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Attività culturali

Volontariato online

28 Agosto 2013

Volete fare del volontariato, ma non potete andare ovunque? Il vostro tempo libero non coincide con gli orari convenzionali? Provate con il volontariato online e impegnate il vostro tempo e le vostre competenze a vantaggio della società via Internet.

 

Se il volontariato sul posto è particolarmente difficile per voi a causa di una disabilità, un impegno domestico, problemi di trasporto e orari di lavoro, potreste prendere in considerazione il volontariato online. Se avete un computer, un collegamento a Internet e le giuste competenze, questa potrebbe essere la soluzione che fa per voi.

Le vostre mansioni dipenderanno dalle vostre capacità e competenze. Potete creare volantini, gestire un sito web, tradurre testi, produrre video, progettare una banca dati, gestire attività di reti sociali online o elaborare un software. Potete anche semplicemente fornire consulenze di esperti (ad esempio nel campo del diritto o dell'istruzione), rispondere a e-mail per conto di un’organizzazione o svolgere ricerche.

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Diritti dei consumatori nell’UE? Sì può migliorare.

12 Agosto 2013
Diritti dei consumatori nell’UE? Sì può migliorare. - AcquistiVerdi.it

Ancora oggi soltanto il 35% degli europei ha fiducia negli acquisti online transfrontalieri (ovvero da venditori di altri Paesi UE) e 7 consumatori su 10 non sanno come comportarsi se ricevono prodotti che non hanno ordinato. Purtroppo la pagella sulle condizioni dei consumatori pubblicata dalla Commissione Europea non presenta grandi voti.

C’è bisogno di nuovi incentivi per riportare la fiducia dei consumatori, sia negli acquisti online che offline, ai livelli della sufficienza. In aumento i ricorsi.

“Sono stati fatti dei progressi, soprattutto nella diffusione del commercio elettronico, ma sono necessari miglioramenti in altri campi – ha commentato Neven Mimica, commissario europeo per la politica dei consumatori".

Tra i principali risultati della pagella, che potete consultare inparte anche in italiano, segnaliamo quello su cui siamo più sensibili: aumentano gli acquisti verdi.

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Come aiutare una persona depressa

10 Agosto 2013

 

La depressione è un disagio psicologico che interferisce significativamente sulle relazioni interpersonali della persona depressa: chi è depresso si sente solo e non amato anche quando è circondato da una rete di amici e familiari affettuosi.

D’altra parte, poche cose possono incidere negativamente su un rapporto come una prolungata depressione. Il depresso desidera ardentemente l’affetto degli altri ma allo stesso tempo tende a respingerli chiudendosi in se stesso oppure svalutando quello che gli altri fanno per lui.
Spesso i familiari della persona depressa hanno la sensazione che più fanno meno il loro aiuto venga riconosciuto e apprezzato, anzi, il depresso, lungi dall’essere grato per le premure di cui è oggetto, sprofonda sempre di più nello stato depressivo.

In altri casi, il depresso può irritarsi verso la persona che cerca di aiutarlo sentendo che l’affetto che gli viene manifestato è troppo poco, troppo tardi e non serve a farlo guarire dal suo disagio.
Per tale ragione può succedere che le persone che vivono con un depresso, soprattutto se si tratta di una prolungata depressione, comincino a nutrire dei suoi confronti dei forti sentimenti negativi come rabbia, fastidio, impotenza e senso di colpa.

È bene non colpevolizzarsi per questi vissuti spiacevoli sapendo che sono assolutamente normali e che provano quanto sia importante la relazione con la persona depressa (di solito le persone con cui ci arrabbiamo di più sono quelle a cui vogliamo più bene).
Se invece questi sentimenti non vengono riconosciuti apertamente e non vengono accettati si rischia di “agirli” diventando indifferenti e insensibili verso la persona che sta male.

Quali sentimenti attiva la relazione con il depresso?
Estraneità
Le persone depresse sembrano sperimentare un improvviso cambiamento di personalità: diventano negative, apatiche, indifferenti a tutto e a tutti, irritabili e sempre di cattivo umore.
I familiari del depresso sono spesso sconcertati da questo cambiamento e hanno l’impressione di non riconoscere più l’individuo distruttivo che ha preso il posto del loro caro.
È bene sapere che questo cambiamento è solo temporaneo e che una volta superato l’episodio depressivo il vostro caro ritornerà la persona che conoscete e amate.

Senso di colpa
Il senso di colpa è un vissuto molto comune nella relazione con la persona depressa e più il legame è stretto (in particolar modo se si tratta di una relazione genitore –figlio) più il senso di colpa può essere intenso e difficile da gestire.
Noi tutti tendiamo a sentirci responsabili del benessere delle persone che amiamo e, di conseguenza, ci sentiamo parzialmente responsabili della loro infelicità.
Questa convinzione si traduce nella sensazione di non fare abbastanza per aiutare e rendere felice la persona che sta male. Purtroppo non è in nostro potere ridare alla persona che sta soffrendo la gioia di vivere e la fiducia nella vita, soprattutto se il depresso è un genitore.

La depressione è un disagio che dipende da un’interazione di cause psicologiche, biologiche e sociali e da eventi scatenanti (un lutto, la menopausa, un licenziamento, condizioni di vita sfavorevoli, ecc.).
Detto in altri termini: la persona depressa sta male per una serie di motivi che hanno poco a che fare con noi e molto a che fare con il suo assetto psicologico e biologico.
Quello che si può fare è stare vicini alla persona che soffre, ma senza attribuirsi la responsabilità del suo malessere (a meno che il depresso sia stato gravemente danneggiato da un nostro comportamento).

Un vissuto di rifiuto
La depressione comporta un ripiegamento su se stessi e sui propri problemi, per questo motivo il depresso può ferire i sentimenti delle persone che gli stanno accanto senza nemmeno accorgersene.
Inoltre, la depressione è caratterizzata dalla diminuzione della capacità di provare amore e gioia: chi è depresso in modo grave non sente più niente verso le persone che un tempo gli erano care, ma l’amore viene sostituito da una profonda indifferenza verso tutto e tutti.

A volte il depresso si mostra irritabile e di cattivo umore e può far capire che la presenza di amici e parenti, lungi dall’essergli d’aiuto, gli dà solo fastidio.
Per tutte queste ragioni, relazionarsi con una persona depressa può essere estremamente doloroso: il partner o i familiari del depresso si sentono respinti ingiustamente, non amati ed esclusi dalla sua vita. Altre volte, invece, il depresso cerca continuamente l’affetto e l’attenzione di amici e parenti, chiamandoli a tutte le ore e sommergendoli con i suoi problemi senza alcun riguardo per le loro esigenze salvo poi svalutare sistematicamente tutto l’aiuto che riceve.

Rabbia
La rabbia nei confronti di una persona cara che sta male è forse il sentimento più difficile da gestire. Eppure i familiari di un depresso finiscono per provare molta rabbia ed arrivare quasi ad odiare il malato. La rabbia nasce dalla sensazione che il depresso si pianga addosso, facendo tragedie per piccolezze e che faccia poco o niente per stare meglio.
Bisogna capire che la persona depressa è in una condizione di grave sofferenza psicologica da cui non può uscire con la sola forza di volontà: la depressione paralizza la volontà e la capacità di agire.
La riluttanza a farsi curare è un altro aspetto della depressione.
Il depresso sente che il suo è un caso troppo grave, che nessuno può capirlo e aiutarlo e che qualsiasi tipo di cura con lui non funzionerà.
Spesso il rifiuto delle cure, comune a molti depressi, può nascondere forti sensi di colpa che causano un bisogno di punizione.

Depressione e impotenza
Recenti ricerche psicologiche hanno evidenziato che la tristezza tende ad estendersi alle persone che entrano in contatto con la persona depressa. In un certo senso la depressione è “contagiosa”: la relazione con una persona depressa può risvegliare in chi la circonda delle tendenze depressive latenti peggiorando il loro umore. L’impotenza è un’altra sensazione che si prova nella relazione con un depresso: non si sa cosa fare, come aiutare qualcuno che sta male ma che allo stesso tempo respinge il nostro aiuto.

Che cosa fare e che cosa non fare con una persona depressa
Non sdrammatizzare
Evita le rassicurazioni facili del tipo: “Vedrai che ogni cosa andrà per il meglio”, evita anche di minimizzare o di sdrammatizzare. Anche se le intenzioni sono buone, il depresso si sentirà non capito e si chiuderà ancora di più in se stesso.

Evita le prediche
Meglio evitare anche le esortazioni all’ottimismo, o il classico consiglio di “tirarsi su”. Questi atteggiamenti, non sono solo controproducenti perché contribuiscono a colpevolizzare una persona che si colpevolizza già abbastanza di suo, ma sono anche perfettamente inutili. Dire ad un depresso di “tirarsi su” è come dire ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare. Non si ricorderà mai abbastanza che la depressione è disagio psicologico che annulla la capacità di volere e di prendere delle iniziative.

Cerca di essere empatico
Un atteggiamento di ascolto, rispetto ed empatia è la soluzione che funziona meglio. Solo quando il depresso si sente ascoltato e capito, può cominciare a vedere la situazione in modo più obiettivo.
Informazioni e appoggio concreto servono più dei consigli
Le prediche e i consigli servono a poco, meglio invece informarsi su centri, terapie e specialisti per la depressione. Dal momento che la persona depressa è incapace di attivarsi da sola, noi possiamo giocare un ruolo importante nel suo processo di guarigione. Questo può voler dire dare un aiuto concreto: per esempio, telefonare e accompagnare il depresso alla visita.

Impara a dare dei limiti
Stare vicini ad una persona depressa è difficile e frustrante. Alcuni depressi chiedono costantemente amore e attenzioni: ti trattengono ore al telefono, telefonano a tutte le ore del giorno e della notte, pretendono che tu sia sempre a disposizione.
Nei casi più gravi, alcune persone depresse possono giocare inconsciamente la carta del ricatto emotivo: ti fanno capire che soltanto tu puoi salvarli dal suicidio e che basta un tuo gesto sbagliato per peggiorare le loro condizioni psicologiche e far loro commettere un atto irreparabile.

È importante non assecondare questi comportamenti della persona depressa ma imparare a porle dei limiti che l’aiuteranno a gestire meglio la sua condizione.
Di solito, una persona in uno stato depressivo tende ad affidare agli altri la responsabilità della sua vita e della sua felicità e in questo modo non attiva le sue risorse psicologiche. Il messaggio che si deve trasmettere al depresso è che anche se può contare sull’appoggio degli altri, la sua guarigione dipende da lui ed è lui in prima persona che deve attivarsi per stare meglio.

Proponi al depresso delle attività piacevoli e divertenti
Un depresso non è di buona compagnia, o tace perso in tetri pensieri o ti affligge con interminabili monologhi sui suoi problemi. Per salvaguardare la tua e la sua salute mentale, non assecondarlo nelle sue elucubrazioni ma organizza attività ricreative e divertenti. Vai con il depresso a far shopping, a teatro, al cinema, in discoteca, in palestra, a fare una passeggiata, ecc. Anche se non puoi aspettarti che il depresso partecipi con entusiasmo, il solo fatto di fare qualcosa di diverso dalla solita routine contribuirà a migliorare il suo umore.

Trova il tempo per ricaricarti
Star vicini ad una persona depressa può essere difficile e frustrante: più il legame è importante, più la relazione con il depresso può attivare dei vissuti intensi e dolorosi.
Pertanto è necessario imparare a “tutelarsi”, senza farsi assorbire totalmente dai problemi dell’altro e rispettando i propri limiti psicologici.
È importante prendersi degli spazi per sé per ricaricarsi, trovarsi delle valvole di sfogo, frequentare delle persone positive. In questo modo si avranno le energie per aiutare la persona depressa.

Usa la tecnica del paradosso
Il depresso si lamenta? Non cercare di tirarlo su, mostrati invece più negativo di lui, parlando con toni di esagerato pessimismo della vita e dei rapporti umani. Alcuni psicologi di origine sistemica hanno utilizzato questa tecnica con depressi non gravi, ottenendo dei risultati significativi. Quando lo psicologo si mostrava più depresso del paziente, in terapia si verificava un’inversione dei ruoli: il paziente cercava di consolare lo psicologo, e così facendo, il suo modo di vedere la vita cambiava radicalmente e il suo umore migliorava.

Fonte: www.giacinto.org

Dieci letture (di scienza) sotto l'ombrellone

05 Agosto 2013

di Viola Rita

Da un genetista che costruisce un algoritmo per trovare moglie a un fisico medico scomparso insieme a tre sorgenti di radio. O ancora, dalla prima donna premio Nobel che scrive alle figlie, alla signora delle stelle recentemente scomparsa, passando per un genio della quantistica raccontato dall’esterno e un’innovativa storia dell’evoluzione. Sono solo alcune delle storie, scientifiche s'intende, che quest'estate potete scegliere di portare con voi sotto l'ombrellone. Noi ne abbiamo selezionate dieci: quale scegliereste per le vostre vacanze?

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Decresco, quindi sono

04 Agosto 2013

 Fonte: Movimento per la Decrescita Felice [scheda fonte]


Se apriamo il vocabolario e cerchiamo «benessere», la definizione fa riferimento a: stato di buona salute fisica e psichica, felicità, senso di benessere interiore o prosperità economica, agiatezza. Per società del benessere si intende la nostra, quella occidentale, caratterizzata da agiatezza collettiva e un elevato reddito pro capite. Ma siamo proprio sicuri che la bussola dello sviluppo e del benessere di una società continui a essere solo determinata dal Pil (Prodotto interno lordo)?

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Inaugura l’Ecomuseo Virtuale del Paleolitico di Camerota (SA)

04 Agosto 2013
Sulle coste del Cilento nasce un nuovo museo capace di proiettare virtualmente il visitatore in una emozionante e coinvolgente immersione nelle grotte preistoriche di Camerota (SA).

Giovedì 1 agosto 2013, si è svolta l’inaugurazione del MUVIP – Ecomuseo Virtuale del Paleolitico, a Marina di Camerota, un suggestivo borgo affacciato sul mare.

Grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie di rilievo e di animazione tridimensionali, l’allestimento interattivo, curato da Asteria Multimedia insieme ad Arcella scarl, restituisce a questo territorio un importante tassello della sua millenaria storia, portato alla luce da decenni di scavi archeologici.

Realizzato con i fondi europei, grazie a un piano di Sviluppo Rurale della Regione Campania, il MUVIP costituisce il primo passaggio di un più lungo itinerario di conoscenza e di valorizzazione, promosso dal Comune di Camerota.

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Online il nuovo numero dei Quaderni di Economia Sociale

02 Agosto 2013

copertina quaderni ES

 

 

 

 

 

 

 

 

Quaderni di Economia Sociale
n. 3 - Luglio 2013

Disponibile online il nuovo numero dei Quaderni di Economia Sociale, realizzati da SRM e Fondazione CON IL SUD in collaborazione con Banca Prossima. Il numero affronta, nella prima parte, alcuni aspetti economici del terzo settore: in uno scenario che conferma il notevole dinamismo del non profit -anche alla luce dei primi risultati del 9° Censimento ISTAT -  si evidenzia ad esempio la necessità di sviluppare nuove forme di finanziamento, declinare nuovi modelli innovativi di interazione e di integrazione tra pubblico e privato. Nella parte seconda, continua l’approfondimento sulle Fondazioni di Comunità e il fenomeno immigratorio. Viene illustrato lo strumento Adottup, un progetto nato dalla collaborazione di intesa Sanpaolo e Confindustria per accompagnare meglio le imprese appena nate. Nella sezione voce del territorio si raccontano, infine, progetti e attività che dimostrano l’impegno vivo e quotidiano della comunità nel sociale.

Accedi o segui il link per scaricare il nuovo numero

 

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Dalla conferenza delle città sostenibili di Ginevra le soluzioni per uscire dalla crisi

19 Luglio 2013

Sullo sfondo la crisi, in primo piano gli Enti locali impegnati ad affrontare la quotidianità cercando di mantenere i servizi per i cittadini senza compromettere la qualità della vita. Lo scenario è simile in tutta l’Unione Europea ed è emerso chiaramente nella Settima Conferenza della Città Sostenibili (www.sustainablegeneva2013.org) che si è tenuta a Ginevra tra il 17 ed il 19 aprile scorsi.

“L’edizione 2013 non è stata certo la più spensierata – ha commentato Emanuele Burgin, presidente del Coordinamento della Agende 21 Locali Italiane – ma ha rappresentato un importante momento di confronto. Le molte conferenze e workshop hanno avute tutte l’obiettivo comune di dare una risposta concreta alla domanda più frequente: come superare questo momento di transizione mantenendo alta l’attenzione sulla sostenibilità?”

Dalla conferenza delle città sostenibili di Ginevra le soluzioni per uscire dalla crisi

 

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CHECK-UP MEZZOGIORNO - LUGLIO 2013

19 Luglio 2013

Il numero di luglio 2013 del Check-Up Mezzogiorno mostra che l’economia delle regioni meridionali soffre pesantemente il perdurare della crisi e rischia di non cogliere i primi segnali di ripresa. Al Sud solo nei primi 3 mesi del 2013, hanno chiuso i battenti quasi 50mila imprese, 552 cessazioni al giorno. In totale con la crisi, dal 2007 al 2012, nel Mezzogiorno si sono registrate 131mila cessazioni con un saldo netto negativo di 15mila imprese perse.

È in questa fase che diventa dunque prioritario difendere la base produttiva. Questo deve essere il punto fermo dell’azione del Governo sul Mezzogiorno: un utilizzo pieno ed efficace dei fondi strutturali, concentrato in particolare su impresa e lavoro. Il loro utilizzo però deve essere mirato: rifinanziamento del Fondo di Garanzia e ricapitalizzazione dei Confidi; sostegno agli investimenti delle imprese e agli acquisti di macchinari; riapertura dei cantieri di piccole e grandi opere; realizzazione dei Grandi Progetti infrastrutturali. Sono queste le quattro priorità su cui concentrare le risorse. 

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Un registro tumori in Campania

15 Luglio 2013

Gentile Ministro Lorenzin,
Sono un semplice cittadino di 21 anni, le scrivo come tale, non essendo affiliato ad alcun movimento politico o organizzazione.

Come molti miei coetanei in tutta Italia, da Varese a Trapani, studio all'Università (Medicina e Chirurgia), faccio attività fisica, ho degli interessi culturali che coltivo, degli amici, dei genitori che pagano le tasse.

Ma nonostante ciò, non sono ESATTAMENTE come i miei coetanei del resto d'Italia, ed il motivo è molto semplice: io vivo a San Felice a Cancello.

Come lei di certo saprà, San Felice è l'ulteriore vertice di quel tristemente noto Triangolo della Morte che comprende Nola, Marigliano, Acerra, e paesi limitrofi (come Pomigliano d'Arco, paese già noto per altre problematiche) a cui si aggiunge la Terra dei fuochi a nord di Napoli, e la zona compresa tra Caserta e Maddaloni, dove si trova la cava Cementir.

Fin da quando ero piccolo, nella mia famiglia ci saranno stati almeno una decina di casi di tumore, due dei quali sono stati letali, mentre gli altri sono stati fortemente debilitanti fisicamente ed emotivamente.

Se Lei venisse qui e interpellasse delle persone a caso a Caserta, Maddaloni, San Felice o Acerra, scoprirebbe che tutti - dico sul serio: TUTTI - hanno avuto un caso di tumore in famiglia.
Addirittura, due mie compagne di Liceo hanno perso i loro padri, a causa di un tumore. Sa qual è la cosa più triste? L'abitudine.

Noi di questa terra abbiamo a che fare con talmente tanti casi di tumore ogni anno, che ormai non ce ne sorprendiamo più: vediamo a questa malattia come ad una spece di "norma", ci rattristiamo quando veniamo a sapere di qualcuno che si ammala, ne conosciamo la gravità, ma sappiamo che vivendo qui era quasi inevitabile.

Ministro Lorenzin, badi bene: qui non si tratta del solito stereotipo del napoletano fatalista e piagnone, che si rassegna davanti alle difficoltà: nessuno di noi accetta di vivere in questa "normalità", nessuno di noi accetta di vivere pensando che, da qui ad un anno, potrebbe trovarsi su un letto d'ospedale a sperimentare la fragilità estrema del corpo umano.

Ministro della Salute, la prego, ci dia lo strumento per combattere questa battaglia: istituisca il Registro Tumori nella Regione Campania.

So che Lei ha dichiarato da poco di voler affrontare la problematica iniziando a studiarne l'epidemiologia, ebbene: ci dovrebbe essere già uno strumento per questo, se non fosse che la Consulta lo dichiarasse illegittimo perché non rientrava nei piani di rientro del deficit sanitario.

Ministro Lorenzin, non so cosa pensassero i Giudici della Corte Costituzionale quando hanno emesso questo verdetto; io so solo che mio cugino non ha mai potuto compiere 14 anni.

In fede,
Gianuario Cioffi

 

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