Noi di ISEA ONLUS siamo per il bookcrossing .... ma quest'altro tipo di "iniziativa culturale" ci affascina .... assolutamente geniale.
Si chiama DEAD DROPS ed è un innovativo progetto di file sharing
Sei fortunato se la vedi, ancora più fortunato se hai con te un computer che, una volta collegato, avrà accesso a una vastissima memoria di video, musica e immagini da scaricare gratuitamente.
Si chiama “Dead Drops” ed è un innovativo progetto di file sharing ideato dall’artista tedesco Aram Bartholl che ha disseminato e cementificato nei muri di New York una serie di memorie flash accessibili attraverso porte usb che fanno capolino tra i mattoni.
Conoscendo la loro dislocazione, chiunque può collegarsi e scaricare files.
Il progetto non è fine a se stesso perchè Aram ha pubblicato infatti un “how to“, istruzioni e video, per sollecitare chiunque a inserire nei muri della città le proprie memorie e condividerle.
Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=271018636312822&set=a.267924416622244.64405.267877736626912&type=1&theater
100 Libri per l’Ambiente - (scarica l’ed. 2012 in pdf)
E’ finalmente online “100 Libri per l’Ambiente”, la selezione ragionata di 100 titoli sulle tematiche ambientali per ragazzi ed educatori.
Imparare a rispettare l’ambiente senza accorgersene, anzi divertendosi! Questo l’obiettivo di fondo di questa piccola pubblicazione che raccoglie 100 titoli sulle tematiche dell’ambiente editi, salvo alcune eccezioni, nel 2012. Un tentativo di avvicinare alla lettura anche i più piccoli (dai 2 ai 12 anni) attraverso libri di narrativa che a vario grado incorporano un messaggio di salvaguardia ambientale. Non un libro di educazione ambientale quindi, ma 100 libri di messaggi ambientali.
Una lezione di saggezza dal Ladakh: il piccolo Tibet
Helena Norberg-Hodge
€ 11,00
Il Ladakh, o “Piccolo Tibet”, è un luogo dalle risorse limitate e dal clima estremo, eppure, per più di mille anni, è stato la culla di una cultura fiorente. La frugalità e la reciprocità tradizionali, unite a un’intima conoscenza dell’ambiente, hanno consentito ai Ladaki non solo di sopravvivere, ma anche di prosperare. è venuta poi la “modernizzazione” che, presentatasi come veicolo di “progresso” e di prosperità, ha prodotto inquinamento, prevaricazione e avidità. L’equilibro ecologico e l’armonia sociale, che hanno regnato per secoli, sono minacciati dalla pressione del consumismo.
di Miro Renzaglia - 25/02/2013
Fonte: mirorenzaglia [scheda fonte]
All’inizio fu la “nota di banco”. Eravamo nell’alto Medio Evo. Tu depositavi le tue monete d’oro, ma anche collane ciondoli e anelli confezionati col prezioso metallo, e l’orefice – sì, proprio l’orefice – ti consegnava una ricevuta del valore preso in custodia: la “nota di banco”, appunto. Non fu una cattiva idea: gli scambi con la moneta aurea rendevano difficile le transazioni sul mercato, considerato che praticamente ogni città ne possedeva una diversa. La “nota di banco”, invece, snellì le procedure facilitando il commercio e lo sviluppo delle imprese. E la cosa funzionò. Funzionò fino a che l’orefice – sì, sempre l’orefice – non si accorse che il proprietario dell’oro che gli era stato consegnato non ci pensava proprio a richiederlo, felice com’era delle nuove soluzioni che la “nota di banco” gli offriva. A quel punto – sempre all’orefice – venne in mente un’idea geniale, a suo modo: visto che nessuno gli chiedeva la restituzione dell’oro preso in custodia, sulla garanzia della copertura aurea poteva prestare “note di banco” a terzi in cambio della restituzione con gli interessi. Fu il germoglio della banca moderna, come noi la conosciamo oggi: ti presto quello che non è mio, e tu mi paghi in una misura equa il servizio che ti rendo.
di Pier Paolo Dal Monte - 19/02/2013
Fonte: Movimento per la Decrescita Felice [scheda fonte]
Secondo le dottrine indù Maya rappresenta l’illusorietà del divenire fenomenico che, pur non possedendo una realtà inerente, si frappone come un velo davanti al nostro sguardo, impedendo la vista del “reale” (da qui la definizione shopenauriana: “Il velo di Maya”)
Se dal punto di vista ontologico viviamo in un’illusione, la stessa cosa si può dire secondo un punto di vista assai più terreno, quello della narrazione dei fatti e degli eventi e della vita di tutti i giorni, quello che si suole, con un eufemismo abbastanza grottesco, chiamare “informazione”. Anche qui la rappresentazione dei fenomeni copre con uno spesso velo la realtà, solo che in questo caso il velo è costituito dalle menzogne con le quali, ciò che chiameremo pietosamente lo “spirito del tempo” (zeitgeist direbbero i colti) cela la verità delle cose attraverso le lenti deformate dalla propria visione del mondo (in questo caso, i colti di cui sopra, userebbero il termine weltanschauung).
In quest’ottica possiamo osservare il castello di fandonie che è stato costruito, negli ultimi decenni, dalle varie marionette di regime (giornalisti, economisti, politici), riguardo alla costruzione del famoso “sogno” europeo, alla crisi, alla moneta unica. Tutto questo per convincere gi ignari cittadini -e forse anche se stessi- che tutto quello che veniva attuato sulla loro pelle e loro malgrado, e che è costato loro “lacrime e sangue”, (economicamente parlando), veniva fatto per “il loro bene” (visto che vi è sempre qualcuno così lungmirante e generoso che conosce quale sia il bene altrui e lo persegue, nonostante tutto).









