L'emergenza Coronavirus obbliga ciascuno di noi a restare a casa.
Uno sguardo diverso sul mondo che ci circonda per combattere la noia da reclusione forzata.
La fotografia scattata al 30 giugno 2019 ha restituito l’immagine di un’Italia dagli oltre 1000 patti tangibili e da altre innumerevoli esperienze che, seppur non ufficialmente reperibili, si attivano silentemente sul territorio nazionale
Solo 5 anni fa l’Italia dei Patti era poco più che un’aspirazione. Non esisteva, né si conosceva; eppure c’era un posto in cui era stata già vista. Nella mente dei suoi ideatori l’Italia dei Patti è sempre stata possibile perché, prima ancora che si avverasse, in quel sogno si era creduto.
Oggi, che da nord a sud c’è un Paese che stipula patti di collaborazione, quello che si ha di fronte non è un evento di carattere estemporaneo, né più oramai una pratica in stato emergente.
La sistematicità e la ripetibilità dei casi in cui società civile e istituzioni scelgono di collaborare secondo il modello dell’amministrazione condivisa descrivono un fenomeno sempre più stabilmente innestato nelle maglie del tessuto sociale e per questo significativamente rappresentativo di un cambiamento storico degno di essere scientificamente osservato.
Labsus, in qualità di genitore e madre del progetto, ne segue la genesi e l’evoluzione, monitorando i suoi effetti e il relativo impatto sulla società civile e istituzionale.
Un patto di collaborazione per una comunità che vuole sentirsi comunità e che riconosce il valore delle relazioni tra le persone
Bilù è un acronimo “rivisitato” che comprende due semplici vocaboli: biblioteca e ludoteca. Ma questo non è che il punto di partenza perché Bilù è molto altro.
Luoghi dove leggere o prendere in prestito un libro non mancano a Trento; luoghi dove promuovere la cultura della lettura, della conoscenza, del gioco per favorire la relazione tra le persone e rafforzare il loro senso di appartenenza alla comunità sono cosa evidentemente diversa.
Proprio per questo motivo raccontiamo di un percorso che ha visto l’impegno e la collaborazione di tante persone che hanno creduto profondamente in un progetto comune a beneficio di tutti. Questo percorso porta, non a caso, alla sottoscrizione di un patto di collaborazione e da questo stesso patto si proietta in una prospettiva futura, consolidando risultati raggiunti e ponendosi obiettivi e sfide nuove.
Balsamo di tigre: cosa contiene, per quali problemi si utilizza, quali sono le controindicazioni e come si può preparare in casa
di Tatiana Maselli
Fonte: www.greenme.it
Il balsamo di tigre è un noto unguento a base di oli essenziali utilizzato da oltre un secolo per lenire dolori muscolari e articolari, sintomi influenzali, mal di testa.
Vediamo tutto quello che c’è da sapere sul balsamo di tigre e come preparare a casa una versione completamente naturale di questo medicamento.
Un’analisi sul perché conviene a tutti attivare processi di co-progettazione, se questi vengono gestiti in modo corretto e trasparente. Costruire insieme gli interventi per la comunità produce notevoli vantaggi. Eccone alcuni

Il rapporto tra Enti pubblici e Terzo settore ha accompagnato, con accenti e posizioni diverse, il dibattito di questi anni. Due le principali visioni. Da una parte, c’è chi considera queste relazioni simili a quelle di mercato, ritenendo che grazie alla competizione si possano garantire ai soggetti pubblici e dunque ai cittadini la disponibilità di servizi con il miglior rapporto qualità prezzo.
Un’altra visione considera invece riduttiva l’omologazione delle relazioni tra Enti pubblici e Terzo settore ai rapporti di mercato. I motivi possono essere molteplici. In alcuni casi, il fatto di voler intraprendere interventi sperimentali e innovativi – quindi in territori inesplorati - infatti, rende poco praticabile la via della gara d’appalto; questo è il caso delle istruttorie di coprogettazione della legge 328/2000. In altri casi sarebbe invece inappropriato parlare di acquisto di servizi perché il terzo settore realizza, almeno in parte, un certo intervento in modo autonomo e con proprie risorse; e la relazione con il soggetto pubblico, in questo caso non identificabile come un approvvigionamento di servizi, nasce dalla libera volontà di entrambi di integrare reciprocamente le proprie azioni per perseguire al meglio i propri obiettivi. Sono questi i casi, ad esempio, dei “patti di sussidiarietà” delineati dalla legge 42/0212 della Regione Liguria, ma anche, in termini diversi, dei patti di collaborazione scaturiti dai tanti Regolamenti per l’amministrazione condivisa approvati dai comuni in questi anni.
In questo scenario, il Codice del Terzo settore e in particolare l’articolo 55 è intervenuto inaugurando una nuova stagione di esperienze collaborative.
E' stato pubblicato sul BURC l'Avviso pubblico per il "finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza regionale presentati da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte nei rispettivi registri regionali".
Sodalis CSVS mette a disposizione un consulente per sostenere gli enti del Terzo settore che vorranno partecipare al bando che vede a disposizione complessivamente una somma pari a 1.468.108,57 euro che andranno a sostenere proposte progettuali della durata massima di 12 mesi. Per accedere al servizio è possibile cliccare al seguente link
Il contributo complessivo richiedibile per ciascuna iniziativa o progetto non potrà superare, a pena di esclusione, l’importo di 20mila euro che non potrà, in ogni caso, superare l’80% del costo totale del progetto approvato.
La presentazione delle iniziative o progetti dovrà avvenire attraverso posta elettronica certificata, secondo le disposizioni dell'avviso pubblico, entro il 30 settembre 2019.


“Nell’esplorazione dell’inconscio ci imbattiamo in cose assai strane, dalle quali un razionalista si ritrae con orrore, pronto poi a sostenere di non aver visto niente. L’irrazionale pienezza della vita mi ha insegnato a non scartare alcunchè, nemmeno ciò che va contro tutte le nostre teorie (così effimere, nel migliore dei casi) o comunque non ammette spiegazioni immediate”.
C. G. Jung
Nel romanzo ucronico di Philip K. Dick, La Svastica sul Sole, poi ripubblicato col titolo L’Uomo nell’Alto Castello (da cui l’affascinante serie prodotta da Amazon), i personaggi ripiegano sui servigi del Libro dei Mutamenti, ovvero l’I Ching, il libro cinese degli oracoli. Dick stesso, del resto, non fece mistero di averlo impiegato per indirizzare la trama del suo fantasioso romanzo. Spiega in un’intervista datata 1974:
“Ho usato l’I Ching ne L’uomo nell’Alto Castello, poichè avevo deciso che un certo numero di personaggi [del libro] ne avrebbe fatto uso. Allorchè essi ponevano una domanda, lanciavo le monete e tracciavo le linee dell’esagramma. Questo metodo ha governato la direzione del libro. Per esempio, quando Juliana Frink decide se dire o meno ad Hawthorne Abensen di essere il bersaglio degli assassini, in quel caso la risposta [dell’I Ching] indicava che avrebbe dovuto”.
L’I Ching fornisce consigli oltre al particolare, consigli che trascendono la situa-zione immediata. Le risposte fornite dai suoi 64 esagrammi hanno una qualità universale. “Se usi l’I Ching abbastanza a lungo e in maniera continuativa”, riporta ancora Dick, “esso comincerà a cambiarti e a modellarti come persona. Che tu lo voglia o no, ti trasformerà in un taoista, indipendentemente dal fatto che tu abbia mai udito prima un simile termine”.
Il consumo abituale di cocacina può facilmente generare dipendenza. Per chi decide di smettere le opzioni terapeutiche disponibili sono prettamente di sostegno psicologico: terapia cognitivo comportamentale, o “programmi in dodici passi”, sul modello di quelli utilizzati dagli alcolisti anonimi. Uno studio pubblicato sulla rivista eNeuro dai ricercatori della Oregon Health & Science University prospetta però una nuova possibilità: bloccare farmacologicamente i recettori per la dopamina nell’amigdala aiuterebbe infatti a diminuire gli effetti della cocaina, riducendo il consumo e aumentando così le possibilità di superare la dipendenza.

Siamo noi a controllare i nostri smartphone o sono gli smartphone a controllare le nostre vite? A tutte le ore del giorno (e della notte) notifiche, messaggi, eventi, aggiornamenti e notizie catturano la nostra attenzione, distraendoci dallo studio o dal lavoro e occupando il nostro tempo libero. Tanto che sono ormai diversi gli studi scientifici che hanno lanciato l’allarme sulla dipendenza da cellulare e le sue conseguenze. C’è però chi sta reagendo a questi cambiamenti imposti dalla tecnologia, trovando diverse strategie per limitare l’uso dei dispositivi elettronici nella vita quotidiana.














