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Ambiente ed Ecologia

Piante da coltivare per allontanare le zanzare

14 Luglio 2014

 

Piante da coltivare per allontanare le zanzare

In estate le zanzare sono insopportabili: che non ci fanno dormire la notte e, con le loro punture, creano irritazioni e gonfiori.

La nostra lotta contro le zanzare può iniziare anche dal nostro giardino o dal nostro balcone, con delle piante utilissime che fungono da repellenti naturali.

Citronella

La citronella è una pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia meridionale ed è uno degli ingredienti più utilizzati nei repellenti per le zanzare venduti sul mercato.

La pianta ha un odore molto marcato e ci nasconde dalle zanzare. Facile da piantare in giardino o in un vaso di dimensioni adeguate. Può raggiungere il metro d’altezza. Le specie più efficaci sono Cymbopogon Nardus e Cymbopogon Winterianus. . I semi di citronella sono facilmente reperibili nei negozi di giardinaggio e su internet.

I semi vanno piantati tra marzo e luglio, coperti da un sottile strato di terriccio che dovrà essere mantenuto costantemente umido. Quando la pianta sarà cresciuta abbastanza (i 10 cm di altezza circa), potrete travasarla in un vaso adatto

Ha bisogno di cure e riparo durante la stagione fredda in quanto teme le basse temperature.

Basilico

Pianta dal profumo molto intenso e piacevole.  Da coltivare in vaso da tenere sul davanzale della finestra.

Coltivare il basilico è molto semplice: potrete comprare delle piantine già pronte per essere travasate al mercato, oppure trovare uno stelo, liberarlo dei fiori se ci sono, pulirlo e tenerlo in un vaso con dell’acqua fino a quando non saranno spuntate le radici.

Erba gatta

E’ un ottimo repellente contro gli scarafaggi,  per distrarre i nostri gatti dalla tentazione di assalire le piantine del nostro orto l’erba gatta e per allontanare le zanzare. Molto semplice da coltivare e richiede poche cure. Potete coltivarla a partire dai semi, facilmente reperibili. Vi servirà un vaso di medie dimensioni il cui diametro non supera i 15 cm. Riempitelo di terra lasciando 5 cm dall’orlo. Inserite i semi e copriteli con un leggero strato di terreno. Innaffiate e riponete il vaso in un posto illuminato. Dopo pochi giorni dovrebbero spuntare i primi germogli.

Gerani

I gerani, oltre a essere belli e profumati, sono un ottimo rimedio per allontanare zanzare e moscerini. In genere, si acquista la piantina già fiorita, visto che costa poco ed è più semplice da piantare rispetto ai semi. Le piantine andranno travasate in contenitori più grandi, preferibilmente profondi, dove sarà presente della terra ricca e fertile. Innaffiate solo quando vedete che il terreno è secco e posizionate il vaso in pieno sole.

Calendula

La calendula, oltre a essere una pianta ornamentale, è un prezioso alleato per la nostra salute: ha ottime proprietà antinfiammatorie ed è in grado di lenire le irritazioni della pelle. Ha un odore molto intenso che funge da repellente per le zanzare. Queste piante hanno bisogno di essere collocate in un luogo esposto al sole e in un terreno molto fertile. Per piantarle, dovrete acquistare i semi e metterli in un vaso riempito per tre parti di terriccio e una parte di sabbia. Spargete i semi e copriteli con un ultimo leggero strato di terra. Inumidite e disponete il vaso in una zona all’ombra, fino a quando non vedrete spuntare i primi germogli. Attenzione ai ristagni di acqua che la piantina odia. Quando la vostra calendula sarà abbastanza forte, spostatela in un luogo esposto al sole.

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Impianti elettrici "smart": innovazione in sicurezza. Disponibile un nuovo dossier.

11 Luglio 2014

IMP SMART

Reti intelligenti, mobilità elettrica, energie da fonti rinnovabili, efficienza energetica, nuove tecnologie utilizzate in domotica e impianti di comunicazione sono temi all’ordine del giorno nelle agende di tutti i Paesi del mondo. Le nuove applicazioni innovative possono essere progettate e realizzate solo avendo ben presente la regola dell’arte che le norme tecniche definiscono. Il Comitato Elettrotecnico Italiano lavora ogni giorno per tenere aggiornata e, anzi, anticipare con la normativa l’evoluzione tecnologica del settore elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni, sia in ambito nazionale sia attraverso la partecipazione in qualità di rappresentante italiano all’interno degli organismi normatori a livello europeo (CENELEC e norme EN) e internazionale (norme IEC). Gli impianti elettrici in questi ultimi anni si sono evoluti in modo imprevedibile dall’inizio del nuovo millennio: sono passati, ad esempio da impianto utilizzatore esclusivamente passivo ad impianto attivo o “smart”.

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Acqua pubblica: dite la vostra opinione all'Europa

26 Giugno 2014

Scritto da: Marina Perotta - giovedì 26 giugno 2014

E' on line da qualche giorno la consultazione pubblica rivolta ai cittadini europei per conoscere la loro opinione in merito all'acqua potabile che bevono ogni giorno

E' on line dal 23 giugno e fino al 23 settembre 2014 la consultazione pubblica aperta dall'Europa per conoscere l'opinione dei cittadini europei nel merito dell'acqua che usano. Nasce così la Consultazione pubblica su iniziativa dei cittadini europei nell'ambito del progetto Right2Wateraccolta dalla Commissione per migliorare l’accesso all’acqua potabile di qualità nell’UE.

Dunque ecco l'occasione tanto attesa per comunicare all'Europa la propria opinione sull'acqua pubblica e per suggerire miglioramenti o interventi circa l'erogazione. L'occasione è importante poiché i risultati della consultazione serviranno per decidere se e quando rivedere la direttiva 98/83/CE sull’acqua potabile.

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Eurispes presenta il Libro Bianco sulla Mobilità e sui Trasporti

10 Giugno 2014

Il Direttore dell'Osservatorio sulla Mobilità Carlo Tosti: "In uno scenario di risorse scarse riteniamo indispensabile porre in evidenza strategie sostenibili, magari vincenti in altri contesti omogenei, evitando però le forzate trasposizioni esterofile non compatibili con le nostre specificità" | L'indagine

martedì 10 giugno 2014

Le infrastrutture italiane non rispondono più alle mutate esigenze di mobilità dei cittadini e il boom tecnologico spinge verso la creazione di una mobilità sempre più interconnessa, interoperabile e on demand. Occorre, quindi, fare riferimento ad un nuovo paradigma della Mobilità. Da queste esigenze è nato il Libro Bianco sulla Mobilità e i
Trasporti
realizzato dall’Eurispes.

Questa edizione del Libro Bianco è dedicata in particolare al trasporto di merci e persone nelle tre grandi aree metropolitane del Paese (Roma, Milano e Napoli). Nel volume vengono inoltre analizzate le caratteristiche generali della Mobilità e affrontate tutta la complessità e molteplicità dei temi: Interoperabilità e Interconnessione, Sharing Mobility, City Logistics, infomobilità ed ITS, infrastrutturazione, ciclabilità, mobilità elettrica, innovazione di servizi.

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Wood Wide Web, alla radice dell'intelligenza delle piante

05 Giugno 2014

Il World Wide Web non è l'unica rete mondiale lungo la quale corrono informazioni. Anche le piante hanno una loro rete comunicativa: Il Wood Wide Web

Wood Wide Web

Dal 1991, anno della sua creazione ad opera di Tim Berners-Lee, il World Wide Web ha fatto passi da gigante. È divenuta, nel corso degli anni, la più grande rete di calcolatori al mondo, arrivando a coprire gran parte della superficie terrestre e connettendo tra di loro miliardi e miliardi di persone. Una rete che, con il passare degli anni, è divenuta “intelligente”, capace a suo modo di evolvere e di adattarsi a vari ecosistemi e nicchie operative. In grado, inoltre, di sopravvivere anche se gran parte dei nodi che la compongono dovessero scomparire da un momento all'altro.

Parallelo tra il World Wide Web (a sinistra) e il Wood Wide Web (a destra)

Il web, però, non è l'unica rete di dimensioni mondiali capace di mettere in comunicazione tra di loro gli esseri viventi, di adattarsi e sopravvivere alla recisione di gran parte dei suoi collegamenti. Anche le piante – e in particolare le radici delle piante – sono in grado di creare una vastissima rete comunicativa nel sottosuolo, dando vita alla cosiddetta Wood Wide Web, ragnatela diffusa di legno, che trova nell'italiano Stefano Mancuso uno dei massimi esperti mondiali.

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Oh! Ma vegetale a chi?

05 Giugno 2014

Le piante ricordano, comunicano, vedono, ascoltano. Intervista al professore Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze

Oltre il 99,5% della vita sulla terra è vegetale. Già 500 milioni di anni fa le piante hanno optato per quella fonte di energia infinita e pulita che è il sole, che solo oggi l’uomo ha adottato come una delle soluzioni più intelligenti al problema energetico.
Sono capaci di vedere, ascoltare, comunicare, scegliere e ricordare. A dirlo è la ricerca scientifica, come affermano Stefano Mancuso e Alessandra Viola in ‘Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale’ (Giunti editore).

Le piante possiedono tutti i cinque sensi dell’uomo: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Ognuno sviluppato in modo ‘vegetale’, s’intende, ma non per questo meno affidabile. È dunque lecito pensare che da questo punto di vista siano simili a noi? Tutt’altro: esse sono estremamente più sensibili e, oltre ai nostri cinque sensi, ne possiedono almeno un’altra quindicina. Per esempio, sentono e calcolano la gravità, i campi elettromagnetici, l’umidità e sono in grado di analizzare numerosi gradienti chimici.

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"Accendi la testa, spegni il motore": al via la campagna "Siamo tutti pedoni"

04 Giugno 2014

In Italia si registrano 600 morti e 20.000 feriti ogni anno: questi i numeri ricordati durante la presentazione a Roma di "Siamo tutti pedoni", la campagna di sensibilizzazione con testimonial Piero Angela, Milena Gabbanelli, Diabolik e Dylan Dog.

di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
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La peste del ventunesimo secolo e le due medicine

04 Giugno 2014

Sonia Savioli si dedica alla terra da 27 anni; semina, raccoglie e ha compreso come la chimica non serva alle piante, anzi faccia danno. E le piante sono un po’ come guardarsi dentro, da un seme crescono la nostra biologia, i nostri equilibri, la nostra anima e i nostri corpi. Nemmeno a noi fa bene la chimica, conclude Savioli. E ci propone questa sua riflessione sull’importanza del terreno, sia quando è “terra” sia quando è “uomo”.

di Sonia Savioli - 4 Giugno 2014

 
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11° Rapporto sulla Mobilità degli Italiani: Auto in ripresa, mobilità sostenibile in calo?

30 Maggio 2014

Isfort, Asstra, Anav: “E’ stato sufficiente un anno di (timida) ripresa della domanda per invertire il trend di parziale recupero della mobilità sostenibile, che il trasporto pubblico sembrava aver innescato. Nel bilancio dell’ultimo quinquennio il ciclopedonale perde oltre 3 punti percentuali di quota modale complessiva, mentre il trasporto pubblico guadagna solo lo 0,7% del mercato della mobilità motorizzata”

 giovedì 29 maggio 2014

 
Prima di cominciare con l’analisi del rapporto, ricordiamo che l’Osservatorio “Audimob” si basa su un’indagine telefonica, realizzata con sistema CATI e alimentata da oltre 15.000 interviste annue ripartite su 4 survey (una per stagione, tre/quattro settimane per ciascuna stagione).

Ripartono i consumi di mobilità. Ma senza fretta…

Qualcosa si muove. Secondo l’XI Rapporto sulla Mobilità pubblicato da ISFORT, ASSTRA, ANAV e HERMES, e gli spostamenti complessivi della popolazione italiana (14-80 anni) sono risaliti, nel 2013, del 2,8% rispetto all’anno precedente, così come il volume di passeggeri per km, aumentato del 9,6%. Si può già parlare di ripresa della mobilità, dopo anni di tendenza negativa? Gli esperti di Isfort sono cauti, e parlano piuttosto di una prima luce in fondo al tunnel: “L’osservazione sui livelli quantitativi dei consumi di mobilità indica chiaramente che c’è moltissimo terreno ancora da recuperare dopo un ciclo di recessione così lungo e profondo: i 100 milioni di spostamenti del 2013 si confrontano infatti con i 128 milioni del 2008 (- 21,9%), e l’1,38 miliardi di passeggeri*km del 2013 con l’1,56 miliardi del 2008 (- 11,5%)”.

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Basta costruire gli architetti ora rigenerano

28 Maggio 2014

di Francesco Erbani - 27/05/2014

Fonte: La Repubblica

La parola chiave è rigenerazione. E il luogo dal quale si srotola il racconto di una nuova frontiera per architettura e urbanistica – non occupare altro suolo libero, intervenire sul già costruito restituendo vita a pezzi di città non solo dal punto di vista fisico, ma sociale – è Corviale. Simbolo per molti di sconcerto e quasi di orrore metropolitano, per altrettanti, invece, manufatto fra i pochi significativi del secondo Novecento, il grande edificio lungo un chilometro della periferia ovest di Roma, concepito a metà anni Settanta e che ora ospita 4.500 persone (ne erano previste 8 mila), sta per conoscere una nuova esistenza.
Eses i rigenera Corviale vuol dire che la sfida è alta e rischiosa e rimbalza nelle periferie di altre città, dove, secondo le stime, almeno i nove decimi del costruito sono successivi al dopoguerra. Un costruito affetto da malattie profonde.
Renzo Piano ha invitato al “rammendo”, una metafora che rimanda alla riparazione e non all’aggiunta di nuovo tessuto. E in questo programma ha coinvolto giovani professionisti. Alla imminente Biennale architettura (dove viene esposto il progetto Corviale), il titolo del padiglione italiano curato da Cino Zucchi è “Innesti”, cent’anni di edifici realizzati in ambienti già storici (ma qui si sconfina in un campo assai controverso, quello del moderno nell’antico). A Scampia, periferia napoletana, Vittorio Gregotti costruisce da anni, stop and go permettendo, una sede della facoltà di medicina dove un tempo svettava una delle Vele poi demolita, altra architettura con lo sbrigativo bollino di infamia. A Roma l’assessore Giovanni Caudo – assessore alla Rigenerazione urbana – ha impostato un piano per realizzare, in un’area di caserme dismesse di fronte al Maxxi, un museo della scienza, abitazioni a canone concordato e spazi pubblici, lasciando una parte all’edilizia privata.
Rigenerare è connesso con l’abbandono dell’idea di un’espansione illimitata.

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