Un approccio comune per collettività e amministrazione
Nuovi significati per il termine “cura”
La lingua italiana non dispone di una parola come quella inglese “care”, un termine che esprime insieme una attività, quella del prendersi cura, e una emozione, o meglio un insieme di emozioni, come quelle del senso di connessione, della preoccupazione, della percezione di una responsabilità. La nostra parola corrispondente: “cura”, a lungo, è stata riempita di significato solo in relazione alla malattia e ambientata in campo medico sanitario. In questi ultimi anni, tuttavia, anche da noi si sono moltiplicati gli impieghi del termine “cura” in contesti non strettamente medici, per indicare quell’insieme di disposizione e azione verso individui, collettività o cose.
L’esempio dell’espressione “cura dei beni comuni” è particolarmente significativo di questa accezione larga e ricca del termine, dal momento che in questa formula la parola cura indica i molti e vari modi in cui persone, comunità e istituzioni si preoccupano di proteggere e valorizzare luoghi, spazi, edifici, ma anche beni immateriali a cui si sentono connessi, e agiscono di conseguenza. Lo spessore valoriale di questo approccio, che si riflette a sua volta sul significato del termine cura, si coglie anche nel suo porsi come alternativa alle dinamiche di relazione interamente o prevalentemente basate sullo scambio economico.

















