Scritto da: Andrea Spinelli Barrile
Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) i cambiamenti climatici spingono le coltivazioni di frumento duro sempre più a nord: è la fine della pasta?
Pasta italiana? Prepariamoci a dirle addio, almeno stando all’allarme lanciato dal Cnr: i cambiamenti climatici nell’area mediterranea infatti starebbero spingendo le coltivazioni di grano duro sempre più verso nord, mettendo a rischio la produzione della pasta made in Italy: 4,2 milioni di tonnellate di frumento, dato Coldiretti, che rischiano di sparire completamente dallo stivale.
Certo, affermare che “la pasta italiana è a rischio” è leggermente un azzardo, visto e considerato che, sempre secondo Coldiretti, l’Italia è dipendente dalle colture estere per il 40% del proprio fabbisogno di grano duro: insomma, italiana si, ma la pasta è sempre più internazionale.
Il cambiamento climatico sta rendendo l’area del Mediterraneo sempre più inospitale per la coltivazione del frumento che, spinto sempre più a Nord, sperimenterà agenti patogeni e condizioni ambientali differenti.
ha dichiarato Domenico Pignone, dell’Istituto di genetica vegetale del Cnr di Bari. Un tema, questo, che sarà trattato ampiamente nel convegno, in programma a Roma dal 27 al 30 maggio, dal titolo “Genetics and Breedings of Durum Wheat”, organizzato proprio dal Consiglio nazionale delle ricerche.









