Una svolta storica nel campo medico-scientifico, dopo più di mezzo secolo in cui l’Oms faceva rientrare la cannabis tra gli stupefacenti considerati pericolosi e senza alcun valore terapeutico.
La cannabis ha qualità terapeutiche e, stando ai dati, va necessariamente riqualificata. È quanto emerge dalle raccomandazioni che l’Organizzazione mondiale della sanità ha inviato ai governi per eliminare la cannabis dall’elenco IV della Convenzione unica sugli stupefacenti.
Si avvia a rompersi, così, uno dei tabù che duravano dal 1961, anno in cui questo tipo di sostanze furono inserite nella Tabella IV della Convenzione Unica che racchiude gli stupefacenti considerati particolarmente pericolosi e senza alcuna importanza terapeutica.
Dopo un parere favorevole risalente già a due anni fa, per la prima volta dal 1961, insomma, lo status della cannabis nel diritto internazionale sta cambiando. Le raccomandazioni scientifiche dell’Oms sul valore terapeutico e sui danni correlati alla Cannabis sativa L., che abrogano il divieto di cannabis medica del 1950, potrebbero cambiare le politiche a livello globale e le riforme a livello nazionale.



Pubblicati per la collana Bussole da CSVnet Lombardia in collaborazione con CSVnet, sono aggiornati con le indicazioni previste dal decreto correttivo approvato il 3 agosto. Imposte dirette e tributi locali e nuove regole per chi vuole sostenere gli Ets









