On. Andrea Orlando
On. Signor Ministro,
a seguito delle gravi ed approssimative dichiarazioni riportate a mezzo stampa e a Lei attribuite, la Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy , fa presente quanto segue:
1- I commissari straordinari non sono mai stati una soluzione: l’inutile successione di decine di commissari incaricati alla risoluzione del problema dei rifiuti in Campania non ha portato benefici se non un immenso spreco di risorse economiche ormai sparite nel nulla e le cui responsabilità penali sono ancora di là da definirsi.
(La Gestione commissariale per l’emergenza rifiuti in Campania dal 1994 a 2010 ha sperperato circa 11 miliardi di euro).
2- L’infrazione comminata allo Stato Italiano dalla Corte di Giustizia europea che fa riferimento alle emergenze della Campania e del Lazio richiama le autorità “alla salvaguardia della salute e alla tutela della biodiversità messa in grave rischio e pericolo” dalle emergenze conseguenti all’ inefficienza della gestioni commissariali e regionali, vecchie e nuove;
3- La comunità Europea non chiede la realizzazione di nuovi INCENERITORI : Infatti facendo propria la ''Strategia europea per la difesa della biodiversità'' il Parlamento Europeo ha stabilito a più riprese che, nell’ambito di un’economia di scala e di ottimizzazione delle risorse, deve essere bruciato solo ciò che non è riciclabile e che l'incenerimento per la produzione di energia rappresenta comunque un metodo di gestione dei rifiuti più dispendioso rispetto alla riduzione, al riciclaggio e al riutilizzo e, riprendendo le direttive della Carta di Napoli del Movimento internazionale Zero Waste, indica la data del 2020 per la loro moratoria e la definitiva chiusura di discariche. Sarebbe ridicolo ed antieconomico costruire impianti che presto si dovrebbero dismettere per indicazione della stessa UE;
4- Sull’Italia intera vertono 31 infrazioni all’ambiente dell’Unione Europea: attribuire le sanzioni alla sola inefficienza della Campania è quanto meno denigratorio, ma evidentemente funzionale a sottacere una situazione nazionale di cura e salvaguardia dell’ambiente da decenni, ormai, FUORI CONTROLLO;
5- La Direttiva comunitaria non parla di “termovalorizzatore” ma di impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia denunciando l’improprio utilizzo dei CIP6 che rende evidente la soggiacenza di una certa politica alla potente lobby inceneritorista, favorendo i lauti interessi di pochi a dispetto dell’intera comunità;
6- Gli inceneritori sono impianti insalubri, che producono “rifiuto speciale” ancor più in un territorio come la Campania che detiene il più alto numero di SITI DA BONIFICARE, caratterizzati e non;
7- I costi proibitivi ed i tempi lunghi necessari alla costruzione di un inceneritore, rende l’investimento troppo rischioso (come dimostrano le gare d’appalto che a Napoli e a Salerno sono andate deserte). Inoltre, in tempo di severa austerity per i cittadini, dirottare centinaia di milioni di € per la costruzione di impianti che , a fronte di un corretto ciclo dei rifiuti urbani incentrato su riduzione a monte, R.D., riciclo, riuso e recupero, renderebbero l’ incenerimento una scelta antieconomica, insalubre e contraria a qualsiasi principio etico.
A tutto questo va aggiunto: