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Attività culturali

Banca Etica, “più spazio alla finanza al servizio del bene comune”

25 Ottobre 2013

“La finanza al servizio delle imprese sociali appare particolarmente strategica in questa fase storica di ingenti tagli alla spesa pubblica per il welfare: essa infatti consente di veicolare il risparmio dei privati verso le iniziative rivolte al bene comune, riconoscendo un giusto rendimento ai risparmiatori e agli investitori”.

di Banca Popolare Etica - 25 Ottobre 2013


"La finanza al servizio delle imprese sociali appare particolarmente strategica in questa fase storica di ingenti tagli alla spesa pubblica per il welfare"
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Vietato l’uso degli occhiali 3D per i bambini al di sotto dei 6 anni in quanto pericolosi

12 Ottobre 2013
 

occhiali 3d

Il Ministero della Salute e il Ministero dello Sviluppo Economico rendono note, attraverso una circolare, le nuove normative circa l’uso domestico degli occhiali in 3D, elaborate con la collaborazione del Consiglio Superiore di Sanità. Un atto dovuto in seguito al sempre più diffuso uso degli occhiali in 3D, al cinema così come in casa, luogo quest’ultimo ove i televisori classici cedono il passo alle più tecnologiche Tv tridimensionali. Gli occhiali 3D possono causare disturbi della vista e stati di malessere generale, sia negli adulti che nei bambini. In sostanza si tratta di un vero e proprio bugiardino, il più classico dei foglietti illustrativi attraverso il quale il consumatore riceve un’adeguata “istruzione” circa l’uso e le contrindicazioni che possono verificarsi in seguito all’eccessivo uso dei sopra citati occhiali. Di seguito le avvertenze riportate sulla circolare e che presto i produttori saranno obbligati ad allegare all’oggetto in questione.

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Save the date: Evento Logistica e Sviluppo Economico | Napoli 15 ottobre

26 Settembre 2013

logistica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SAVE THE DATE | NAPOLI 15 OTTOBRE 2013
LOGISTICA E SVILUPPO ECONOMICO


Il 15 ottobre SRM presenta a Napoli - presso la Sala delle Assemblee del Banco di Napoli (via Toledo 177) alle ore 9.30 - la ricerca “Logistica e Sviluppo Economico. Scenari economici, analisi delle infrastrutture e prospettive di crescita”.

Con questo studio SRM compie un'analisi a 360 gradi del nostro patrimonio logistico, evidenziando punti di forza e di debolezza, rischi e opportunità del settore, e definisce inoltre 4 “pilastri” per lo sviluppo della logistica, in grado di far decollare il comparto in Italia, e portarlo ad affrontare con successo le nuove sfide commerciali, economiche e produttive, non ultime quelle rappresentate dai Paesi del bacino del Mediterraneo.

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La tramvia Pompei - Salerno

08 Settembre 2013

di Alderisio Alfani - Eduardo Bevere

 

Una storia bellissima che ISEA Onlus invita a leggere

 

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L’unità dell’Essere e la magia del Tutto

01 Settembre 2013

di Giovanni Balducci - 31/08/2013

Fonte: Centro Studi La Runa [scheda fonte]

 

cerchio

Nel Poema sulla natura Parmenide sostiene che la molteplicità e i mutamenti del mondo fisico sono illusori, e afferma, contrariamente al senso comune, la realtà dell’Essere: immutabile, ingenerato, finito (cioè completo, compiuto), immortale, unico, omogeneo, immobile, eterno. Tale concezione riecheggerà nella prospettiva fondamentale della metafisica nata dalla scuola del filosofo e mistico sufi Ibn ’Arabi, circa l’“unicità (o unità) dell’esistenza”, designata con l’espressione wahdat al wujûd. Secondo tale dottrina lo sguardo purificato del mistico, coglierebbe l’esistenza, l’esserci delle cose, come ben più che una qualità o un accidente aggiunto a delle supposte sostanze: tale esistenza si manifesterebbe invece, nella sua origine, come una realtà in atto, la sola sussistente, pura e senza attributi, al di là delle modificazioni e delle determinazioni che sono le sue forme interne e in definitiva illusorie. Secondo la prospettiva di questa metafisica, come scrisse lo studioso di religioni Toshihiko Izutsu: «La struttura della realtà esteriore implicata dalla preposizione “Il fiore è esistente” si rivela essere completamente differente da quello che la forma grammaticale suggerisce. Ciò che esiste al senso pieno del termine, è l’esistenza, come assoluto indeterminato, non il fiore. Essere-un-fiore non è che una determinazione speciale di questo assoluto indeterminato. Non è che una forma particolare nella quale l’esistenza si rivela a sé stessa nella dimensione del mondo detto esteriore. In altri termini, il fiore è un accidente che qualifica l’esistenza e la determina in una certa forma fenomenica» (1). La wahdat al wujûd, quindi, non è che il riconoscimento – ad un grado trascendente – del fatto che l’esistenza ha il suo fondamento nell’Essere di Dio, ed è perciò “unica”. E’ chiaro, però, che l’essere umano, se vuole conoscere, deve superare l’opposizione soggetto-oggetto in cui è confinata la sua visione quotidiana.

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5 per mille: elenco delle disposizioni di pagamento per il 2011

01 Settembre 2013

Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sono stati pubblicati gli elenchi delle disposizioni di pagamento per l'anno finanziario 2011 effettuate per i beneficiari del 5 per mille relativo all'anno 2011 e 2010.
Nelle sezioni dedicate, oltre agli elenchi dei destinatari delle disposizioni di pagamento, suddivisi per erogazioni superiori o inferiori a euro 500.000, sono riportate le precisazioni per gli enti non presenti in elenco e le raccomandazioni ai fini della rendicontazione.

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Volontariato online

28 Agosto 2013

Volete fare del volontariato, ma non potete andare ovunque? Il vostro tempo libero non coincide con gli orari convenzionali? Provate con il volontariato online e impegnate il vostro tempo e le vostre competenze a vantaggio della società via Internet.

 

Se il volontariato sul posto è particolarmente difficile per voi a causa di una disabilità, un impegno domestico, problemi di trasporto e orari di lavoro, potreste prendere in considerazione il volontariato online. Se avete un computer, un collegamento a Internet e le giuste competenze, questa potrebbe essere la soluzione che fa per voi.

Le vostre mansioni dipenderanno dalle vostre capacità e competenze. Potete creare volantini, gestire un sito web, tradurre testi, produrre video, progettare una banca dati, gestire attività di reti sociali online o elaborare un software. Potete anche semplicemente fornire consulenze di esperti (ad esempio nel campo del diritto o dell'istruzione), rispondere a e-mail per conto di un’organizzazione o svolgere ricerche.

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Diritti dei consumatori nell’UE? Sì può migliorare.

12 Agosto 2013
Diritti dei consumatori nell’UE? Sì può migliorare. - AcquistiVerdi.it

Ancora oggi soltanto il 35% degli europei ha fiducia negli acquisti online transfrontalieri (ovvero da venditori di altri Paesi UE) e 7 consumatori su 10 non sanno come comportarsi se ricevono prodotti che non hanno ordinato. Purtroppo la pagella sulle condizioni dei consumatori pubblicata dalla Commissione Europea non presenta grandi voti.

C’è bisogno di nuovi incentivi per riportare la fiducia dei consumatori, sia negli acquisti online che offline, ai livelli della sufficienza. In aumento i ricorsi.

“Sono stati fatti dei progressi, soprattutto nella diffusione del commercio elettronico, ma sono necessari miglioramenti in altri campi – ha commentato Neven Mimica, commissario europeo per la politica dei consumatori".

Tra i principali risultati della pagella, che potete consultare inparte anche in italiano, segnaliamo quello su cui siamo più sensibili: aumentano gli acquisti verdi.

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Come aiutare una persona depressa

10 Agosto 2013

 

La depressione è un disagio psicologico che interferisce significativamente sulle relazioni interpersonali della persona depressa: chi è depresso si sente solo e non amato anche quando è circondato da una rete di amici e familiari affettuosi.

D’altra parte, poche cose possono incidere negativamente su un rapporto come una prolungata depressione. Il depresso desidera ardentemente l’affetto degli altri ma allo stesso tempo tende a respingerli chiudendosi in se stesso oppure svalutando quello che gli altri fanno per lui.
Spesso i familiari della persona depressa hanno la sensazione che più fanno meno il loro aiuto venga riconosciuto e apprezzato, anzi, il depresso, lungi dall’essere grato per le premure di cui è oggetto, sprofonda sempre di più nello stato depressivo.

In altri casi, il depresso può irritarsi verso la persona che cerca di aiutarlo sentendo che l’affetto che gli viene manifestato è troppo poco, troppo tardi e non serve a farlo guarire dal suo disagio.
Per tale ragione può succedere che le persone che vivono con un depresso, soprattutto se si tratta di una prolungata depressione, comincino a nutrire dei suoi confronti dei forti sentimenti negativi come rabbia, fastidio, impotenza e senso di colpa.

È bene non colpevolizzarsi per questi vissuti spiacevoli sapendo che sono assolutamente normali e che provano quanto sia importante la relazione con la persona depressa (di solito le persone con cui ci arrabbiamo di più sono quelle a cui vogliamo più bene).
Se invece questi sentimenti non vengono riconosciuti apertamente e non vengono accettati si rischia di “agirli” diventando indifferenti e insensibili verso la persona che sta male.

Quali sentimenti attiva la relazione con il depresso?
Estraneità
Le persone depresse sembrano sperimentare un improvviso cambiamento di personalità: diventano negative, apatiche, indifferenti a tutto e a tutti, irritabili e sempre di cattivo umore.
I familiari del depresso sono spesso sconcertati da questo cambiamento e hanno l’impressione di non riconoscere più l’individuo distruttivo che ha preso il posto del loro caro.
È bene sapere che questo cambiamento è solo temporaneo e che una volta superato l’episodio depressivo il vostro caro ritornerà la persona che conoscete e amate.

Senso di colpa
Il senso di colpa è un vissuto molto comune nella relazione con la persona depressa e più il legame è stretto (in particolar modo se si tratta di una relazione genitore –figlio) più il senso di colpa può essere intenso e difficile da gestire.
Noi tutti tendiamo a sentirci responsabili del benessere delle persone che amiamo e, di conseguenza, ci sentiamo parzialmente responsabili della loro infelicità.
Questa convinzione si traduce nella sensazione di non fare abbastanza per aiutare e rendere felice la persona che sta male. Purtroppo non è in nostro potere ridare alla persona che sta soffrendo la gioia di vivere e la fiducia nella vita, soprattutto se il depresso è un genitore.

La depressione è un disagio che dipende da un’interazione di cause psicologiche, biologiche e sociali e da eventi scatenanti (un lutto, la menopausa, un licenziamento, condizioni di vita sfavorevoli, ecc.).
Detto in altri termini: la persona depressa sta male per una serie di motivi che hanno poco a che fare con noi e molto a che fare con il suo assetto psicologico e biologico.
Quello che si può fare è stare vicini alla persona che soffre, ma senza attribuirsi la responsabilità del suo malessere (a meno che il depresso sia stato gravemente danneggiato da un nostro comportamento).

Un vissuto di rifiuto
La depressione comporta un ripiegamento su se stessi e sui propri problemi, per questo motivo il depresso può ferire i sentimenti delle persone che gli stanno accanto senza nemmeno accorgersene.
Inoltre, la depressione è caratterizzata dalla diminuzione della capacità di provare amore e gioia: chi è depresso in modo grave non sente più niente verso le persone che un tempo gli erano care, ma l’amore viene sostituito da una profonda indifferenza verso tutto e tutti.

A volte il depresso si mostra irritabile e di cattivo umore e può far capire che la presenza di amici e parenti, lungi dall’essergli d’aiuto, gli dà solo fastidio.
Per tutte queste ragioni, relazionarsi con una persona depressa può essere estremamente doloroso: il partner o i familiari del depresso si sentono respinti ingiustamente, non amati ed esclusi dalla sua vita. Altre volte, invece, il depresso cerca continuamente l’affetto e l’attenzione di amici e parenti, chiamandoli a tutte le ore e sommergendoli con i suoi problemi senza alcun riguardo per le loro esigenze salvo poi svalutare sistematicamente tutto l’aiuto che riceve.

Rabbia
La rabbia nei confronti di una persona cara che sta male è forse il sentimento più difficile da gestire. Eppure i familiari di un depresso finiscono per provare molta rabbia ed arrivare quasi ad odiare il malato. La rabbia nasce dalla sensazione che il depresso si pianga addosso, facendo tragedie per piccolezze e che faccia poco o niente per stare meglio.
Bisogna capire che la persona depressa è in una condizione di grave sofferenza psicologica da cui non può uscire con la sola forza di volontà: la depressione paralizza la volontà e la capacità di agire.
La riluttanza a farsi curare è un altro aspetto della depressione.
Il depresso sente che il suo è un caso troppo grave, che nessuno può capirlo e aiutarlo e che qualsiasi tipo di cura con lui non funzionerà.
Spesso il rifiuto delle cure, comune a molti depressi, può nascondere forti sensi di colpa che causano un bisogno di punizione.

Depressione e impotenza
Recenti ricerche psicologiche hanno evidenziato che la tristezza tende ad estendersi alle persone che entrano in contatto con la persona depressa. In un certo senso la depressione è “contagiosa”: la relazione con una persona depressa può risvegliare in chi la circonda delle tendenze depressive latenti peggiorando il loro umore. L’impotenza è un’altra sensazione che si prova nella relazione con un depresso: non si sa cosa fare, come aiutare qualcuno che sta male ma che allo stesso tempo respinge il nostro aiuto.

Che cosa fare e che cosa non fare con una persona depressa
Non sdrammatizzare
Evita le rassicurazioni facili del tipo: “Vedrai che ogni cosa andrà per il meglio”, evita anche di minimizzare o di sdrammatizzare. Anche se le intenzioni sono buone, il depresso si sentirà non capito e si chiuderà ancora di più in se stesso.

Evita le prediche
Meglio evitare anche le esortazioni all’ottimismo, o il classico consiglio di “tirarsi su”. Questi atteggiamenti, non sono solo controproducenti perché contribuiscono a colpevolizzare una persona che si colpevolizza già abbastanza di suo, ma sono anche perfettamente inutili. Dire ad un depresso di “tirarsi su” è come dire ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare. Non si ricorderà mai abbastanza che la depressione è disagio psicologico che annulla la capacità di volere e di prendere delle iniziative.

Cerca di essere empatico
Un atteggiamento di ascolto, rispetto ed empatia è la soluzione che funziona meglio. Solo quando il depresso si sente ascoltato e capito, può cominciare a vedere la situazione in modo più obiettivo.
Informazioni e appoggio concreto servono più dei consigli
Le prediche e i consigli servono a poco, meglio invece informarsi su centri, terapie e specialisti per la depressione. Dal momento che la persona depressa è incapace di attivarsi da sola, noi possiamo giocare un ruolo importante nel suo processo di guarigione. Questo può voler dire dare un aiuto concreto: per esempio, telefonare e accompagnare il depresso alla visita.

Impara a dare dei limiti
Stare vicini ad una persona depressa è difficile e frustrante. Alcuni depressi chiedono costantemente amore e attenzioni: ti trattengono ore al telefono, telefonano a tutte le ore del giorno e della notte, pretendono che tu sia sempre a disposizione.
Nei casi più gravi, alcune persone depresse possono giocare inconsciamente la carta del ricatto emotivo: ti fanno capire che soltanto tu puoi salvarli dal suicidio e che basta un tuo gesto sbagliato per peggiorare le loro condizioni psicologiche e far loro commettere un atto irreparabile.

È importante non assecondare questi comportamenti della persona depressa ma imparare a porle dei limiti che l’aiuteranno a gestire meglio la sua condizione.
Di solito, una persona in uno stato depressivo tende ad affidare agli altri la responsabilità della sua vita e della sua felicità e in questo modo non attiva le sue risorse psicologiche. Il messaggio che si deve trasmettere al depresso è che anche se può contare sull’appoggio degli altri, la sua guarigione dipende da lui ed è lui in prima persona che deve attivarsi per stare meglio.

Proponi al depresso delle attività piacevoli e divertenti
Un depresso non è di buona compagnia, o tace perso in tetri pensieri o ti affligge con interminabili monologhi sui suoi problemi. Per salvaguardare la tua e la sua salute mentale, non assecondarlo nelle sue elucubrazioni ma organizza attività ricreative e divertenti. Vai con il depresso a far shopping, a teatro, al cinema, in discoteca, in palestra, a fare una passeggiata, ecc. Anche se non puoi aspettarti che il depresso partecipi con entusiasmo, il solo fatto di fare qualcosa di diverso dalla solita routine contribuirà a migliorare il suo umore.

Trova il tempo per ricaricarti
Star vicini ad una persona depressa può essere difficile e frustrante: più il legame è importante, più la relazione con il depresso può attivare dei vissuti intensi e dolorosi.
Pertanto è necessario imparare a “tutelarsi”, senza farsi assorbire totalmente dai problemi dell’altro e rispettando i propri limiti psicologici.
È importante prendersi degli spazi per sé per ricaricarsi, trovarsi delle valvole di sfogo, frequentare delle persone positive. In questo modo si avranno le energie per aiutare la persona depressa.

Usa la tecnica del paradosso
Il depresso si lamenta? Non cercare di tirarlo su, mostrati invece più negativo di lui, parlando con toni di esagerato pessimismo della vita e dei rapporti umani. Alcuni psicologi di origine sistemica hanno utilizzato questa tecnica con depressi non gravi, ottenendo dei risultati significativi. Quando lo psicologo si mostrava più depresso del paziente, in terapia si verificava un’inversione dei ruoli: il paziente cercava di consolare lo psicologo, e così facendo, il suo modo di vedere la vita cambiava radicalmente e il suo umore migliorava.

Fonte: www.giacinto.org

Dieci letture (di scienza) sotto l'ombrellone

05 Agosto 2013

di Viola Rita

Da un genetista che costruisce un algoritmo per trovare moglie a un fisico medico scomparso insieme a tre sorgenti di radio. O ancora, dalla prima donna premio Nobel che scrive alle figlie, alla signora delle stelle recentemente scomparsa, passando per un genio della quantistica raccontato dall’esterno e un’innovativa storia dell’evoluzione. Sono solo alcune delle storie, scientifiche s'intende, che quest'estate potete scegliere di portare con voi sotto l'ombrellone. Noi ne abbiamo selezionate dieci: quale scegliereste per le vostre vacanze?

Leggi tutto: Dieci letture (di scienza) sotto l'ombrellone

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