L'associazione Pro Natura ha denunciato come il Piemonte sia diventata la regione con più scorie radioattive in Italia, un dato riscontrabile anche consultando l'ultimo annuario dell'Ispra, che va ad aggiungersi al trasporto di materiali nucleari verso la Francia, fenomeno che già ha scatenato da anni le ire dei valsusini, stufi di vedere la propria valle contaminata e deturpata.

Nucleare
Secondo alcuni scienziati, i pesci che vivono in prossimità della centrale nucleare giapponese potrebbero essere immangiabili per i prossimi dieci anni

Una radioattività troppo alta che rende impossibile la commestibilità del pesce proveniente da Fukushima per il prossimo decennio. È questa la rivelazione che un gruppo di scienziati ha fatto alla rivista Science in seguito ad alcune rilevazioni effettuate sul sito dell’incidente nucleare, stando alle quali i livelli di radioattività della fauna ittica sarebbero elevati e non accennerebbero a diminuire. Risultati allarmanti quelli a cui sono approdati i ricercatori che confermano ancora una volta quanto sia difficile prevedere l’esito di un incidente nucleare, come quello avvenuto a Fukushima.
Fonte: Treccani Magazine http://www.treccani.it/magazine
Nicola Nosengo
Non è proprio del tutto rassicurante, il risultato degli “stress test” a cui lo European Nuclear Safety Regulators Group, su incarico della Commissione Europea, ha sottoposto le centrali nucleari funzionanti nell'Unione Europea. Centoquarantacinque reattori in 15 stati membri, di cui parecchi molto vicino a casa nostra (i 58 reattori francesi o quello in Slovenia, per
esempio), più le centrali svizzere, che si sono sottoposte volontariamente al test pur non facendo parte della UE. I test (che prendono il nome da quelli a cui vengono sottoposte le banche per verificare la loro vulnerabilità alle crisi finanziarie) non hanno comportato nessuna simulazione di incidente, ma piuttosto una combinazione di autovalutazione sulla sicurezza fatta dagli stessi operatori delle centrali, una revisione di quella valutazione fatta dai responsabili nazionali di ogni paese, e infine un panel di esperti internazionali che ha verificato la rispondenza delle procedure adottate nella centrali alle linee guida per la sicurezza nucleare indicate dalle autorità di tutto il mondo.
I test si concentravano soprattutto sulla sicurezza e robustezza delle centrali in caso di eventi naturali estremi, come lo tsunami che ha colpito l'impianto di Fukushima in Giappone, e assieme il grado di preparazione del personale nel fare fronte a una eventualità di questo tipo e in generale a eventi non del tutto prevedibili. Anche altri tipi di incidenti, come la caduta di un aereo nei pressi della centrale, sono stati presi in considerazione.
Fonte: Presseurop, notizie dall'Europa http://www.presseurop.eu/it
I recenti test di sicurezza hanno dimostrato che gli impianti atomici europei sono ormai obsoleti e decrepiti. Piuttosto che ripararli bisognerebbe abbandonarli del tutto.
Joachim Wille
A un Maggiolino Volkswagen di 40 anni fa mancano gli airbag, l’Esp, la marmitta catalitica, i fari alogeni, il parcheggio assistito, gli alzacristalli elettrici e via dicendo. Chi si sognerebbe di ricostruirlo per adattarlo alla circolazione moderna, due volte più densa e molto più veloce rispetto all’epoca della sua costruzione? Quanti di noi sarebbero disposti ad andare a lavoro tutti i giorni a bordo di un simile ferrovecchio? Un Maggiolino degli anni settanta non va bene nemmeno per la passeggiata domenicale: non è abbastanza vecchio e originale.
Naturalmente una centrale nucleare non è un’automobile. È molto più complessa, e dopo quarant’anni di vita sarà stata rinnovata periodicamente per quanto possibile e rispettando i criteri di sicurezza. Eppure le centrali progettate negli anni sessanta e collegate alla rete negli anni settanta – come è il caso dei reattori di prima generazione in Europa – in qualche modo somigliano al Maggiolino: il costo delle modifiche necessarie per renderle conformi alle norme attuali non è giustificato. I vecchi Maggiolini sono finiti da tempo dallo sfasciacarrozze. Ora è arrivato il momento di fare lo stesso con le vecchie centrali.

Nucleare e pozzi offshore di gas e petrolio. Anche questa settimana le massime istituzioni europee hanno visto all’ordine del giorno alcuni temi caldi del dibattito sulla transizione ad una low carbon economy. Argomento senza dubbio più scottante quello relativo alle centrali nucleari. L’incidente di Fukushima ha infatti spinto l’UE, nel giugno 2011, ad attivare una serie di “stress test” i cui risultati sono stati anticipati questa settimana dal Commissario all’Energia Gunther Oettinger.
Pubblicato il 21 set 2012 da Andrea Spinelli Barrile
Fonte: ecoblog
E’ ancora oscuro il destino ambientale dell’area di Fukushima, spazzata lo scorso anno da uno tsunami che ha provocato l’incidente nucleare di cui tutto il mondo ancora parla: dopo i progetti per la riqualificazione e la bonifica dell’area di Fukushima, e dopo la notizia della presenza di cesio nella carne bovina e nel riso, ieri la Tepco (Tokyo Electric Power Company) ha diffuso un comunicato dai contenuti preoccupanti.
Amano (Iaea): Molto lavoro resta ancora da fare e non dobbiamo abbassare la guardia
Mentre nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi continuano i controlli ed i lavori sui reattori interessati dalla catastrofe avvenuta dopo il terremoto/tsunami dell'11 marzo 201, la Tokyo electric power company ha annunciato che all'inizio di questa settimana ha estratto il primo materiale nucleare da uno dei reattori, il numero 4.
Quando è avvenuto il disastro nucleare, nella piscina dell'edificio del reattore 4, all'ultimo piano, era stoccato combustibile nucleare esaurito, ma c'era anche un nuovo lotto di combustibile.
Dopo la catena di incidenti ed esplosioni che ha colpito i reattori della centrale nucleare in molti temevano che il combustibile presente nell'unità 4 costituisse un grave rischio per la sicurezza, in particolare in caso di un altro forte terremoto. Il reattore è stato danneggiato in un incendio che potrebbe essere stato innescato o della fusione avvenuta nel reattore 3.







