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Rifiuti

"Il Rifiuto del Sud", un libro che scoperchia le logiche di potere, e di consenso, sulle emergenze rifiuti

26 Giugno 2013

Scritto da: Andrea Spinelli Barrile - mercoledì 26 giugno 2013

Fonte: www.ecoblog.it

Il nuovo libro di Massimiliano Iervolino entra dentro tutte le questioni delittuose ed ambientali legate a tutte le emergenze rifiuti di Sicilia, Calabria e Campania: come la politica controlla i consensi grazie alla monnezza.

 

Si è tenuta oggi, presso la sala principale del Partito Radicale a Roma, la presentazione del libro “Il Rifiuto del Sud - Storie di criminalità politica e controllo del consenso” scritto dal radicale Massimiliano Iervolino.

Un libro che tratta in maniera completa varie vicende legate alle emergenze rifiuti degli ultimi anni, da Palermo a Napoli, da Roma a Reggio Calabria, sia sotto il profilo tecnico che politico che processuale, in un opera di ampio respiro dal taglio amaro, che non lascia quasi scampo alle speranze del lettore perché se le ecomafie hanno corrotto le pubbliche amministrazioni, che si sono dimostrate incapaci di agire, se la politica che le governa si è dimostrata incapace di reagire e, in ultimo, se la magistratura, che dovrebbe ravvisare e punire reati ed illeciti, si è mostrata blanda, debole con i forti, lenta e farraginosa, non è allora una sorpresa la disastrosa situazione ambientale del sud Italia. 

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COMUNICATO STAMPA: DIFFIDA dei MEDICI per l’AMBIENTE

21 Giugno 2013

Gentilissimo Ministro dell’Ambiente On. Orlando,

come 4 mesi fa con il Ministro della Salute Balduzzi, che intervenne sulla correlazione AMBIENTE e SALUTE, riportando il documentato aumento di mortalita’ per patologia tumorale e chiedendo ai Ricercatori Scientifici, dopo una sciagurata prima conferenza stampa che attribuiva ciò al comportamento alimentare e sociale della nostra sfortunata popolazione, una correlazione al mostruoso inquinamento ambientale, Lei viene in Campania per affrontare politicamente la gestione Ambientale, con pregiudizievoli e preoccupanti indirizzi.

Lei intende forse ancora promuovere impianti di incenerimento senza considerare due punti fondamentali che siamo disposti a discutere con Lei ?

In maniera netta affermiamo, producendo una documentazione scientifica su cui le istituzioni regionali devono riflettere:

1)      Il problema dei rifiuti  riguarda quelli assimilabili ai RIFIUTI INDUSTRIALI  per i quali NON ESISTONO IMPIANTI e che sono QUATTRO ( 4 !!!) VOLTE di PIU’ dei RIFIUTI URBANI di cui è possibile recuperare e differenziare la quasi totalità.

2)      Gli IMPIANTI di INCENERIMENTO, assistiti ancora dall’ ALTO CONTRIBUTO ECONOMICO DEI CIP 6, erogati dalle nostre misere tasche, FANNO MALE ALLA SALUTE e POSSONO CAUSARE TUMORI  ( vedi lavori sul LINFOMA) e PATOLOGIA ENDOCRINA soprattutto per le generazioni future.

A tal proposito COME MEDICI CHE VOGLIONO DIFENDERE LA SALUTE dei cittadini, DIFFIDIAMO DA SCELTE NON SOSTENIBILI, PER LE QUALI  SPERIAMO CHE NON CI SARANNO ASSOLUZIONI  POLITICHE.

Disponibili sempre, per una democratica collaborazione, speriamo in un riscontro positivo  a questo accorato appello.

Il Direttivo Regionale di ISDE-MEDICI per l’AMBIENTE 

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Lettera aperta al Ministro Orlano dalla rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy

20 Giugno 2013

On. Andrea Orlando

On. Signor Ministro,

a seguito delle gravi ed approssimative dichiarazioni riportate a mezzo stampa e a Lei attribuite, la Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy , fa presente quanto segue:

1-      I commissari straordinari non sono mai stati una soluzione: l’inutile successione di decine di commissari incaricati alla risoluzione del problema dei rifiuti in Campania non ha portato benefici se non un immenso spreco di risorse economiche ormai sparite nel nulla e le cui responsabilità penali sono ancora di là da definirsi.

(La Gestione commissariale per l’emergenza rifiuti in Campania dal 1994 a 2010 ha sperperato circa 11 miliardi di euro). 

2-      L’infrazione comminata allo Stato Italiano dalla Corte di Giustizia europea che fa riferimento alle emergenze della Campania e del Lazio richiama le autorità “alla salvaguardia della salute e alla tutela della biodiversità messa in grave rischio e pericolo” dalle emergenze conseguenti all’ inefficienza della gestioni commissariali e regionali, vecchie e nuove; 

3-      La comunità Europea non chiede la realizzazione di nuovi INCENERITORI : Infatti facendo propria  la ''Strategia europea per la difesa della biodiversità'' il Parlamento Europeo ha stabilito a più riprese che, nell’ambito di un’economia di scala e di ottimizzazione delle risorse, deve essere bruciato solo ciò che non è riciclabile e che l'incenerimento per la produzione di energia rappresenta comunque un metodo di gestione dei rifiuti più dispendioso rispetto alla riduzione, al riciclaggio e al riutilizzo e, riprendendo le direttive della Carta di Napoli del Movimento internazionale Zero Waste, indica la data del 2020 per  la loro moratoria e la definitiva chiusura di discariche. Sarebbe ridicolo ed antieconomico costruire impianti che presto si dovrebbero dismettere per indicazione della stessa UE;

4-      Sull’Italia intera vertono 31 infrazioni all’ambiente dell’Unione Europea: attribuire le sanzioni alla sola inefficienza della Campania è quanto meno denigratorio, ma evidentemente funzionale a sottacere una situazione nazionale di cura e salvaguardia dell’ambiente da decenni, ormai,  FUORI CONTROLLO; 

5-      La Direttiva comunitaria non parla di “termovalorizzatore” ma di impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia denunciando l’improprio utilizzo dei CIP6 che rende evidente la soggiacenza di una certa politica alla potente lobby inceneritorista, favorendo i lauti interessi di pochi a dispetto dell’intera comunità;

6-      Gli inceneritori sono impianti insalubri, che producono “rifiuto speciale” ancor più in un  territorio come la Campania che detiene il più alto numero di SITI DA BONIFICARE, caratterizzati e non; 

7-      I costi proibitivi ed i tempi lunghi necessari alla costruzione di un inceneritore, rende l’investimento troppo rischioso (come dimostrano le gare d’appalto che a  Napoli e a Salerno sono andate deserte). Inoltre, in tempo di severa austerity per i cittadini, dirottare centinaia di milioni di € per la costruzione di impianti che , a fronte di un corretto ciclo dei rifiuti urbani incentrato su riduzione a monte, R.D., riciclo, riuso e recupero, renderebbero l’ incenerimento una scelta antieconomica, insalubre e contraria a qualsiasi principio etico.

A tutto questo va aggiunto:

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Amianto, allarme alla ex Isochimica di Avellino

18 Giugno 2013

Fino al 1988 Isochimica smaltiva l'amianto dalle carrozze ferroviarie per conto delle Ferrovie: il Gip di Avellino sequestra l'area

Amianto, allarme alla ex Isochimica di Avellino

 Il Gip del tribunale di Avellino Giuseppe Ricciardi ha convalidato il sequestro dell’area dell’ex azienda Isochimica di Avellino per la presenza di amianto libero: l’azienda, dal 1983 al 1988, ha bonificato e smaltito l’amianto presente nelle carrozze di proprietà delle Ferrovie dello Stato.

Il 3 giugno scorso il procuratore Rosario Cantelmo aveva disposto il sequestro dell’area in quanto, sulla base di alcune perizie d’ufficio incaricate dalla stessa procura, lo stesso magistrato aveva rilevato la presenza di oltre 500 cubi di cememto-amianto lasciati in stato di totale abbandono (ma sopratutto i cubi sono fortemente danneggiati, divenuti friabili) all’interno ed all’estero dei capannoni dismessi dell’azienda. 

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Raccolta differenziata no stress con “ComeButta”

17 Giugno 2013

Raccolta differenziata no stress con “ComeButta”

 

 

Rinnovabili.it

Quante volte davanti ad un rifiuto siamo assaliti dal dubbio se gettarlo nella carta, nel multi-materiale o considerarlo come residuo? Da oggi a risolvere il mistero ci pensa “ComeButta”, il sito che insegna ad effettuare una corretta raccolta differenziata.

L’innovativo sistema, sviluppato dall’Unità di ricerca ICT4G della Fondazione Kessler, vale per tutti i Comuni del Trentino Alto Adige ed è attualmente in fase di sperimentazione. Il funzionamento è facile: in caso di dubbio basta consultare l’elenco presente sul sito o in alternativa effettuare la registrazione e fare una domanda specifica per ottenere suggerimenti dagli altri utenti, magari caricando una foto del rifiuto in questione. In caso di dubbio persistente, a dare la risposta corretta e definitiva saranno gli esperti dell’AMNU, l’azienda con sede a Pergine Valsugana (Trento) che si occupa di igiene ambientale. 

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ZERO WASTE ITALY ALLA CONFERENZA DELLA FAO a Roma

16 Giugno 2013

Rossano Ercolini il 19 giugno alla conferenza della FAO

Rossano Ercolini interverrà sul tema "Rifiuti Zero - Spreco Zero" a Roma nella 38° Sessione della Conferenza della FAO mercoledì 19 giugno prossimo alle ore 14.45 durante la giornata dedicata alla Sostenibilità.

Secondo la produzione attuale e trend di consumo, la produzione globale di cibo dovrà aumentare del 60% entro il 2050, al fine di soddisfare le esigenze di una popolazione mondiale in crescita. Eppure, più di un terzo del cibo prodotto oggi o è perso nel ciclo di produzione alimentare - per lo più nei paesi in via di sviluppo - o è sprecato da parte dei consumatori nelle società più ricche.

Quali i punti critici che dovrebbero essere affrontati per progettare un' efficace perdita di strategia di riduzione del cibo? Come si possono evitare gli sprechi da parte degli agricoltori, produttori alimentari, rivenditori e consumatori scoraggiati? Qual è l'impatto ambientale di spreco di cibo? Può / deve essere recuperato il cibo dal ciclo dei rifiuti da utilizzare come aiuto alimentare? 

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Sostenibilità degli imballaggi in carta e cartone: intervista a Piero Attoma (Comieco)

07 Giugno 2013

Le novità in termini di sostenibilità degli imballaggi in carta e cartone con un occhio di riguardo al cibo (e alla riduzione degli sprechi alimentari). Intervista di Eco dalle Città a Piero Attoma, vicepresidente di Comieco e coordinatore del Club Carta e Cartoni 

di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.venerdì 07 giugno 2013 

Secondo le cronache, lo scorso gennaio in Valle d'Aosta è avvenuto il ritiro dal mercato di due lotti di cartone per la pizza contenente piombo (http://www.ilfattoalimentare.it/allerta-aosta-cartoni-pizza.html). Cosa prevede la legge italiana in merito all'utilizzo di materie prime seconde per la produzione di contenitori destinati al contatto con gli alimenti? Nel caso del cartone per la pizza l'utilizzo di materia riciclata è permesso?
L'esempio citato possiamo considerarlo come un incidente di percorso. La legge italiana è molto severa quando il contenuto dell'imballaggio è costituito da alimenti, di conseguenza c'è molta attenzione alla produzione del packaging. Negli altri Paesi europei le norme sono meno intransigenti. In Italia il cartone della pizza deve essere costituito da tre carte tutte di materia prima vergine, in Francia e Germania basta che solamente una sia in carta vergine. Per questo tipo di prodotto Comieco ha supportato l’ideazione di un nuovo prototipo in cartone per la pizza da asporto. Dopo l’uso, questo imballaggio può essere facilmente diviso in due parti: quella superiore, non intaccata da sugo e mozzarella, può essere staccata e gettata nel contenitore della carta.

Come Club Carta e Cartoni, inoltre, stiamo lavorando affinché le aziende produttrici di imballaggi abbiano nuovi strumenti per potersi presentare nel modo più chiaro e trasparente possibile nei confronti degli utilizzatori, e le caratteristiche del materiale siano per così dire certificate. 

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Capannori e la strategia rifiuti zero, intervista ad Alessio Ciacci

07 Giugno 2013

Negli ultimi sei anni il comune di Capannori è divenuto un esempio per la gestione sostenibile dei rifiuti e, più in generale, per le buone pratiche messe in atto dall'amministrazione. In un'intervista Alessio Ciacci racconta la sua esperienza di assessore all'Ambiente del Comune di Capannori, i progetti portati avanti e quelli in cantiere, nonché l'importanza di attuare la strategia Rifiuti Zero.

di Olivier Turquet - 7 Giugno 2013


Alessio Ciacci, assessore all'Ambiente del Comune di Capannori, ha ricevuto il premio Personaggio Ambiente 2012
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Cresce l'applicazione Zero Waste alle attività produttive ed economiche. Gemellaggio Italia-Spagna per il progetto Hotel/Restaurant Zero Waste

25 Aprile 2013

Gemellaggio al Basque Culinary Center – Spagna – Paesi Baschi – San Sebastian

Incontro sulla sostenibilità all’interno dei ristoranti – rifiuti zero ristoranti sostenibili.

Nell’ambito del progetto Hotel & Ristoranti Rifiuti Zero sostenuto da Zero Waste Europe con la supervisione di Joan Marc Simon e Rossano Ercolini si è concretizzato il gemellaggio tra Ristoranti Rifiuti Zero, italiani e spagnoli, con la partecipazione, nel meraviglioso scenario di una delle più prestigiose Università della Cucina d’Europa: il BASQUE CULINARY CENTER, di Gipuzkoa (Paesi Baschi) che vanta la più alta concentrazione di ristoranti stellati Michelin per metro quadro al mondo, Antonino Esposito, di Zero Waste Campania e ideatore del progetto Ristoranti Rifiuti Zero, lo chef Gennaro Esposito, titolare del ristorante “Torre del Saracino”, e Sergio Gargiulo albergatore e presidente della Federalberghi Capri, in qualità di ambasciatori del progetto, sono stati ospiti presso la meravigliosa struttura basca, ove hanno relazionato su invito dei colleghi spagnoli, il progetto a cui ha fatto seguito il gemellaggio di collaborazione con la strategia Zero Waste. 

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Si bruciano rifiuti nei cementifici e il decreto piace a Legambiente

06 Aprile 2013

Scritto da: Marina Perotta - mercoledì 3 aprile 2013

Fonte: ecoblog

La Commissione ambiente alla Camera non era d'accordo e ha pure espresso parere negativo, ma dal 29 marzo è legale bruciare rifiuti nei cementifici.

Il decreto porta la data del 14 febbraio, pubblicato in gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore il 29 marzo e stabilisce in pratica cosa potranno bruciare i cementifici, ovvero viene data un identità al CSS ossia i combustibili solidi secondari. 

Avete presente cosa bruciano gli inceneritori? Ossia tutti quei rifiuti che dovrebbero essere inviati alle discariche (che sono fuorilegge) e dunque ecco che la soluzione il buon Corrado Clini, ministro per l’Ambiente, l’ha trovata in men che non si dica coinvolgendo in un solo decreto i 59 cementifici presenti sul nostro territorio: come dire? meglio degli inceneritori che fanno storcere il naso agli ambientalisti e scatenano le proteste dei cittadini. Ma la notizia che non ti aspetti è che Legambiente è d’accordo.

Infatti qualche settimana prima dell’approvazione del decreto dalla direzione di Legambiente è stata inviata una mail a tutti i circoli in cui si legge:

In queste ultime settimane stanno circolando su internet richieste di adesione a petizioni e a mail bombing da indirizzare ai parlamentari uscenti per fermare l’approvazione di un decreto che faciliterebbe l’uso del CSS (combustibile solido secondario: è un’evoluzione del vecchio CDR) nei cementifici in parziale sostituzione (in genere il 20%-30% dei combustibili tradizionali).Questi appelli sono purtroppo inesatti e fuorvianti su questa opzione di uso energetico, a cui abbiamo sempre guardato con attenzione per contrastare la realizzazione di nuovi inceneritori.

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