Cosa c’è di più “comune” di una Biblioteca?
Luogo d'incontro, conversazione, conoscenza.
E molto altro ancora: la Biblioteca come bene comune
Leggendo un romanzo, scrive Gaston Bachelard, “siamo trasportati in un’altra vita, che ci fa soffrire, sperare, compatire ma nonostante ciò ci lascia la complessa sensazione che la nostra angoscia resta sotto il dominio della nostra libertà”. Un’altra vita, molte altre vite. Chi si avvicina a Vita e destino di Grossman, a Madame Bovary di Flaubert, a Mattatoio n. 5 di Vonnegut scopre esperienze, desideri, sentimenti, emozioni diverse. Grazie a un libro vive dieci, cento, mille vite che mai avrebbe sospettato. Del resto, cosa faceva di diverso Niccolò Machiavelli, quando, venuta la sera entrava “nelle antique corti delli antiqui huomini, dove (…) io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni”? Grazie ai libri, aggiungeva il segretario fiorentino, “tutto mi transferisco in loro”.







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