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Fusione nucleare, la parità energetica è più vicina

28 Agosto 2021

Alla National Ignition Facility (NIF) di Livermore, negli Stati Uniti, l’ultimo esperimento è riuscito a generare il 70% dell’energia utilizzata per innescare il processo

Fusione nucleare: al NIF generato il 70% dell’energia di innesco

By Lawrence Livermore National Laboratory – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=20512199

Ottenuti 1,35 MJ su 1,9 MJ in entrata con la fusione nucleare a confinamento inerziale

(Fonte: Rinnovabili.it) – Passi avanti verso la fusione nucleare “economicamente conveniente”. Alla National Ignition Facility (NIF) di Livermore, negli Stati Uniti, l’ultimo esperimento è riuscito a generare il 70% dell’energia utilizzata per innescare il processo: 1,35 MJ (megajoule) contro gli 1,9 utilizzati in entrata. “Questo è un enorme progresso per la fusione e per l’intera comunità della fusione”, ha commentato alla Bbc Debbie Callahan del NIF.

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Cosa sta succedendo a Chernobyl? Il reattore 4 si è davvero “risvegliato”?

16 Maggio 2021

A Chernobyl, le reazioni nucleari sembrano essere tornate a “bruciare”.

Una notizia che sta conquistando le prime pagine di tutti i giornali,  che parlano di “risveglio” della centrale nucleare.

E’ vero? Dobbiamo preoccuparci?

Con Alessandro Dodaro, Direttore Dipartimento fusione e tecnologie per la sicurezza nucleare ENEA, facciamo chiarezza su quello che sta davvero accadendo.

chernobyl

@Olivér Svéd/123rf

Cominciamo con il dire che tutto parte da un singolo articolo, fonte di ogni notizia uscita su questo argomento, che è apparso su Science a firma di Richard Stone, con alcune interviste a scienziati dell’ISPNPP e, in particolare, a Neil Hyatt, chimico esperto di materiali radioattivi dell’Università di Sheffield.

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Sakae, l’uomo che salva i gatti dimenticati nella zona nucleare di Fukushima

10 Marzo 2021

Era l’11 marzo 2011 quando la vita degli abitanti della prefettura di Fukushima sarebbe cambiata per sempre. E per abitanti non intendiamo solo gli uomini. Molti animali rimasero uccisi a seguito del terribile incidente nucleare, alcuni furono evacuati ma altri rimasero a lungo abbandonati alla loro sorte. Ma in loro aiuto è arrivato Sakae Kato. Quest’uomo coraggioso infatti ha messo a rischio la sua vita ed è rimasto nella zona contaminata per salvare i gatti abbandonati da alcuni abitanti, fuggiti dalle nuvole di radiazioni emesse dalla vicina centrale nucleare.

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Fukushima: 10 anni dopo nessuno sa ancora dove, come e quando rilasciare l’acqua radioattiva

10 Marzo 2021

Sono passati 10 anni dal disastro nucleare di Fukushima, a seguito del terremoto e dello tsunami che l’11 marzo 2011 colpirono il Giappone. Eppure ci sono problemi, tanti e ingombranti da risolvere. Uno di questi riguarda il rilascio di acqua radioattiva ancora presente nelle cisterne della centrale di Fukushima, teatro dell’immane disastro.

Si è parlato di un rilascio in mare, con conseguenze pericolose per la salute umana come evidenziato da diversi studi. Nei giorni scorsi, la Tepco, la società che gestisce l’impianto ha fatto sapere di aver finalmente rimosso, dopo due anni di lavoro, tutto il combustibile ancora presente nelle vasche di contenimento nel reattore 3. Ma c’è ancora troppa incertezza sulla tempistica e sul metodo di rilascio dell’acqua a Fukushima.

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Fukushima, il dossier che smaschera il Governo sui livelli di radiazioni: sono troppo alte per tornare a casa

10 Marzo 2021

Non sono bastati 10 anni per decontaminare la zona colpita dall’incidente nucleare di Fukushima Daiichi. Ancora oggi l’’85% della cosiddetta “Area Speciale” risulta ancora contaminato. Eppure il Governo giapponese rassicura e invita gli abitanti a ritornare nelle proprie case. Come si può far credere che tutto sia tornato alla normalità? Si tratta di un tentativo maldestro per mostrare al mondo che il Giappone abbia risolto l’imponente crisi, alla vigilia delle Olimpiadi?

I dubbi sono tanti, ma resta il fatto che a 10 anni da quel terribile 11 marzo 2011, gli abitanti di Fukushima stanno pagando un prezzo altissimo. Già 15 giorni dopo il disastro nucleare, il 26 marzo 2011, un team di esperti in radiazioni di Greenpeace sbarcò a Fukushima. Da allora sono state condotte 32 indagini sulle conseguenze radiologiche del disastro, l’ultima proprio di recente, a novembre del 2020. 

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