«Ci domandiamo quante altre bombe tossiche sono nascoste, coperte da vegetazione o da campi coltivati nelle terre di Gomorra? Una cosa è certa: tra insalate al cadmio, zucchine impazzite, cavoli amari, pomodori alla diossina, frutta al percolato, il pranzo è servito ed i veleni della discarica arrivano sulla tavola»: lo dice Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, commentando l'ultimo ritrovamento di una discarica di rifiuti tossici vicino a campi coltivati a Caivano.
Buonomo plaude «il lavoro delle Forze dell'ordine in particolare gli uomini del Corpo Forestale del Comandante Sergio Costa. Quella che una volta era la Campania Felix, criminali hanno vomitato di tutto: polveri da abbattimento dei fumi di industrie siderurgiche, cromo, rame, zinco, cadmio in quantità industriali vernici di scarto, fanghi. La provincia di Napoli nell'ultimo Rapporto Ecomafie è maglia nera a livello nazionale per ciclo dei rifiuti con 303 infrazioni, pari ad un'incidenza di 25 reati ogni 100kmq, 364 persone denunciate o arrestate e 180 sequestri effettuati. E davanti a una Cernobyl napoletana la politica resta a guardare passivamente ad una terra che langue e muore».

Rifiuti
Assessore Romano: “autonomia organizzativa e responsabilità i capisaldi del provvedimento”
“L’approvazione da parte della Giunta regionale della proposta di legge per il riordino del sistema gestionale dei rifiuti rappresenta il punto di partenza del processo di riordino dell’intero ciclo. Essa trasferisce ai Comuni la competenza esclusiva gestionale di tutte le parti del sistema, dal prelievo e trasporto dei rifiuti al loro smaltimento finale, così come ha stabilito definitivamente la normativa statale. Ma la delibera varata oggi rappresenta anche un passaggio fondamentale verso la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori dei Consorzi.”
Così l’assessore all’Ambiente di Palazzo Santa Lucia Giovanni Romano, che illustra le caratteristiche principali contenute della proposta di legge.

Vincitore assoluto Ponte nelle Alpi per il quarto anno consecutivo, Belluno miglior capoluogo del Nord e al Sud trionfa Salerno
1293 comuni (quasi 8 milioni di italiani) hanno raggiunto l’eccellenza superando il 65% di raccolta differenziata dei rifiuti.
Le grandi città stanno a guardare.
L’Italia verso ‘Rifiuti free’: sono 330 le realtà che producono meno di 75 chilogrammi per abitante di rifiuto secco indifferenziato.
Il Comune di Pontecagnano Faiano ? Risultati non classificati negli ultimi anni.
Ultimo risultato statisticato è dell'anno 2010, precisamente
COMUNE DI PONTECAGNANO FAIANO (SA)
Anno 2010
Categoria Comuni sopra i 10.000 abitanti Area Sud
Posizione 1350
Abitanti 25.600
Indice 51.94
% RD 57.13
PR RU 1.24
Una montagna di soldi gira attorno alla gestione degli imballaggi in Italia. Un dossier dell’Associazione Comuni Virtuosi svela i conti del settore, e indica proposte che potrebbero portare rilevanti risorse economiche ai comuni in un momento di crisi come quello che gli enti locali stanno attraversando.
di Comuni Virtuosi - 3 Luglio 2013
Una montagna di soldi gira attorno alla gestione degli imballaggi in Italia
Lo dice il nuovo Rapporto Rifiuti ISPRA 2013, presentato a Roma alla presenza del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.
Rifiuti in calo. E non è tutto merito nostro. A far scendere la produzione nazionale dei rifiuti urbani è stata, indovinate un po', la crisi economica, che ha fatto scendere di 1,1 milioni di tonnellate il 'peso' dei rifiuti. Nel 2012, ogni italiano ha prodotto 504 kg di rifiuti, 32 kg in meno rispetto al 2010.
Un trend che continua, se paragonato a quello degli ultimi due anni. Anche nel 2011 c'era stato un calo, pari al 3,4%, anche nel 2012, con una riduzione complessiva nel biennio 2010-2011 di 2,5 milioni di tonnellate (7,7%). E lo scorso anno, la produzione nazionale si è attestata al di sotto di 30 milioni di tonnellate, un valore analogo a quello rilevato negli anni 2002/2003.
Chi produce più rifiuti?
In testa, l'Emilia Romagna, con 637 kg di rifiuti pro capite, seguita da Toscana (con 614 kg per abitante), Valle d’Aosta (605 kg), Liguria (586 kg) e Lazio (582 kg). Capovolgendo la classifica, a produrre meno rifiuti sono Basilicata (al di sotto di 400 kg per abitante per anno), Molise, Calabria e Campania (tutte con meno di 450 kg per abitante).
I costi di gestione variano da nord a sud. In media un kg di rifiuto urbano ammonta a 29,2 centesimi, ma per ogni kg di rifiuti si spendono 27 centesimi di euro al Nord, 31 centesimi al Centro e 32 centesimi al Sud. La percentuale di copertura dei costi del servizio con i proventi dalla Tarsu e dalla tariffa sui rifiuti è passata dall’83,9% del 2001 al 94,1% del 2011, collocandosi ancora al di sotto della copertura totale dei costi prevista dalla normativa vigente in materia.
Scritto da: Andrea Spinelli Barrile - mercoledì 26 giugno 2013
Fonte: www.ecoblog.it
Il nuovo libro di Massimiliano Iervolino entra dentro tutte le questioni delittuose ed ambientali legate a tutte le emergenze rifiuti di Sicilia, Calabria e Campania: come la politica controlla i consensi grazie alla monnezza.

Si è tenuta oggi, presso la sala principale del Partito Radicale a Roma, la presentazione del libro “Il Rifiuto del Sud - Storie di criminalità politica e controllo del consenso” scritto dal radicale Massimiliano Iervolino.
Un libro che tratta in maniera completa varie vicende legate alle emergenze rifiuti degli ultimi anni, da Palermo a Napoli, da Roma a Reggio Calabria, sia sotto il profilo tecnico che politico che processuale, in un opera di ampio respiro dal taglio amaro, che non lascia quasi scampo alle speranze del lettore perché se le ecomafie hanno corrotto le pubbliche amministrazioni, che si sono dimostrate incapaci di agire, se la politica che le governa si è dimostrata incapace di reagire e, in ultimo, se la magistratura, che dovrebbe ravvisare e punire reati ed illeciti, si è mostrata blanda, debole con i forti, lenta e farraginosa, non è allora una sorpresa la disastrosa situazione ambientale del sud Italia.
Gentilissimo Ministro dell’Ambiente On. Orlando,
come 4 mesi fa con il Ministro della Salute Balduzzi, che intervenne sulla correlazione AMBIENTE e SALUTE, riportando il documentato aumento di mortalita’ per patologia tumorale e chiedendo ai Ricercatori Scientifici, dopo una sciagurata prima conferenza stampa che attribuiva ciò al comportamento alimentare e sociale della nostra sfortunata popolazione, una correlazione al mostruoso inquinamento ambientale, Lei viene in Campania per affrontare politicamente la gestione Ambientale, con pregiudizievoli e preoccupanti indirizzi.
Lei intende forse ancora promuovere impianti di incenerimento senza considerare due punti fondamentali che siamo disposti a discutere con Lei ?
In maniera netta affermiamo, producendo una documentazione scientifica su cui le istituzioni regionali devono riflettere:
1) Il problema dei rifiuti riguarda quelli assimilabili ai RIFIUTI INDUSTRIALI per i quali NON ESISTONO IMPIANTI e che sono QUATTRO ( 4 !!!) VOLTE di PIU’ dei RIFIUTI URBANI di cui è possibile recuperare e differenziare la quasi totalità.
2) Gli IMPIANTI di INCENERIMENTO, assistiti ancora dall’ ALTO CONTRIBUTO ECONOMICO DEI CIP 6, erogati dalle nostre misere tasche, FANNO MALE ALLA SALUTE e POSSONO CAUSARE TUMORI ( vedi lavori sul LINFOMA) e PATOLOGIA ENDOCRINA soprattutto per le generazioni future.
A tal proposito COME MEDICI CHE VOGLIONO DIFENDERE LA SALUTE dei cittadini, DIFFIDIAMO DA SCELTE NON SOSTENIBILI, PER LE QUALI SPERIAMO CHE NON CI SARANNO ASSOLUZIONI POLITICHE.
Disponibili sempre, per una democratica collaborazione, speriamo in un riscontro positivo a questo accorato appello.
Il Direttivo Regionale di ISDE-MEDICI per l’AMBIENTE
On. Andrea Orlando
On. Signor Ministro,
a seguito delle gravi ed approssimative dichiarazioni riportate a mezzo stampa e a Lei attribuite, la Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy , fa presente quanto segue:
1- I commissari straordinari non sono mai stati una soluzione: l’inutile successione di decine di commissari incaricati alla risoluzione del problema dei rifiuti in Campania non ha portato benefici se non un immenso spreco di risorse economiche ormai sparite nel nulla e le cui responsabilità penali sono ancora di là da definirsi.
(La Gestione commissariale per l’emergenza rifiuti in Campania dal 1994 a 2010 ha sperperato circa 11 miliardi di euro).
2- L’infrazione comminata allo Stato Italiano dalla Corte di Giustizia europea che fa riferimento alle emergenze della Campania e del Lazio richiama le autorità “alla salvaguardia della salute e alla tutela della biodiversità messa in grave rischio e pericolo” dalle emergenze conseguenti all’ inefficienza della gestioni commissariali e regionali, vecchie e nuove;
3- La comunità Europea non chiede la realizzazione di nuovi INCENERITORI : Infatti facendo propria la ''Strategia europea per la difesa della biodiversità'' il Parlamento Europeo ha stabilito a più riprese che, nell’ambito di un’economia di scala e di ottimizzazione delle risorse, deve essere bruciato solo ciò che non è riciclabile e che l'incenerimento per la produzione di energia rappresenta comunque un metodo di gestione dei rifiuti più dispendioso rispetto alla riduzione, al riciclaggio e al riutilizzo e, riprendendo le direttive della Carta di Napoli del Movimento internazionale Zero Waste, indica la data del 2020 per la loro moratoria e la definitiva chiusura di discariche. Sarebbe ridicolo ed antieconomico costruire impianti che presto si dovrebbero dismettere per indicazione della stessa UE;
4- Sull’Italia intera vertono 31 infrazioni all’ambiente dell’Unione Europea: attribuire le sanzioni alla sola inefficienza della Campania è quanto meno denigratorio, ma evidentemente funzionale a sottacere una situazione nazionale di cura e salvaguardia dell’ambiente da decenni, ormai, FUORI CONTROLLO;
5- La Direttiva comunitaria non parla di “termovalorizzatore” ma di impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia denunciando l’improprio utilizzo dei CIP6 che rende evidente la soggiacenza di una certa politica alla potente lobby inceneritorista, favorendo i lauti interessi di pochi a dispetto dell’intera comunità;
6- Gli inceneritori sono impianti insalubri, che producono “rifiuto speciale” ancor più in un territorio come la Campania che detiene il più alto numero di SITI DA BONIFICARE, caratterizzati e non;
7- I costi proibitivi ed i tempi lunghi necessari alla costruzione di un inceneritore, rende l’investimento troppo rischioso (come dimostrano le gare d’appalto che a Napoli e a Salerno sono andate deserte). Inoltre, in tempo di severa austerity per i cittadini, dirottare centinaia di milioni di € per la costruzione di impianti che , a fronte di un corretto ciclo dei rifiuti urbani incentrato su riduzione a monte, R.D., riciclo, riuso e recupero, renderebbero l’ incenerimento una scelta antieconomica, insalubre e contraria a qualsiasi principio etico.
A tutto questo va aggiunto:
Fino al 1988 Isochimica smaltiva l'amianto dalle carrozze ferroviarie per conto delle Ferrovie: il Gip di Avellino sequestra l'area

Il Gip del tribunale di Avellino Giuseppe Ricciardi ha convalidato il sequestro dell’area dell’ex azienda Isochimica di Avellino per la presenza di amianto libero: l’azienda, dal 1983 al 1988, ha bonificato e smaltito l’amianto presente nelle carrozze di proprietà delle Ferrovie dello Stato.
Il 3 giugno scorso il procuratore Rosario Cantelmo aveva disposto il sequestro dell’area in quanto, sulla base di alcune perizie d’ufficio incaricate dalla stessa procura, lo stesso magistrato aveva rilevato la presenza di oltre 500 cubi di cememto-amianto lasciati in stato di totale abbandono (ma sopratutto i cubi sono fortemente danneggiati, divenuti friabili) all’interno ed all’estero dei capannoni dismessi dell’azienda.

Quante volte davanti ad un rifiuto siamo assaliti dal dubbio se gettarlo nella carta, nel multi-materiale o considerarlo come residuo? Da oggi a risolvere il mistero ci pensa “ComeButta”, il sito che insegna ad effettuare una corretta raccolta differenziata.
L’innovativo sistema, sviluppato dall’Unità di ricerca ICT4G della Fondazione Kessler, vale per tutti i Comuni del Trentino Alto Adige ed è attualmente in fase di sperimentazione. Il funzionamento è facile: in caso di dubbio basta consultare l’elenco presente sul sito o in alternativa effettuare la registrazione e fare una domanda specifica per ottenere suggerimenti dagli altri utenti, magari caricando una foto del rifiuto in questione. In caso di dubbio persistente, a dare la risposta corretta e definitiva saranno gli esperti dell’AMNU, l’azienda con sede a Pergine Valsugana (Trento) che si occupa di igiene ambientale.







