Ultimo tipo di stupefacente di sintesi, ennesimo derivato amfetaminico, versione rinnovata dell’ecstasy, nuova droga sintetica, pericoloso steroide anabolizzante, droga dello stupro. Questi sono solo alcuni degli inesatti, fantasiosi e fuorvianti appellativi usati sui media per indicare una sostanza di natura endogena presente nel cervello, studiata ed usata da circa quarant’anni: l’acido gamma-idrossibutirrico, meglio noto come Ghb. Omettiamo ogni considerazione sui contenuti degli articoli, troppo spesso segnati da superficialità e vacuo moralismo: un campionario allineato agli standard che caratterizzano l’informazione al pubblico sulle sostanze ad azione psicoattiva. In questo caso però la disinformazione è ancor più deplorevole in quanto rischia di compromettere lo sviluppo degli studi e dell’applicazione di una molecola dalle interessanti proprietà per l’uso clinico e terapeutico, che vede proprio l’Italia tra i paesi pionieri.

Attività culturali

di Livio Cadè - 27/09/2021
Fonte: EreticaMente
“Pochi sanno esser vecchi”
(La Rochefoucauld)
Nel Sutta Nipata, uno dei più antichi canoni buddhisti, troviamo un’interessante prescrizione morale. Ci vien detto che il primo requisito di un linguaggio irreprensibile è l’esser conveniente. Per conveniente si intende «che non cagioni tormento a sé stessi e non rechi offesa ad altri». Questa qualità del linguaggio deve precedere la sua conformità al vero. Occorre cioè, nel parlare, essere compassionevoli prima che sinceri.
Il nostro linguaggio sembra possedere in tal senso caratteri morali assai evoluti. Noi ci asteniamo infatti dal chiamare le cose col loro nome, per non creare turbamento o mancare di rispetto alla dignità altrui. Con grande delicatezza, un vecchio lo chiamiamo anziano, uno storpio diversamente abile, le mortali metastasi di un cancro le chiamiamo localizzazioni, un probabile avvelenamento di massa diventa campagna vaccinale ecc. Tutto ciò secondo la regola di un parlare conveniente.
Questa guida vuole aiutare gli enti del Terzo settore a districarsi nei meandri del GDPR e delle modulistiche da utilizzare.
Il GDPR intende contribuire alla realizzazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e di un’unione economica correlata al progresso economico, al rafforzamento e alla convergenza delle economie di mercato interno e del benessere delle persone fisiche.
Con il GDPR si istituisce un quadro normativo incentrato sui doveri e sulla responsabilizzazione del Titolare del trattamento dei dati, che costituisce il punto centrale della normativa in materia di protezione dei dati personali.
Sodalis CSVS resta a disposizione per fornire ulteriori informazioni alle organizzazione interessate, compilando il form online

I Beni comuni urbani tra teoria e prassi
Uno studio di soggetti, pratiche e retoriche della città condivisa
L’interesse generale, i Patti e le nostre vite durante la pandemia
È online il Rapporto 2020 di Labsus sull'Amministrazione condivisa e i Patti durante la pandemia
Quando all’inizio del 2020 l’intero mondo è stato travolto dal Covid-19 c’era un forte timore che le esperienze di cittadinanza attiva potessero subire un arresto. D’altra parte, anche se l’espressione “distanziamento sociale”, che ha avuto larga diffusione, era sbagliata perché avrebbe dovuto essere detto “distanziamento fisico”, il fatto che il contrasto alla pandemia è fondato principalmente sull’isolamento, la separazione e la lontananza restituiva come centrali concetti e comportamenti che sono l’opposto di quelli su cui si fonda l’amministrazione condivisa.
Questo Rapporto (scaricabile gratuitamente al link in fondo all’articolo) prova che le preoccupazioni – sebbene legittime – sono state eccessive: a dimostrarlo sono le testimonianze, l’elencazione e la presentazione di alcuni patti stipulati nel 2020.
La pandemia continua a colpire duramente, e secondo alcuni esperti ci stiamo avvicinando alla fase più delicata e preoccupante, anche per la progressiva diffusione di nuove varianti del virus che appaiono più contagiose.
Dopo un anno difficile ci aspettano ancora tempi duri.
Tre esperti di neuropsicologia e neuroscienze sulle pagine di The Conversation provano a stilare una lista di quello che potremmo fare per superare al meglio questo periodo.
di Barbara Jacquelyn Sahakian, Christelle Langley e Jianfeng Feng
Quando ci interroghiamo sulla condivisione della lettura in uno spazio pubblico – spazio pubblico di qualche tipo, ancora non lo abbiamo precisato né esattamente delimitato; spazio che creiamo quando raccontiamo e discutiamo con altri lettori di quel che leggiamo – ci balocchiamo un po’ con l’idea che ci sia una volontà esplicita dei lettori di tessere questo spazio. Tuttavia per osservare bene e capire è probabilmente più realistico un procedere diverso.

Nikias Skapinakis, Botequin, 1973
La campagna per la 35^ Giornata internazionale” indetta dall’Onu ha come simbolo un cuore blu e punta a evidenziare il ruolo chiave, ma anche il tema dell’accesso alle cure, dei volontari impegnati in prima linea nelle risposte all’emergenza Covid
È il simbolo scelto per la Giornata internazionale del volontariato 2020, la ricorrenza voluta dall’Onu per il 5 dicembre e giunta alla 35^ edizione. Insieme al simbolo, l’Unv - il programma delle Nazioni Unite istituito in seguito alla risoluzione del 1985 - ha diffuso come sempre anche il tema della Giornata, che quest’anno non poteva che essere legato alla pandemia: “Nei mesi scorsi, - scrive l’Unv, - mentre il Covid-19 imperversava nel mondo, i volontari sono stati in prima linea nelle risposte mediche, comunitarie e sociali”. Un ruolo chiave, evidenziato anche dall’Organizzazione mondiale della sanità, che tuttavia non è stato “abbastanza riconosciuto, specialmente a proposito del benessere e dell’accesso alle cure per gli stessi volontari”.

mostrami e io ricordo;
coinvolgimi e io imparo.
(Benjamin Franklin)













