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Rifiuti

UN APPROCCIO ALTERNATIVO AL PROBLEMA DEI RIFIUTI TECNOLOGICI: INCENTIVARE I CITTADINI

09 Novembre 2012

di Francesco De Robertis

09.11.2012

Fonte: nelmerito.com 

Il mercato mondiale degli articoli elettrici ed elettronici è in crescita anche in zone colpite dalla crisi1, ma l’incremento di consumo, associato al breve ciclo di vita di tali beni, provoca notevoli problemi di tipo ambientale. L'Unep (il programma ambientale delle Nazioni Unite) stima, che venga riciclato solo il 10% dei 50 milioni di tonnellate di tali prodotti ogni anno nel mondo. 

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Rifiuti, impianto di Oliveto Citra «Revocato l’ok della Regione»

09 Novembre 2012

L’assessore all’Ambiente Romano spiega il dietrofront: «Abbiamo verificato che buona parte della struttura rientra in un sito d’interesse comunitario»

La Regione Cmpania ha revocato la valutazione di impatto ambientale (Via) per l'impianto dei rifiuti di Oliveto Citra. Lo rende noto l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano. «In base alle osservazioni presentate dal Comune – dice - la Regione Campania ha effettuato ulteriori verifiche dalle quali è risultato che la struttura rientrava per buona parte in un sito di interesse comunitario, circostanza non evidenziata al momento della presentazione della richiesta di valutazione che risale a tre anni fa.Per questo è stato revocato il decreto dirigenziale del 2009 con il quale era stato espresso parere favorevole di compatibilità in merito al progetto relativo all’impianto di combustione biomasse e trattamento dei rifiuti civili ed industriali con recupero di calore nel Comune di Oliveto Citra, in provincia di Salerno. L’annullamento del provvedimento precedente è la dimostrazione che la Regione pone in primo piano il rispetto della legge e dell’ambiente e adotta i provvedimenti necessari per quanto di propria competenza».

08 novembre 2012
Fonte: lacittà

C'era una volta il termovalorizzatore

06 Novembre 2012

La Daneco che si è aggiudicata l'appalto pronta a fare dietrofront. Le banche non anticipano i soldi per il contenzioso amministrativo tra Provincia e Comune

SALERNO — Se prima era solo una querelle tra Provincia e Comune, adesso diventa anche una questione di banche. E quindi di soldi. La realizzazione del termovalorizzatore di Salerno si complica sempre di più. La Daneco, la società che in Ati con la Rcm dei fratelli Rainone, si è aggiudicata l'appalto prima che scoppiasse il rebus del certificato antimafia non risolto dalla Prefettura di Milano, sembra voler fare un passo indietro. La causa del dietrofront sarebbe legata al diniego delle banche di anticipare i soldi. Anche gli istituti di credito, a loro volta, avrebbero un motivo per rifiutare l'apertura del mutuo.

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Appello ai Parlamentari della Campania

05 Novembre 2012

Appello ai Parlamentari della Campania 

In questi giorni abbiamo assistito a un rimbalzo pericoloso di responsabilità tra le Istituzioni per l’attuale stato dell’emergenza rifiuti in Campania e nel Lazio a seguito della visita della delegazione della Commissione europea del 30 e 31 novembre u.s..

In Campania lo scaricabarile tra Regione, Provincia e Comuni inadempienti riguarda il macigno dell’infrazione UE che, di fatto, congelando i fondi, potrebbe aprire, a breve, la strada alla Corte di Giustizia per comminare il macigno della multa di oltre 500.000 euro giornalieri in danno alla Campania per il mancato Piano del ciclo dei rifiuti urbani.

Analogamente sul Lazio, la Commissione Ambiente UE  minaccia la procedura d’infrazione, attese le incapacità dei rispettivi livelli di governo a garantire RD efficace e impiantistica adeguata.

Il tutto nella forsennata ricerca della solita discarica per la prossima chiusura della “vergogna” di Malagrotta, che garantisca alle amministrazioni basso costo d’esercizio  ma ai cittadini laziali esposti,  gravi danni alla salute e all’ambiente.

Nessuno però ha fatto in conti con l’Europa e le sue normative.

In Campania per un Piano regionale rabberciato e fuori dalle leggi nazionali ed europee.

Nel Lazio perché s’insiste, contro ogni logica, a sostenere l’idea della discarica di Monti dell’Ortaccio confinante con Malagrotta, bocciata duramente e senza appello dalla Commissione UE.

E allora interviene il Ministro dell’Ambiente, dott. Clini, annunciando che stante l’attuale situazione di stallo il “Governo centrale si fa carico di iniziative eccezionali”.

Abbiamo già sentito questa minaccia.

E l’abbiamo subita per 19 lunghi anni in Campania.

Non vorremmo che questa “iniziativa eccezionale” del Governo passasse per il classico  “Decreto per l’emergenza rifiuti” questa volta partendo dal Lazio per coinvolgere nuovamente la Campania e creare, ad arte,  le condizioni di un intervento centrale che riporti la storia indietro di anni.

Questa è la nostra preoccupazione e per questo facciamo appello a tutti i parlamentari campani ad alzare il livello di attenzione nei confronti del “Governo dei tecnici” per opporsi sul nascere a qualunque tentativo legislativo in tale direzione che sarebbe giudicato da tutti i cittadini irresponsabile e da contrastare con tutte le forze.

Nessuna “legge emergenziale” potrà mai sopperire, com’è dimostrato da questi lunghi e terribili 19 anni, a risolvere, non eventi catastrofici naturali, ma incompetenze e incapacità a cui la “mala politica” ci ha, troppo spesso, abituato. 

Rete dei Comitati vesuviani – Zero Waste Italy             05/11/2012 

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Incontro della Rete dei Comitati vesuviani con la delegazione UE sul Ciclo dei rifiuti in Campania

02 Novembre 2012

Comunicato   stampa   del 01/11/2012

La Rete dei Comitati vesuviani-Zero Waste Italy esprime soddisfazione per l’incontrato di ieri con  la delegazione della Commissione europea in visita in Campania per valutare lo stato di applicazione della normativa EU in tema di ciclo dei rifiuti solidi urbani.

La Rete ha presentato due petizioni alla Commissione UE: una nel 2010 riguardante la violazione della direttiva EU per l’apertura di discariche nel Parco nazionale del Vesuvio e l’altra nell’aprile 2012 relative alle criticità palesate in sede di approvazione del Piano generale  rifiuti solidi urbani della Campania in  violazione delle norme comunitarie e di quelle nazionali.

La prof.ssa Anna Rita Ranieri ha illustrato, in riferimento alla prima petizione lo stato attuale dell’ex discarica Sari nel Parco del Vesuvio causa del disastro ambientale all’ecosistema e alla popolazione vesuviana arrecato dall’esercizio della stessa. Non ha mancato di riferire, anche facendo riferimento alla Convenzione di Aarhus, che allo stato la messa in sicurezza dell’invaso chiuso langue, che la produzione di biogas che potrebbe servire da compensazione in termini energetici per i comuni limitrofi viene dispersa bruciandola  e che l’area del Comune di  Terzigno, in cui insistono vecchie discariche mai messe in sicurezza, è completamente inquinata per la penetrazione del percolato nelle falde sottostanti e che le bonifiche promesse e previste, allo stato, costituiscono un miraggio.

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L'Italia rischia una multa da 56 milioni di euro dall'Ue per 255 discariche abusive

27 Ottobre 2012

Pubblicato il 27 ott 2012 da Marina Perotta

Fonte: ecoblog 

Il commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik ha chiesto alla Corte di Giustizia europea d’infliggere a Roma, al nostro governo, una colossale multa: 56 milioni di euro e una penale giornaliera dovuta fino a cessazione dell’infrazione di quasi 257.000 Euro dalla sentenza che sarà poi pronunciata dalla della Corte e fino alla regolarizzazione. L’Europa nel 2007 ha ingiunto in Italia di rispettare le norme comunitarie in merito alla gestione dei rifiuti ospitando ancora 255 discariche illegali di cui 16 con rifiuti tossici.

Le regioni più compromesse in Italia sono: la Campania con 51 discariche, la Calabria con 43, l’Abruzzo con 37, il Lazio con 32 e la Sicilia con 24.

La Commissione europea ha così perso la pazienza sulla presenza delle discariche illegali che ancora continuano a avvelenare l’Italia da nord a sud e così Bruxelles ha chiesto di rinviare il nostro Paese alla Corte europea di Giustizia per il non rispetto delle regole europee che riguardano la gestione dei rifiuti. 

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ALLARME !!!! Cementifici inceneritori

27 Ottobre 2012

LA NOVITÀ SUI RIFIUTI

Le ecoballe? Ora si potranno 
smaltire nel cementificio

Il Consiglio dei ministri approva un provvedimento che autorizza lo smaltimento dei Cdr in questi stabilimenti

Le ecoballe stoccate

NAPOLI - Potrebbe essere una svolta epocale, di certo creerà discussioni a non finire. Le ecoballe, infatti, potranno finire per essere bruciate nei forni dei cementifici. Forse non tutti i milioni di ecoballe stoccate sui piazzali, ma di certo i cdr che saranno pronti in questi giorni. E si metterà, quindi, fine - progressivamente - ai viaggi all'estero per eliminare i rifiuti prodotti. 
Il Consiglio dei ministri ha, poche ore fa, approvato in via preliminare, su proposta del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, un provvedimento per l'individuazione delle condizioni di utilizzo dei combustibili solidi secondari, in parziale sostituzione di quelli tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale. 

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Rifiuti, anche Napoli conferma: produzione rifiuti in calo del 4%. Intervista a Tommaso Sodano

26 Ottobre 2012

Intervista di Eco dalle Città al vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano: «Si registra un calo nella produzione di rifiuti pari a circa il 4%». Tra i materiali raccolti calano visibilmente gli ingombranti: -5%. In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti il Comune e una serie di pizzerie organizzano un'azione che premierà con una pizza omaggio chi riconsegnerà i contenitori d'asporto

di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

giovedì 25 ottobre 2012 
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Bisfenolo A: dal 2013 in Francia imballaggi più sicuri

22 Ottobre 2012

A partire da giugno 2011 l'Unione europea ha messo al bando i biberon in policarbonato contenenti bisfenolo A. Apripista la Francia, che ne aveva proibito la produzione già nel 2010 e che ora si prepara a dire addio al bisfenolo anche negli imballaggi per cibi e bevande.

di Angela Lamboglia - 22 Ottobre 2012

Il bisfenolo A è utilizzato principalmente nella produzione di materie plastiche e in particolare di policarbonato

Utilizzato principalmente nella produzione di materie plastiche e in particolare di policarbonato, il bisfenolo A (BPA) è finito sotto la lente dei ricercatori di tutto il mondo a partire dagli anni Trenta e da allora non ha più avuto scampo: i rischi connessi alla sua assunzione - per l'instabilità del legame chimico tra le molecole, la sostanza, contenuta in contenitori e imballaggi, si diffonde infatti facilimente nei liquidi e negli alimenti - vanno da interferenze con l’equilibrio ormonale a danni agli organi riproduttori e allo sviluppo cerebrale, fino a problemi al sistema immunitario.

Una collezione di disturbi, più e meno gravi, che ha spinto, prima la Francia e altri Stati europei, poi l'intera Unione, a introdurre misure per proteggere almeno i bambini - i più vulnerabili a contrarre le potenziali patologie - dall'assunzione della sostanza.

E poichè secondo l'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, la maggiore fonte di pericolo è rappresentata dai biberon in policarbonato, con la direttiva 2011/8/UE si è stabilito il divieto di produzione di questi prodotti a partire da 1 marzo 2011 e il divieto di importazione e commercializzazione dal 1 giugno dello stesso anno. 

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Rifiuti di Napoli, per l'emergenza danno milionario all'Erario

20 Ottobre 2012

Andrea Spinelli Barrile

Fonte: ecoblog

1,5 milioni di euro: a questa cifra ammonterebbe il danno erariale per inutili consulenze affidate dalle società in-house della Provincia di Napoli Sapna per gestire l’emergenza rifiuti nella capitale partenopea.

Le indagini contabili della Corte dei Conti hanno portato ad un sequestro preventivo di beni immobili, conti correnti e crediti presso terzi dal valore milionario portati alla luce del sole grazie ad un accurato lavoro delle Fiamme Gialle, che hanno ricostruito i numerosi incarichi di consulenza esterna affidati ad appalto già affidato.

La Guardia di Finanza avrebbe dimostrato come gli incarichi attribuiti dalla partecipata, seppur definiti formalmente “consulenziali”, siano risultati fuori dai requisiti normativamente previsti per essere considerati tali, caratterizzati tuttalpiù”per la loro continuità ed ordinarietà”. 

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