
Di ordinanze ce ne sono in parecchie città ma, come al solito, il gap sta nella mancanza di controlli e, soprattutto, di sanzioni.
Non basta più appellarsi al senso civico, ci vuole un intervento concreto sui territori da parte delle istituzioni.
Si avvicina l’ultimo giorno dell’anno e, insieme, il timore che anche questa volta per i nostri amici a quattro zampe quella di Capodanno sia una notte di puro terrore. Il perché è ormai assodato: gli animali subiscono l’intensità sonora dei famigerati botti in un modo estremamente più violento rispetto all’uomo. Non sparare botti per far festa, insomma, sarebbe una forma di rispetto anche per loro.
Il forte fragore scatena negli animali, infatti, una naturale reazione di spavento e li induce a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, divincolarsi per strappare una eventuale catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri.