Emerge chiaramente l'indicazione che per far fronte in maniera efficace ai problemi ambientali e perseguire uno sviluppo economico e sociale sostenibile, in grado di preservare l'ambiente in cui viviamo e garantirlo alle generazioni future, i governi e le amministrazioni debbano informare e coinvolgere la collettività nelle decisioni che investono il territorio e la qualità della vita.

Ambiente ed Ecologia
Il cartone della pizza, rappresenta uno degli errori più comuni quando si fa la raccolta differenziata. Esso, infatti, non va gettato interamente nel bidone del cartone, almeno nella porzioni di esso che risultano unte e sporche di residui alimentari.
E allora dove buttare il contenitori della pizza? Nei comuni dove si effetta la raccolta dell'organico è possibile conferirli nel secchio dell'umido, altrimenti nel bidone dell'indifferenziata. Il cartone della pizza però ben si presta ad essere riutilizzato per la realizzazione di numerosi progetti di riciclo creativo ed in modo particolare per ottenere praticamente a costo zero dei giocattoli con cui i bambini possano divertirsi in maniera semplice, oltre che degli oggetti d'arredamento per la casa, come una lampada fai-da-te da tavolo o dei quadretti decorativi.
Scritto da Marta Albè
Fonte: greenme.it
Scritto da: Davide Mazzocco - martedì 9 aprile 2013
Fonte: ecoblog
Il brevetto permette di depurare l’acqua del fluoruro, sostanza che se assunta in eccesso può provocare danni a denti e apparato scheletrico
Il Consejo Superior de Investigaciones Científicas in collaborazione con l’Università di Addis Abeba ha brevettato un nuovo materiale per la purificazione dell’acqua. Grazie a questa invenzione è possibile eliminare il fluoruro dall’acqua utilizzando lo zeolite, un minerale scoperto dallo studioso Alex Fredrik Cronstedt che battezzò la sua scoperta “pietra che bolle” avendo notato che le pietre, una volta scaldate, liberavano vapore acqueo dalle gocce d’acqua rimaste imprigionate nelle sue cavità.
E' disponibile on line
Albergabici 2013 la guida di Fiab
alle strutture alberghiere amiche della bicicletta.
Fiab ha da pochi giorni messo on line Albergabici la guida di strutture alberghiere a cui è stato riconosciuto lo status di Amici della bicicletta. La Guida è anche cartacea e sarà allegata al numero 2/2013 di BC la rivista della FIAB destinata ai soci. La guida è scritta oltre che in italiano anche in inglese e tedesco.
Fonte: greenreport
Il sindaco può ordinare di adottare tutti gli accorgimenti necessari a limitare le emissioni acustiche provenienti dalle sorgenti rumorose presenti all'interno dell'attività produttiva, e può farlo con ordinanza contingibile e urgente basata sugli appositi accertamenti tecnici effettuati dalle competenti Agenzie Regionali che hanno rilevato il fenomeno di inquinamento acustico.
Lo ricorda il Tribunale amministrativo regionale dell'Abruzzo (tar) - con sentenza 18 marzo 2013, n. 162 - in riferimento alla questione dell'attività industriale (frantumazione e lavorazione inerti) presso un impianto a Casoli ricompreso in zona industriale.
Il sindaco del Comune ha imposto gli accorgimenti necessari a limitare le emissioni acustiche provenienti, in quanto l'attività industriale, anche se non ha superato il "valore assoluto di rumore", ha superato il "valore limite differenziale" di livello sonoro previsto (art. 4 del Dpcm 14 novembre 1997) perché - secondo il Tribunale - i valori limite differenziali, facendo specifico riferimento al rumore percepito dall'essere umano, mirano ancor più specificamente alla salvaguardia della salute pubblica, mentre i limiti assoluti d'immissione hanno la finalità primaria di tutelare dall'inquinamento acustico l'ambiente inteso in senso ampio.

Per ogni chilo di pasta secca prodotta in Italia sono necessari, in media, 1.924 litri d’acqua. Poco minore è l’impronta dell’acqua di una pizza di un peso di 725 grammi circa: 1.216 litri d’acqua.“Il mondo ha sete perché ha fame”, questo è lo slogan che la FAO ha coniato per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2013. E’ un legame intimo quello che esiste tra consumo idrico e produzione di cibo.
In Italia c’è un consumo di acqua di 152 metri cubi annui pro capite, che riflette un consumo parziale, riferito solo all’acqua che utilizziamo per usi domestici (bere, cucinare, lavare ecc.). L’acqua che consumiamo in realtà è molta di più. Non riusciamo a percepirla come tale perché è acqua che letteralmente “mangiamo”, contenuta in maniera invisibile nel cibo, ma la maggior parte viene utilizzata dal settore agricolo. Le implicazioni più negative avvengono quando, per esempio, si toglie acqua blu (l’acqua di fiumi e laghi o che proviene dalle falde sotterraneee) alle popolazioni più povere, in condizioni di scarsità, oppure quando si utilizzano fonti non rinnovabili al di sopra dei livelli di sostenibilità, a favore del mercato globale dei consumatori di cibo.
Business miliardari per le aziende e scarsissimi ritorni per le regioni, enorme impatto ambientale e alti costi per i consumatori
Il dossier "Acqua in Bottiglia - Un'imbarazzante storia all'italiana", presentato da Altraeconomia e Legambiente alla vigilia della giornata mondiale dell'acqua, rivela «Un giro d'affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali; l'uso di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, che determinano l'immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2: c'è un vero e proprio business dentro una bottiglia d'acqua. L'abitudine tutta italiana di preferire l'acqua in bottiglia a quella del rubinetto innesca, infatti, un meccanismo economico che porta immensi guadagni alle aziende imbottigliatrici e un'enorme consumo di risorse per il Paese, oltre ad alti livelli di inquinamento indotto e consumo di risorse».
In occasione della giornata mondiale dell'acqua, «Il problema dei canoni di concessione delle acque minerali e il tema della gestione delle risorse idriche ritornano fortemente attuali - dicono Legambiente ed Altraeconomia - per ribadire alcuni principi condivisi che andrebbero tenuti in conto per ogni attività relativa alla risorsa: l'acqua è risorsa limitata; l'acqua è un bene comune; chi inquina paga.Tre principi che dovrebbero guidare le Regioni nell'opera di revisione dei canoni di concessione, considerando l'altissimo valore della risorsa idrica, a maggior ragione quella di sorgente e di ottima qualità».
Fonte: greenme
Un cartellone che produce acqua. È il primo al mondo e lo hanno inventato gli ingegneri dell'Università di Ingegneria e Tecnologia di Lima, in Perù, con lo scopo di combattere la scarsità d'acqua che affligge il loro Paese, dove le persone sono costrette di solito a utilizzare pozzi spesso inquinati.
Ma come funziona? Il cartellone, che è il primo del suo genere al mondo, prevede l'utilizzo di avanzati sistemi di captazione delle acque e di filtrazione, in grado di convertire l'umidità presente nell'aria in acqua potabile. Dal momento che l'umidità atmosferica media nella zona raggiunge quasi il 98%, ma le precipitazioni sono scarse, il cartellone è in grado di produrre fino a 96 litri di acqua potabile al giorno che vengono conservati in serbatoi di riserva.
L'Istituto basco di ricerca e sviluppo agrario (Nekazal ikerketa eta garapenerako Euskal erakundeak - Neiker-Tecnalia) e l'impresa basca Ekonek stanno costruendo un impianto pilota di trattamento dei residui organici che ha l'obiettivo di produrre fertilizzanti ad alto valore aggiunto. L'impianto permetterà di utilizzare efficacemente il materiale organico derivante dagli impianti di biogas.
Il progetto pilota è finanziato con 1,5 milioni di euro dall'Unione europea all'interno del progetto CIP-Ecoinnovation. Il consorzio che lo sta realizzando è composto da Neiker-Tecnalia, Ekonek Innovation in Product Upgrading, Blue Agro e dall'azienda olandese Colsen. «L'obiettivo del progetto - spiegano a Neiker-Tecnalia - è quello di sfruttare la materia organica derivante da impianti di biogas dopo il processo di digestione anaerobica, che prevede di sottoporre il materiale a un processo di decomposizione in termini di mancanza di ossigeno. Da questa decomposizione si ottiene il biogas e la materia derivante dal processo è conosciuta come digestato. Neiker-Tecnalia intende utilizzare il prodotto, considerato in molte occasioni come un rifiuto, per la sua trasformazione in fertilizzante organico di alta qualità e fino a dieci volte più produttivo rispetto ai fertilizzanti tradizionali. Può essere utilizzato in colture di alto valore aggiunto, come campi sportivi, i coltivi ornamentali e le colture agricole particolarmente sensibili.
Sviluppare l'industria del riciclo darebbe 72 miliardi di euro l'anno di risparmi e 400mila posti di lavoro: al momento, però, non sappiamo nemmeno contare
Luca Aterini - Fonte: greenreport
Quanti rifiuti solidi urbani prodotti dai paesi europei saranno riciclati nel 2020 se le tendenze oggi in atto saranno sostenute nel prossimo futuro? È questo il quesito di partenza dal quale muove l'Agenzia europea dell'ambiente (Eea) nel suo studio Managing municipal solid waste, presentato ieri a Bruxelles. All'Italia (insieme ad altri 5 Paesi: Irlanda, Lussemburgo, Slovenia, Svezia e Regno Unito), si legge nel rapporto, basterà «mantenere il tasso di incremento del riciclaggio registrato nel periodo 2001-2010» per raggiungere entro il 2020 l'obiettivo europeo del 50% di riciclaggio dei rifiuti solidi urbani - che, ricordiamolo, hanno una dimensioni pari a 1/4 dei rifiuti speciali. Un successo, dunque? Non esattamente. Anzi, siamo ai limiti della prestidigitazione (anche se magari non c'è il dolo).







