
Con l’anno 2012 inizia il terzo triennio di programmazione, il Piano nazionale si articola in più parti, definisce ruoli ed obiettivi per tutti i soggetti coinvolti, individua le principali matrici alimentari da sottoporre al controllo e i criteri a cui ogni Regione e Provincia autonoma deve conformarsi per l’adozione di un Piano regionale di controllo ufficiale sul proprio territorio.
Nel 2013, secondo anno del triennio di programmazione, l’attività di controllo ufficiale per la ricerca di OGM nel settore degli alimenti ha confermato la costante e particolare attenzione che tutte le Regioni e Province autonome e tutti i soggetti interessati rivolgono alla tematica OGM. Solo in una Regione non sono stati svolti i controlli programmati.
Esaminando i dati relativi al territorio, la valutazione generale dei risultati è positiva, sia dal punto di vista della numerosità dei campionamenti che di percentuale di non conformità. Infatti, il numero totale di campioni analizzati ed elaborati è di 868 sul territorio per i quali è stata rilevata una sola non conformità riguardante il riso GM non autorizzato.
Oltre il 61% degli alimenti analizzati è risultato contenere una percentuale di prodotti tossici oltre la soglia di legge: è quanto emerge dal rapporto di Coldiretti che ha analizzato i cibi più contaminati. E quelli peggiori vengono dall'estero.
di Redazione - 28 Maggio 2014

Con il 61,5 per cento dei campioni risultati irregolari per la presenza di residui chimici è il peperoncino proveniente dal Vietnam il prodotto alimentare meno sicuro in vendita in Italia che, nel corso del 2013, ne ha importato ben 273.800 chili per utilizzarlo nella preparazione di sughi tipici come l’arrabbiata, la diavola o la puttanesca piccante e per insaporire l’olio o per condire piatti senza alcuna informazione per i consumatori. E’ quanto emerge dal Dossier “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014”, presentato dalla Coldiretti anche con una esposizione della “Classifica dei cibi piu’ contaminati”, elaborata sulla base delle analisi condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel Rapporto 2014 sui Residui dei Fitosanitari in Europa. Un pericolo legato al fatto che, sotto la pressione della crisi, è sostenuto - sottolinea la Coldiretti - il commercio di surrogati, sottoprodotti e aromi artificiali, oltre che di alimenti a basso costo ma a rischio elevato come dimostra il fatto che le importazioni agroalimentari in Italia hanno raggiunto la cifra record di 39 miliardi di euro nel 2013 con un aumento del 20 per cento rispetto all’inizio della crisi nel 2007.

Come leggere in modo corretto le etichette alimentari di olio e vino? Il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura ha pubblicato una guida molto utile sull'argomento, che porta il titolo di "Guida alla lettura delle etichette alimentari. Etichette di olio e vino" (a cura di Gabriella Lo Feudo, Autori vari).
Per assicurarsi di acquistare olio e vino buono, meglio affidarsi a produttori di fiducia e imparare a leggere bene le etichette.
Quando le etichette di olio e vino sono appropriate e facili da leggere, tutto diventa più semplice sia per le aziende che per i consumatori. Le aziende dovranno adeguarsi alle nuove normative europee sulle etichette alimentari. L'etichetta rappresenta una vera e propria carta d'identità del prodotto, che facilita le scelte d'acquisto, ed è una vetrina positiva sia per l'olio che per il vino e per altri alimenti.
Data di scadenza, origine del prodotto, caratteristiche nutrizionali e ingredienti: le etichette alimentari forniscono informazioni essenziali al consumatore che vuole effettuare una spesa orientata all'acquisto di prodotti di qualità. Come leggere le etichette al meglio? Ecco alcune indicazioni basate sul decalogo compilato dai NAS e sulla guida di Ente Cra.
Tempo fà avevamo lanciato una mini sfida per usare il pane vecchio cosi da non buttarlo via e ridurre il nostro spreco alimentare. Molti del gruppo Facebook hanno partecipato lanciando ricette. Siccome non vogliamo che vadano perse abbiamo deciso di proporli tutti in un unico post.
1-PANGRATTATO può essere messo nel congelatore, così è sempre pronto all'uso
2- CROSTINI PRONTI è stato uno dei miei primi post su questo blog.
3- BRUSCHETTA beh se il pane non è troppo vecchio e riuscite a tagliarlo, basterà usarlo come bruschette scaldandolo al forno e conditelo con olio e sale oppure formaggi o verdure crude o saltate in padella.
4-GAZPACHO ANDALUSO è una zuppa con verdure e pane raffermo
5-SOUFFLE' DI PANE (proposto da Franco): Pane raffermo, latte, uova, formaggio (mozzarella o altro a piacere). Bagnare il pane con il latte, quando ben begnato aggiungere tuorli d'uovo e gli albumi montati a neve, salare, versare in una teglia imburrata e aggiungere il formaggio, infornare a 180° finch'é il formaggio non sarà dorato, servire caldo.
6-TORTA DI PANE DOLCE (proposto da Franco): la stessa ricetta qui sopra ma aggiungendo uvetta rinvenuta in acqua e passata nella farina, 1 cucchiaio di zucchero e la scorza di limone grattugiata. Versarla in una padella con olio caldo e fare cuocere come se fosse una frittata su entrambi i lati. Togliere e asciugare dall'olio in eccesso con la carta del pane. Aggiungere della marmellata sopra e servire tiepido.
7-GNOCCHI DI PANE sul sito ecocucina trovate la ricetta dei gnocchi di pane ma anche tante altre ricette sia col pane che altri ingredienti avanzati.
8-PAIN PERDU una ricetta francese che mi faceva mia madre con il pane vecchio intinto in un piatto con latte e uovo (vaniglia facoltativo) , mettere in una padella con olio o burro caldo e fare dorare su entrambi i lati, aggiungere zucchero di canna e cannella e mangiare caldo a colazione!
9- BUDINO DI PANE ecco un altro dolce molto interessante
10- PANZANELLA UMBRA pane casereccio raffermo,qualche foglia di basilico,pomodoro, insalata, cipolla, cetriolo,olio d'oliva,aceto,sale,pepe.
Affettare il pane e bagnarlo con acqua, quindi strizzarlo con delicatezza perché non si spezzi. Condire con il tutte le verdure, l'olio, l'aceto ed il sale. Fate riposare in luogo fresco per almeno un'oretta prima di servire.
I 28 paesi dell’Unione Europea aprono alla proposta legislativa che dà ai singoli stati membri la facoltà di scelta se autorizzare o meno la coltivazione di ogm sul loro territorio. È emerso nel corso del Consiglio Ue ambiente. Lontana anni luce la possibilità di un no secco collettivo. Ora si apre un ulteriore grande problema: come evitare le contaminazioni se un Paese deciderà di permettere le coltivazioni ogm e quello confinante no? E inoltre: come garantire il consumatore se si è sempre più restii a sottolineare nell’etichetta la provenienza ogm degli ingredienti?
di Giovanni Fez - 3 Marzo 2014

Si svolge a Napoli, dal 7 al 9 marzo 2014, la prima edizione di Leguminosa, evento internazionale di Slow Food dedicato ai legumi, patrimonio di straordinaria importanza per l'alimentazione umana. Il programma di Leguminosa si articola in 3 giornate con un mercato di 40 "bancarelle", 2 appuntamenti convegnistici, 3 Laboratori della Terra, 4 percorsi didattici per bambini e famiglie, 4 Laboratori del Gusto e 5 Teatri del Gusto con affermati chef del panorama regionale e nazionale.
Due le location principali: la Galleria Umberto I e il Salone Margherita. A esse si aggiungeranno i locali partenopei della Guida "Osterie d'Italia 2014" per i Laboratori del Gusto e la Sala dei Baroni del Maschio Angioino (Castel Nuovo), dove venerdì 7 alle ore 17,30 avrà luogo l'inaugurazione con la partecipazione del Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro; del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris; del Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Amilcare Troiano; del Presidente dell'ANCI Campania Francesco P. Iannuzzi e del Presidente Slow Food Italia Roberto Burdese.
I contenuti di Leguminosa sono stati ideati da Slow Food Campania con la collaborazione di Slow Food Italia e del Centro Studi internazionale di Slow Food, con il contributo operativo della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell'ANCI Campania, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, di "Sabox", "Formaperta", "Ferrarelle S.p.A." e "Alfredo Barbaro srl".
Leguminosa sarà un evento a "impatto zero". Nel corso della manifestazione sarà utilizzato esclusivamente materiale ecologico e biodegradabile, a partire dalle stoviglie. Gli elementi di allestimento saranno completamente riciclabili e riutilizzabili, durevoli ed eco compatibili. Particolare attenzione sarà data alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, adottando la politica del rifiuto zero, attuando una raccolta differenziata capillare.
Il Mercato dei produttori sarà aperto, presso la Galleria Umberto I, venerdì 7 marzo dalle 15,00 alle 21,00; sabato 8 marzo dalle 10,00 alle 21,00 e domenica 9 marzo dalle 10,00 alle 19,00. Negli stessi orari saranno fruibili anche l'Enoteca di Slow Wine, lo Spazio Birrae l'Olioteca di Slow Food Campania.
Presenti alcune aziende del Parco Nazionale del Cilento in rappresentanza del Cece di Cicerale e del Fagiolo di Controne, entrambi Presìdio Slow Food, oltre alle Comunità del Cibo del Fagiolo di Casalbuono e del Grano di Caselle in Pittari.
Per info e programma completo: http://www.leguminosa.it/
Buono, pulito e giusto: questi gli ingredienti del cibo di qualità. Intervista ad Alberto Arossa di Slow Food Italia

Rispettare la stagionalità dei cibi, privilegiare prodotti a chilometro zero, mangiare meno in generale e mangiare meno carne in particolare, variare molto la dieta, acquistare cibi freschi e prepararli direttamente (evitando i precotti, surgelati e simili), acquistare possibilmente dai produttori, privilegiare i cibi biologici.
Sono solo alcuni dei suggerimenti per la nostra alimentazione di Slow Food, l’associazione fondata nel 1986 per contrastare il diffondersi della cultura del fast food e salvaguardare il patrimonio di biodiversità, cultura e saperi tramandati che rende l’atto di nutrirsi uno dei piaceri fondamentali dell’esistenza.
L’ olio extravergine d’oliva, vero e proprio oro verde italiano e ambasciatore del nostro Paese nel mondo, nasconde in realtà un mondo di truffe che poco hanno a che vedere con le garanzie di qualità e italianità del prodotto. È questa la denuncia del New York Times, che in 15 vignette dal significativo titolo Il suicidio dell’extravergine – l’adulterazione dell’olio di oliva italiano, demolisce un mito italiano.
La contraffazione è un vero e proprio cancro per l’economia dei Paesi, e in Italia – ricorda Adiconsum – muove un giro d’affari di 7 miliardi di euro, che toglie 110.000 posti di lavoro e il 18% delle entrate fiscali. La relazione della Guardia di Finanza evidenzia nel 2013 un aumento del 25% dei prodotti contraffatti e un aumento del 60% di quelli acquistati online. Nel caso dell’olio d’oliva, però, si va a minare la fiducia del consumatore all’interno di un mercato dove l’Italia è leader nel mondo, e l’immagine è tutto.
Presentando la ricerca “Five Foods That Are Killing the Planet” (i cinque alimenti che stanno uccidendo il pianeta) di Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista americana, Avital Andrews avverte: «Smettete subito di leggere se non potete vivere senza Quarter Pounders (hamburger), dolci confezionati o costoso sushi »
Per mettere all’indice il primo dei cibi killer del Pianeta Sierra Club lascia parlare il critico gastronomico e vincitore del Premio Pulitzer Jonathan Gold, che ammonisce: «La gente deve smettere di mangiare Tonno rosso. Punto. Sarà difficile perché il tonno rosso è insolitamente delizioso e tende ad essere servito nei sushi bar di alta classe… dove la moda è dire “omakase” e sottomettersi al volere dello chef, ma il numero di questi magnifici pesci sta scendendo velocemente. Se non smettiamo di mangiarli adesso, smetteremo comunque tra pochi anni perché non ci saranno più». Il fondatore del Blue Ocean Institute aggiunge: «Dato che sono longevi, le popolazioni di tonno rosso non reggono bene alla pesante pressione della pesca è per questo che sono così esauriti. Tutto questo è troppo triste per mangiarli. Inoltre, i grandi pesci sono ricchi di mercurio». Sierra Club suggerisce di non contribuire al disastro degli stock di tonno rosso, sovra-sfruttati al 96%, mangiandosi un rotolino di sushi vegetariano.
di Ellen Brown - 04/12/2013
Fonte: Come Don Chisciotte [scheda fonte]
Fonte: ariannaeditrice
IL PROFITTO PRIMA DELLA GENTE
“Controllate il petrolio e controllerete le nazioni.” Diceva negli anni ’70 il Segretario di Stato Americano Henry Kissinger.
“Controllate il cibo e controllerete la gente”.
Il controllo mondiale del cibo è quasi completamente realizzato con la sempre minore diversificazione dei semi e la diffusione mondiale dei semi OGM (modificati geneticamente), distribuiti da un piccolo numero di multinazionali; ma questo è avvenuto a grave discapito della nostra salute; e se passa la TPP (Partnership Trans-Pacifica) allora non solo il controllo del cibo, ma anche della salute, dell’ambiente e del sistema finanziario, passerà completamente nelle mani di alcune multinazionali








