Roma, 1 ottobre 2012 – In occasione del Forum della Cooperazione, attualmente in corso a Milano, Re:Common rende pubblica la sua posizione molto critica sull’attuale sistema di aiuti allo sviluppo promosso dalla cooperazione italiana e del resto dei Paesi del Nord del mondo e sullo sdoganamento del settore privato transnazionale come l’attore principe dello sviluppo.
Re:Common ha da pochi mesi raccolto il testimone dalla Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, che per 16 anni si è occupata di finanza per lo sviluppo, provando a svelare i meccanismi attraverso i quali, dietro l’aiuto pubblico allo sviluppo, altro non si celasse che un sistema post-coloniale per continuare a predare le risorse naturali dei Paesi del Sud.
Gli strumenti utilizzati per assicurarsi questi obiettivi sono noti: la trappola del debito, le condizionalità, gli aggiustamenti strutturali, l’aiuto legato. Per limitare le critiche e non percepirci come avidi sfruttatori è stata impiegata in maniera diffusa la retorica dello sviluppo.










