Non sono bastati 10 anni per decontaminare la zona colpita dall’incidente nucleare di Fukushima Daiichi. Ancora oggi l’’85% della cosiddetta “Area Speciale” risulta ancora contaminato. Eppure il Governo giapponese rassicura e invita gli abitanti a ritornare nelle proprie case. Come si può far credere che tutto sia tornato alla normalità? Si tratta di un tentativo maldestro per mostrare al mondo che il Giappone abbia risolto l’imponente crisi, alla vigilia delle Olimpiadi?
I dubbi sono tanti, ma resta il fatto che a 10 anni da quel terribile 11 marzo 2011, gli abitanti di Fukushima stanno pagando un prezzo altissimo. Già 15 giorni dopo il disastro nucleare, il 26 marzo 2011, un team di esperti in radiazioni di Greenpeace sbarcò a Fukushima. Da allora sono state condotte 32 indagini sulle conseguenze radiologiche del disastro, l’ultima proprio di recente, a novembre del 2020.





















