

Attività culturali

Intervistiamo l'urbanista Chiara Braga, nuova responsabile per le tematiche ambientali nella segreteria del Partito democratico
[13 dicembre 2013]
Chiara Braga, quali sono le priorità ambientali per il Paese, nell’ottica della segreteria del PD composta da Renzi?
«Una tra tutte la tutela del territorio ed il contrasto al dissesto idrogeologico. Come ha ricordato oggi il Presidente Napolitano il nostro è un paese fragile e prezioso, troppe volte maltrattato. Serve investire di più in prevenzione e consapevolezza del rischio dei cittadini, per ridurre l’impatto degli eventi climatici sempre più estremi, e mettere in condizioni gli enti locali di attivare immediatamente investimenti finalizzati alla difesa del suolo. Il PD è impegnato in questa direzione da tempo e sta combattendo questa battaglia anche in queste ore, nella discussione sulla legge di stabilità. E poi portare finalmente in porto la legge per porre fine al consumo di suolo ed insieme scommettere sul recupero e la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio edilizio esistente».

La Fondazione CON IL SUD promuove la terza edizione del Bando Volontariato, rivolto alle organizzazioni e reti di volontariato del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia). Attraverso il bando non saranno sostenuti progetti specifici, ma interventi per rafforzare le principali attività di volontariato, amplificarne l'impatto sociale sul territorio, favorendo la sperimentazione di nuove modalità di lavoro e cooperazione.
Il Bando mette a disposizione 10 milioni di euro di risorse private per sostenere programmi che prevedano una durata compresa tra i 18 e i 24 mesi con contributi tra gli 80.000 e i 120.000 euro per le Reti nazionali (fino a un massimo di 2,5 milioni di euro), e tra i 40.000 e i 60.000 euro per le Reti locali (fino a un massimo di 7,5 milioni di euro). L'obiettivo è, da un lato, accrescere l'impatto sociale sulla comunità delle Reti nazionali con attività finalizzate al coordinamento, rafforzamento e sviluppo nel territorio di riferimento e, dall'altro, migliorare e ampliare l'offerta dei servizi ai cittadini, rafforzando il ruolo e l'impatto dell'azione svolta dalle Reti locali di volontariato nel Mezzogiorno.
La Debrett's, la scuola simbolo di etichetta londinese che dal 1779 istruisce la nobiltà inglese, lancia corsi per insegnare un comportamento corretto nell'uso delle nuove tecnologie. E anche la webzine Mashable stila un decalogo dal quale non derogare mai. Per non essere additato come il bifolco degli uffici
di NICOLA PERILLI
Fonte: Repubblica
UN'ULTIMA controllata alle mail prima di addormentarsi. Il buongiorno su Whatsapp prima ancora di aprire gli occhi. Il giornale sul tablet durante la colazione. Un messaggio al volo prima che scatti il verde al semaforo. E poi eccoci in ufficio, dove la nostra ormai irrefrenabile "tecno addicted" non si placherà affatto a scapito del nostra produttività e dei nostri rapporti sociali. No, non è un luogo comune ma quanto emerge da un sondaggio condotto su oltre un migliaio di dirigenti aziendali che hanno detto la loro in fatto di rapporti dei loro dipendenti con la tecnologia e la conseguente efficienza e socialità. Quello che ne è venuto fuori è che il 77 per cento degli intervistati pensa che le abilità sociali, intese come relazioni e rapporti interpersonali, siano peggiorate nell'arco degli ultimi vent'anni, mentre per il 72 per cento degli amministratori aziendali vede nei cellulari nel loro uso smodato la prima causa di maleducazione in ambito lavorativo. Un altro 65 per cento riconosce invece una sorta di ossessione, soprattutto nei lavoratori più giovani, nei confronti del web e che questa abitudine alla tecnologia abbia un inevitabile effetto negativo sulle relazioni "faccia a faccia", e non solo: un quattro per cento lamenta l'incapacità di alcuni dipendenti di scrivere una lettera penna e foglio, senza l'ausilio di una tastiera e uno schermo.
Net-galateo, poche regole per non sbagliare mai
"Sono dati allarmanti. I ragazzi oggi non sanno nemmeno stringere correttamente una mano per presentarsi, giocherellano col telefono durante i meeeting, mandano messaggi con emoticon ai capi, in altre parole, spesso rischiano di essere imbarazzanti sul posto di lavoro" dice Louise Ruel, direttrice del corso sulla netiquette (incrocio di parole tra net e etiquette, che appunto richiama all'uso delle buone maniere quando si parla di tecnologie) appena inaugurato alla Debrett's, la scuola simbolo di etichetta londinese che dal 1779 istruisce la nobiltà inglese. "L'educazione britannica è rinomata nel mondo ma le tecnologie, stando a questi dati, sono una minaccia per il comportamento. Per questo abbiamo pensato che queste buone maniere come le altre andassero insegnate", aggiunge ancora la Ruel. "Dalle ricerche risulta che i ragazzi hanno bisogno di diversificarsi al di là dei successi accademici. E molti non sanno distinguere tra situazioni formali e informali. Non bastano ottimi curriculum per farsi spazio nel mondo del lavoro se poi si pecca in "social intelligence"", spiega la direttrice del corso aperto ad una fascia d'età compresa tra i 21 e i 30 anni: "È il gap d'età più delicato tocca i ragazzi più abituata all'utilizzo di smartphone e computer e che parallelamente si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro". Così per mille sterline (di certo non si può dire sia economico) e un fine settimana "full immersion" nelle buone maniere "tech" si impara, a parte l'ovvio divieto di postare foto compromettenti, che in azienda il cellulare ha dei divieti: mai fare phubbing (incrocio tra phone e snubbing) ossia rispondere alle mail e sms ignorando chi ci sta di fronte, spegnerlo durante un colloquio, mai usare sms per parlare ad un capo o per comunicare brutte notizie, tantomeno per chiedere un giorno di malattia.
Non solo cellulare, anche le mail nascondono insidie. Per esempio non usare le maiuscole per enfatizzare, controllare lo spelling delle parole e scegliere con attenzione il nome del proprio account (il decalogo completo del galateo delle mail è possibile sfogliarlo nella gallery allegata). Ma la vita tecnologica e sociale in un ufficio e tra colleghi in generale non si richiude esclusivamente al telefonino o alla casella di posta elettronica ci sono altre piccole regole che aiutano ad una buona convivenza lavorativa 2.0. A stilare questi otto consigli ha pensato il magazine newyorkese Mashable.
Uno. Vietato staccare (magari anche distrattamente) una spina altrui dalla presa. Potrebbe caricare un apparecchio importante, magari il laptop del collega che sta finendo di scrivere la relazione per il capo. Due. Via le cuffiette quando girate per gli uffici. Se siete abituati ad ascoltare musica mentre lavorate alla scrivania e giustamente per non disturbare avete su gli auricolari ricordate di toglierle magari alla pausa caffè: potrebbe essere considerato antisociale. Tre. Tassativamente vietato usare i computer degli altri senza permesso. Nemmeno per controllare al volo la mail o per sbirciare una pagina web al volo. La postazione fissa del pc del lavoro, anche se aziendale è vista come un bene personale e quindi privata. Quattro. Non lasciare a secco stampanti e fotocopiatrici. Se finisce la carta o il toner mentre state stampando o fotocopiando, ricordatevi di aggiungere quel che manca prima di andare via. Eviterete le maldicenze del collega che le userà dopo di voi. Cinque. Questo per quanto semplice vale la pena ripeterlo: i cellulari vanno tenuti silenziosi. Sempre e comunque. Sei. Non abusare dell'uso di laptop in riunione. Se non sono indispensabili, meglio lasciarli alla scrivania. Colleghi e superiori potrebbero essere infastiditi dalla vostra distrazione. Sette. Le chat aziendali e private su cui trovare i colleghi vanno usate con misura, meglio raggiungere l'interessato alla propria postazione e parlarci a voce al posto di un continuo scambio di messaggini scritti. Otto. Giù le dita dagli schermi altrui. Se c'è da indicare un punto o un'immagine sullo schermo del pc o del tablet del vostro collega non appoggiate i polpastrelli. Basta indicarlo a pochi centimetri. Lui vi ringrazierà.
di Federico Arcangelo Marra
Fonte: Il Ponte Nuovo (anno 6 numero 4 - ottobre/novembre 2013)
E' di queste settimane la notizia che il Teatro Mascheranova, sede storica della compagnia teatrale Mascheranova in via V.Emanuele, 172 è stato chiuso e al momento non è stata trovata una sede alternativa. La Compagnia Teatrale, nata nel 1991, si è avvalsa della collaborazione di attori e registi professionisti e sin dalla sua nascita. In particolare nel 1992 mette in scena il capolavoro di Eduardo (Filumena Marturano) con la prestigiosa regia di Franco Angrisano, che trasmette agli attori gli insegnamenti ricevuti dal grande maestro. Questo spettacolo viene rappresentato in vari città italiane e riceve ben 8 premi in 4 diversi festival.
Dal 1990 al 1997, nonostante le difficoltà oggettive dovute alla mancanza di una sede consona al lavoro della Compagnia, Mascheranova riesce comunque ad allestire 9 spettacoli, laboratori teatrali per ragazzi, per 4 anni la Rassegna di teatro amatoriale Teatro mi(o) diletto e per tre anni la Rappresentazione Sacra della passione e morte di Cristo Passio et mors Christi. Infine nel 1999 nasce il Teatro Mascheranova, autofinanziato dagli associati e ininterrottamente fino al 2013 ha organizzato la stagione teatrale con un cartellone di spettacoli che spazia dalla farsa alla commedia, dal teatro civile al cabaret, dal teatro sperimentale al varietà. Oggi purtroppo nonostante almeno due strutture teatrali presenti a Pontecagnano Faiano non si riesce a trovare una sede adeguata e duratura a questa iniziativa oramai ventennale che consente di avvicinare giovani e meno giovani a quest’arte non solo come semplici spettatori ma come veri protagonisti. Purtroppo i costi delle strutture sono insostenibili per gli associati e i simpatizzanti di questa associazione, che per svolgere le loro attività teatrali e didattiche, hanno bisogno di uno spazio adeguato ed attrezzato. Tali iniziative rendono un servizio alla collettività non quantificabile in termini economici ma in termini sociali e culturali. Da un lato consentono ai cittadini di avvicinarsi al teatro e quindi arricchire il proprio bagaglio culturale ma possono anche rappresentare una opportunità per impiegare il proprio tempo libero avendo la possibilità di cimentarsi in questa arte. Partendo da queste premesse e considerazioni e vista la disponibilità di questi due teatri, il cinema nuovo e il teatro San Paolo presso la “Casa del ragazzo”, chiediamo all’amministrazione comunale di supportare quest’associazione, che sicuramente svolge una attività sociale non trascurabile, in modo da poter usufruire anche parzialmente di una delle suddette strutture o individuando delle alternative, contribuendo a parte delle spese. Strutture che potrebbero essere utilizzate anche per altre iniziative d’interesse pubblico.
E ora che Renzi ha vinto le primarie del Pd e si candida a diventare presidente del Consiglio? greenreport.it, come noto homeless da anni dal punto di vista di un partito che rappresenti il suo orizzonte politico, non si è schierato per un candidato per la segreteria del Pd prima dell’8 dicembre e non sosterrà, per formazione, un candidato in quanto tale alle future elezioni. Anche quando indicò Bersani come uomo che poteva governare l’Italia nel mare in tempesta lo fece principalmente sulla base del programma che aveva proposto. Così come ha valutato i programmi di Sel, fino al governo Berlusconi. E questo nonostante sia un giornale che smaccatamente e da sempre guarda a sinistra.
Le motivazioni sono molte, la principale è che il nostro punto di vista è quello della sostenibilità e su quello misuriamo la distanza di un partito dalle nostre idee e del candidato che dovrebbe perpetrarle nella sua eventuale azione di governo. La domanda quindi non è quanto è nuovo Renzi, quanto è rottamatore Renzi, ma quanto riuscirà e se ha la volontà di far cambiareverso al Pd in direzione del paradigma dell’economia ecologica, per noi la via maestra per uscire dalle crisi (economica, sociale, ambientale) e porre così le basi per uno sviluppo più sostenibile e duraturo. Che non è la protezione del territorio sic et simpliciter, ma sono scelte economiche e sociali dirimenti e profonde. Che facciano rialzare la testa a questo Paese, in modo che torni così ad avere una voce autorevole in Europa che si opponga all’austerità merkeliana, ma restando dentro l’Ue. Che abbia in testa un piano industriale per l’Italia “interamente ecologico”, che si basi sulla rinnovabilità dell’energia e della materia. Questo è per noi “il nuovo” che conta.
La Finanza territoriale" Firenze, 12 dicembre
Il Rapporto, curato dalla “rete” degli istituti composta da SRM, IRES, IRPET, EUPOLIS, IPRES e LIGURIA Ricerche, sarà presentato presso la Sala Verde della CR FIRENZE in via De’ Pucci 1, alle ore 9,30.
La 9° edizione dSRM presenta il "Rapporto 2013 el volume offre una panoramica aggiornata su questa difficile e contraddittoria fase che stanno vivendo le istituzioni decentrate del Paese.
La prima parte del report approfondisce la congiuntura della finanza locale dell’anno 2013; la seconda parte è una monografia con casi studio sulla programmazione per lo sviluppo delle regioni e sull’utilizzo dei fondi strutturali 2007-2013 con le prospettive per il periodo 2014-2020. Dai dati emerge il difficile momento che gli Enti territoriali (Regioni, Province, Comuni) stanno attraversando ormai da tempo, con la conseguente diminuzione, per il terzo anno consecutivo, degli investimenti. La crisi economica persistente da un lato e i vincoli del Patto di Stabilità dall’altro, rendono non semplice e ffettuare interventi per lo sviluppo del territorio e quanto mai urgente la necessità di trovare alternative alla finanza pubblica per realizzare infrastrutture e per fornire servizi sempre più di qualità al cittadino.
Ne discuteranno esperti del settore, rappresentanti del mondo accademico e istituzionale. Vai sul sito di SRM

Non importa quanto siamo bravi a ricordare le cose: anche le persone con una memoria straordinaria risultano essere soggette alla distorsioni della memoria, ossia alla creazione di falsi ricordi. A svelarlo è uno studio condotto da Lawrence Patihis e i suoi colleghi della University of California, per stabilire finalmente se gli individui affetti da ipertimesia siano immuni a questo tipo di alterazioni delle funzioni mnemoniche.
L’ipertimesia, o Hmas (Highly Superior Autobiographycal Memory) è una condizione per cui l’individuo possiede una memoria autobiografica superiore, che gli permette di ricordare con precisione la maggior parte degli eventi vissuti nella propria vita con un gran numero di dettagli (anche apparentemente irrilevanti, come il giorno della settimana), a partire dall’infanzia. Si tratta di una sindrome estremamente rara (sinora solo 21 casi sono stati accertati), e proprio per questo ancora in parte oscura. Per studiare meglio la condizione, e le alterazioni mnemoniche a cui potrebbe essere soggetta, gli scienziati hanno condotto una ricerca che confrontava la vulnerabilità ai falsi ricordi di 58 candidati, 38 dei quali con una memoria considerata normale, e 20 ipertimesici.
di Guido Dalla Casa - 10/11/2013
Fonte: Arianna Editrice [scheda fonte]
Premesse
Oggi sappiamo che:
- - Siamo parte dell’Ecosfera come cellule appartenenti a un Organismo e quindi possiamo vivere solo quando l’Ecosfera è in buona salute: dobbiamo seguire le norme che ne consentono la Vita;
- - Il numero massimo di umani che la Terra può supportare è limitato. Gli studi più attendibili in proposito danno valori attorno ai due miliardi di individui, come media grossolana in funzione dei consumi e del modo di vivere. Numeri più alti possono persistere solo per tempi limitati;
- - L’Ecosfera ha impiegato quattro miliardi di anni per divenire ciò che è, o che è stata fino all’inizio dell’éra industriale;
- - L’Ecosfera è un sistema altamente complesso, con moltissime variabili e retroazioni, mentre il sistema economico ha una sola variabile (il denaro): l’economia dipende dall’Ecosistema ma non può integrarsi se non ne segue le esigenze vitali. L’economia è un dettaglio dell’ecologia e non viceversa;
- - L’Ecosfera è in grado di autoripararsi (omeostasi) mantenendo la sua struttura, la sua vita e la sua creatività solo se ha un alto livello di biodiversità;
- - L’energia che fluisce attraverso l’Ecosfera e la mantiene in vita proviene dal Sole, che tiene in vita tutti gli esseri senzienti, in gran parte attraverso il processo ciclico fra la funzione clorofilliana e la respirazione;
- - Non vi può essere una crescita continua dell’economia: si tratta di un fenomeno impossibile. E’ necessario svincolare totalmente l’occupazione dallo sviluppo economico, lavorando di meno e abolendo la distinzione fra lavoro e tempo libero. Occorre gestire il transitorio verso una situazione stazionaria con consumi molto inferiori a quelli attuali;
- - La competizione e il desiderio continuo dei beni materiali non sono caratteristiche universali dell’umanità, anzi sono in generale proprie di una particolare cultura umana, anche se sta invadendo tutto il mondo.
Sessantatre pagine che l’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati ha desecretato e reso pubbliche; trovate il documento integrale nell’allegato Pdf. Sono le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone alla Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti in Campania rese il 7 ottobre 1997. Sedici anni fa si sapeva già che sotto quelle terre c’erano rifiuti tossici pericolosissimi e che l’impatto sulla popolazione sarebbe stato devastante.
Quello che Terra Nuova mette a disposizione è il testo desecretato del resoconto stenografico dell’audizione del pentito Carmine Schiavone. Il documento è consultabile presso l'Archivio storico della Camera. Da quelle 63 pagine emerge una realtà agghiacciante: traffico illegale di scorie pericolose, fusti di rifiuti tossici interrati nelle cave, coperture politiche e massoniche, l’impatto devastante sulla salute della popolazione e sull’ambiente. Nel 1997 Schiavone aveva già raccontato tutto, ma quei documenti erano stati secretati. Afferma che i documenti sono stati consegnati a inquirenti e istituzioni.







